Alla scoperta del ghiaccio nel regno di Frozen (quello vero)

Come non esiste un cristallo di neve uguale, così ogni pezzo di ghiaccio ha la sua storia. C’è il ghiaccio opaco e quello limpido, quello con frammenti di foglie e quello striato, quello così sottile che si frantuma solo a guardarlo e quello così spesso da poterci saltare sopra. Acqua allo stato solido che fa rima con gelo e mani intirizzite. Ovunque si crei l’alleanza magica tra acqua e freddo, è arte allo stato puro. La montagna è il luogo più facile dove andare alla ricerca di questa materia incontaminata: basta una fontana aperta e per certo si troverà nei suoi pressi una lastra che copre la superficie della vasca, oppure un ammasso accanto allo spruzzo. Ma il ghiaccio è anche spettacolo, sport e divertimento.

 

Oltre l’azione naturale

L’anima artistica del ghiaccio si può ammirare nelle sculture. Sono opere create da artisti con motosega e scalpello su un ghiaccio speciale, particolarmente limpido e trasparente. È uno spettacolo effimero, poiché anche le opere più blasonate sono destinate a ridursi in acqua. Le sculture di ghiaccio sono tipiche dei paesi nordici, ma ci sono anche appuntamenti molto esotici, come il famoso Harbin Ice Festival in Cina (www.icefestivalharbin.com) oppure il Festival della Neve di Sapporo, in Giappone (www.snowfes.com/english). Più vicino, ugualmente scenografico, è il Concorso di sculture su ghiaccio di Verneys, a Valloire, nella Savoia francese (www.valloire.net) che si tiene dal 16 al 19 gennaio e si conclude con una grande festa, una fiaccolata e i fuochi d’artificio.

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I festival in Italia

In Italia ci sono due appuntamenti importanti per ammirare le sculture di ghiaccio. Il ventottesimo Festival Internazionale di Sculture di Neve si svolge a San Candido e a San Vigilio, in Alto Adige, dal 10 al 17 gennaio (www.snow-festival.com). Negli angoli più suggestivi dei due paesi vengono approntati dei giganteschi cubi di neve pressata e ghiacciata con acqua. Su questi cubi lavorano dieci gruppi di scultori, che non possono utilizzare per la loro opera nient’altro che acqua pura. Le sculture vengono completate nei tre giorni del festival, dopodiché gli abitanti e i turisti scelgono e premiano le migliori.

Stesso copione in provincia di Udine, a Pontebba: qui da tre anni si celebra il Festival della neve (Facebook Snow Art Pontebba) dal 19 al 21 gennaio. I cubi di neve pressata di tre metri di lato sono otto e la scelta del più bello è affidata al pubblico.

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Ghiaccio come casa

Che dite di dormire dentro al ghiaccio? E non per modo di dire: gli esquimesi l’hanno sempre fatto, ma anche gli alpinisti, che si salvano la vita di notte in alta quota scavando le trune, buche nel ghiaccio in cui restare al riparo dell’aria gelida esterna. Con meno avventura, ma più scenografia, negli ultimi tempi è diventato di moda realizzare veri e propri hotel di ghiaccio in cui trascorrere una notte da brivido (di freddo, non di paura). Senza arrivare nell’estremo nord europeo o asiatico, si può provare questa esperienza in Alto Adige, negli igloo del rifugio Schone Aussicht / Bella Vista, a Senales (www.schoeneaussicht.it). A poca distanza dalla baita, i gestori costruiscono ogni anno due o tre igloo che si trasformano in camere accoglienti. Al loro interno tutto è di ghiaccio, ma non si soffre il freddo: sul letto matrimoniale ci sono pelli di pecora che isolano perfettamente e sulle pelli dei sacchi a pelo da spedizione, con un sacco interno in morbido tessuto di lino (che viene cambiato regolarmente, come fosse un lenzuolo). All’esterno degli igloo c’è la sauna finlandese e la vasca di acqua riscaldata. Il tutto è condito da corroboranti cene al rifugio e abbondante vin brulè. Il costo è di circa 150 euro a notte.

Anche la Snow Suite, a Livigno (www.snowsuitelungolivigno.com) ha riaperto il 20 dicembre. Qui ci si può addormentare nella neve, avvolti in un caldo sacco a pelo termico, e risvegliarsi al mattino in un silenzio ovattato e in un’atmosfera algida. Solo che invece che in un igloo sarete in veri chalet di neve, casette di neve pressata che ogni stagione fredda sono ricostruite nei 1.816 metri di altitudine della candida montagna.

