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Puntualità

Non serve proporre orari: meglio scandire i tempi attraverso azioni concrete

Gentilissima dottoressa, non riesco mai ad arrivare in orario con la mia bimba o a farla venire a tavola a mangiare quando la chiamo: se sta giocando non riesco a farle capire che se dico che è ora di smettere deve smettere subito, perché è ora di andare o di sedersi a tavola. Come posso fare?

I bambini giocano perché giocare è bello. Ma giocare, per un bimbo, non è un mero passatempo, è, anzi, un’attività fondamentale per la crescita. Lo psicanalista Bruno Bettelheim diceva che giocare e fantasticare sono tra le cose più serie e costruttive che un individuo che sta crescendo possa fare. Attraverso il gioco i bambini strutturano la capacità di pensare e la loro personalità, imparano a comprendere come funzionano le cose e via via arrivano, attraverso l’attività ludica, a padroneggiare sia il mondo reale che il mondo interiore, poiché il gioco è anche il canale attraverso il quale i bambini esprimono le loro emozioni, le elaborano e le controllano.
Detto questo, è facile capire che giocare è un’attività che assorbe totalmente l’attenzione. Occorre comprendere l’importanza del gioco quando dobbiamo interromperlo. Il modo giusto di farlo è con rispetto, senza minimizzarne il significato. Bisogna inoltre considerare che, più un bambino è piccolo, meno è in grado (perché il suo cervello non ha ancora completato la propria strutturazione) di comprendere i concetti temporali, come “tra 10 minuti” o “alle 15.30”.
Per far uscire dall’attività ludica la bimba e arrivare puntuali, occorrerà dirle più volte che, a un dato momento, dovrà smettere di giocare. Per aiutarla a uscire dall’attività, non serve proporre scansioni temporali o orari: meglio scandire i tempi attraverso azioni concrete (“mentre la mamma apparecchia la tavola...”) suggerendo l’interruzione nel momento più opportuno per la sequenza di gioco, proponendo un’azione che la bimba deve fare “nel” gioco e coerente con esso, aiutandola a chiudere la narrazione che aveva intrapreso. Per fare ciò, occorrerà osservare la sua bimba per cogliere l’essenza di ciò che fa, comprenderne i ritmi e farle proposte congruenti. Il risultato è che in poco tempo la bimba riuscirà “a stare nei tempi” e non solo: osservarla vi aiuterà a conoscerla ancora meglio.

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