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Ghiaccio in Piemonte

Quest’anno 2018 Torino ha un albero di Natale tutto di ghiaccio, lo sapevate? Si trova davanti a Eataly, in via Nizza, è alto cinque metri e pesa 18 tonnellate. I blocchi cristallini sono stati assemblati e scolpiti da Giambattista Lanni ed Epure Dumitru, i maestri scultori che con il ghiaccio hanno rallegrato le Olimpiadi di Torino 2006. L’albero si trasforma di giorno in giorno e sarà rimosso solo al disgelo.

TUTTI A PATTINARE!
Decisi anche quest’anno a non farvi mancare la scivolata sul ghiaccio? Le piste a Torino non mancano. Ha già aperto il Palaghiaccio Massari (in via Massari 114). Si entra dal martedì alla domenica con la possibilità di noleggiare tutta l’attrezzatura. E se i genitori lavorano, dal 2 al 5 gennaio il PalaMassari organizza il Villaggio di Natale, un centro vacanza pieno di attività, dal pattinaggio al nuoto, dai lab creativi all’aiuto per i compiti.

In piazza Solferino c’è la classica patinoire all’aperto, che nei giorni festivi e prefestivi resta aperta anche dopo cena, fino a mezzanotte.

Patinoire anche al Parco Commerciale Dora e al centro commerciale Le Gru, accessibili a prezzo ridottissimo, un euro o poco più.

Riaprono infine la pista del Palavela (con la tariffa famiglia e, a fianco della patinoire, un’area per le feste di compleanno), il Palaghiaccio Pinerolo e il Palaghiaccio Tazzoli. In questi ultimi, oltre a pattinare, potete provare l’ebbrezza di assistere a una partita di hockey su ghiaccio.

LE CASCATE DI GHIACCIO
Dove è possibile trovare (quasi) sicuramente il ghiaccio “artistico” naturale facendo una tranquilla escursione in montagna? Ovviamente dipende dal periodo e dal clima, ma c’è un elenco di località dove difficilmente il ghiaccio si fa attendere.
In Piemonte la Cascata del Devero (in Val d’Ossola a pochi passi dalla bellissima Alpe Devero) è visibile già dalla strada ed è sicuramente impressionante. Sempre in zona ci sono le Marmitte dei giganti, in Valle Antigorio, che si raggiungono con una facile passeggiata che porta a spettacolari marmitte scavate dal Fiume Toce.
Nel pieno del Canavese c’è la selvaggia Valchiusella. A Borgata Fondo la vallata termina in una sperduta località dominata da uno stupendo ponte di pietra. Una camminata fino a un secondo ponte, più piccolo, lambisce piedi di una spettacolare cascata che d’inverno è tutta di ghiaccio. L’Abbazia di Novalesa, in Val Cenischia, ha vicino vicino una bassa cascata che crea pozze e giochi di ghiaccio affascinanti. A Lanzo Torinese c’è il Ponte del Diavolo. Camminando tranquillamente dal centro città al misterioso Ponte (che si vuole costruito dal demonio) si trovano anche qui le famose pozze chiamate Marmitte dei giganti. L’aria fredda delle montagne non fa mancare il ghiaccio in tante forme diverse. Sempre nelle Valli di Lanzo perché non portare i più grandicelli a fare una bella escursione con le ciaspole, lungo la Val Servin fino allo spettacolare salto di ghiaccio delle Cascate del Rio Pountat?

IL LAGHETTO COME UNA LASTRA
Se vi diciamo “Lago Ghiacciaia” il nome spiega da solo di cosa stiamo parlando. Questo bel laghetto a due passi da Salbertrand, in Val di Susa, era un bacino anticamente usato per “fabbricare” ghiaccio da conservare fino all’estate. Simile è il Lago del Laux, in Val Chisone, tranquillo e poco distante dalla strada, a venti chilometri dal Sestriere. È una località adatta a tutti ed è perfetta per una facile passeggiata invernale tra il lago e l’antica borgata ornata da colorati murales. Infine, nel Vallone del Bourcet, in Val Chisone, partendo dalla borgata di Roreto si percorre un sentiero molto molto particolare, che si inoltra in un mondo selvaggio e oscuro dominato dal ghiaccio nelle sue mille forme. È consigliato solo ai bambini grandicelli, per via del freddo.

 

Ghiaccio in Lombardia

Si pattina fino al 28 gennaio ai piedi di Palazzo Lombardia, nella piazza che ospita la più grande pista coperta della città, aperta tutti i giorni, festivi compresi. Oltre al pattinaggio libero si fa pattinaggio artistico e sincronizzato, short track e sledge hockey. Per chi è alle prime armi è possibile prendere lezioni di pattinaggio con i maestri della squadra di hockey della città, la Milano Rossoblu. Nei giorni feriali la pista è aperta dalle 16 alle 21, nei festivi e prefestivi dalle 11 alle 18. Il costo di ingresso è di 7 euro l’ora comprensivi di noleggio dei pattini (3 euro se si usano i propri). Nei giorni feriali dalle 18.30 in poi si pattina gratuitamente.

SOTTO LE TORRI, AL GAE AULENTI
Si pattina anche nel cuore di Milano, al Gae Aulenti On Ice, la suggestiva pista di pattinaggio all’ombra dei grattacieli meneghini dell’Unicredit Tower e del Bosco Verticale. La pista di pattinaggio in piazza Gae Aulenti è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 24 (il sabato dalle 10 all’1) fino al 25 febbraio. Il biglietto d’ingresso, comprensivo di noleggio pattini, ha un costo di 8 euro all’ora (6,50 euro per i soci di Porta Nuova Smart Community).

AI BAGNI MISTERIOSI
La piscina annessa al Teatro Franco Parenti, ex Caimi e ora convertita in Bagni Misteriosi, fino al 28 gennaio, nei giorni feriali dalle 16.30 alle 19.30 e nei festivi dalle 10.30 alle 19.30, si trasforma in un villaggio dall’atmosfera magica, con patinoire galleggiante sull’acqua, lunarium, un prato di neve (sintetica), bistrot all’aperto opportunamente riscaldato, esibizioni di ballerine, pattinatori e trampolieri, mercatini e attività per i bambini (5 euro ingresso, 3 euro noleggio pattini, 3 euro noleggio caschi, 3 euro noleggio pinguino). Per informazioni: www.bagnimisteriosi.com.

PATINOIRE DEL VILLAGGIO
C’è ancora qualche giorno, fino al 7 gennaio (dalle 10 alle 21), per godere del Villaggio delle Meraviglie, ai Giardini di Porta Venezia, uno spazio dedicato principalmente ai bambini tra diverse iniziative, spettacoli e attrattive, tra cui una pista indoor di pattinaggio su ghiaccio, coperta e riscaldata, dotata all’interno di un’area baby dedicata ai più piccoli fino ai 6 anni. Ingresso intero 8 euro e ridotto 6 euro, comprensivi di noleggio pattini. Per informazioni: www.villaggiodellemeraviglie.com.

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IN NOTTURNA TRA I BOSCHI DI MONTECAMPIONE
Completamente naturale è lo scenario che circonda la pista di pattinaggio di Montecampione, in Valcamonica. Il lago naturale all’inizio del paese ghiaccia naturalmente all’inizio dell’inverno ed è di solito accessibile sui pattini fino ai primi di marzo (condizioni meteorologiche permettendo). Circondata da un suggestivo bosco di abeti e a due passi dalla strada principale di Montecampione, la pista offre un bellissimo panorama sulle montagne della Valcamonica, fino al lago d’Iseo. I pattini possono essere noleggiati sul posto e di fianco al laghetto ghiacciato è presente un piccolo bar-ristorante.

 

Ghiaccio in Val d’Aosta

Orridi di Pontboset: ricordatevi questo nome. A pochi chilometri dal Forte di Bard, nella Valle di Champorcher in Val d’Aosta, il torrente Ayasse crea delle impressionati marmitte dei giganti dove l’acqua si incunea nell’orrido di Ratus.

Qui il ghiaccio fa davvero spettacolo, un po’ come nella cascata di Lillaz, in val di Cogne, che si trova sul confine con il Parco del Gran Paradiso e genera impressionanti ammassi di ghiaccio facilmente raggiungibili a piedi.

La pista di pattinaggio più grande della valle è quella di Brusson: sessanta metri per trenta, capace di ospitare più di mille persone contemporaneamente.

A Gressoney Saint Jean c’è invece una delle piste di ghiaccio naturali più belle. È nel centro del paese, circondata da pini e abeti con una splendida veduta sul massiccio del Monte Rosa. Il lago Gover, che d’estate è una riserva turistica di pesca, d’inverno ghiaccia e diventa pattinabile. La pista è illuminata anche di notte ma l’apertura dipende dalla temperatura. Sempre aperto, invece, il vicino (e ottimo) bar e ristorante.

La vera avventura da non farsi mancare è però sorvolare i ghiacciai perenni del Monte Bianco con l’avveniristica SkyWay Monte Bianco. La funivia porta a visitare un ghiacciaio perenne a quota 3.466 metri. È stata definita l’ottava meraviglia del mondo e non è difficile capire il perché: a bordo delle cabine girevoli sospese nel vuoto, si vive la sensazione di sfiorare il ghiacciaio in cima alla montagna più alta d’Europa.

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