Animali in mostra, al Borgo Medievale, GAM e Museo Egizio

Un viaggio fantastico fatto di influenze e contaminazioni tra mondi diversi? A Torino la natura è di scena in tre mostre.

Il Borgo Medievale, fino al 18 settembre, diventa “bestiale”: sulle case, lungo la via e nel parco si incontrano draghi, grifoni, unicorni e scoiattoli. Dalle specie più fantastiche e fantasiose che popolano l’immaginario collettivo fin dall’antichità, agli animali reali che vivono nel verde del Valentino. Nella mostra “Un borgo bestiale. Animali reali, fantastici, ritrovati” si riscoprono vecchie storie, come quella che ha per protagonisti San Giorgio e il drago, e si conoscono altre leggende, a partire da quella legata al dente del narvalo, identificato come il corno dell’unicorno. Gli animali si trovano nelle decorazioni pittoriche che ornano le pareti delle case e della chiesa, compaiono sugli stemmi araldici e vengono riprodotti sulle ceramiche, sui tessuti e sugli oggetti decorativi in bronzo, in un percorso tutto da scoprire.

La natura è, da sempre, fonte di ispirazione e archivio di forme. Dall’Art Nouveau che ha tratto il suo repertorio di immagini dal mondo vegetale e animale, al Liberty, detto anche “stile floreale”, per arrivare alla Bioarchitettura e alla Land Art che porta gli artisti ad abbandonare tele e pennelli per plasmare la natura stessa. In “Organismi – Dall’Art Nouveau di Emile Gallé alla Bioarchitettura” alla GAM fino al 6 novembre, si possono percorrere tutte, o quasi, le espressioni dell’arte della natura. Nelle creazioni di Emile Gallé, il visionario maestro della lavorazione del vetro, perdetevi tra i decori e i colori dei vasi, come “Lys de mer (Gigli di mare)” o “Écume de mer (Schiuma di mare)” che simula la schiuma di un’onda che sgorga dall’imboccatura del vaso. Di Patrick Blanc, l’inventore dei “giardini verticali”, osservate la Pénétrante Vivante e poi fermatevi a contare: l’opera è stata realizzata con venticinque tipi diversi di piante, molte delle quali rare e preziose, che provengono dai suoi viaggi in India, Sumatra, Giappone, Taiwan, Malesia e Filippine, tra gli altri. Di Pierre Huyghe, l’artista che trasforma gli ecosistemi in opere d’arte, guardate l’acquario “Nympheas Transplant” che contiene il vero ecosistema del laghetto di Monet a Giverny. E, infine, entrate nell’ambiente sperimentale con luce biodinamica e perfetta qualità dell’aria di Mario Cucinella, il protagonista italiano della Green Architecture.

“Il Nilo a Pompei. Visioni d’Egitto nel mondo romano” – fino al 4 settembre al Museo Egizio – è un viaggio dall’Egitto faraonico all’Italia romana, attraverso più di trecento reperti tra statue, fregi, oggetti e immagini provenienti da venti musei italiani e stranieri. Salite al terzo piano del museo ed entrate nel nuovo spazio espositivo intitolato alla memoria di Khaled Al-Asaad, direttore del sito archeologico di Palmira, destinato alle mostre temporanee. Ora, calpestate la mappa a terra con il percorso del Nilo, percorrete le sale che in una sequenza cromatica vi porteranno dal blu dell’Egitto al rosso di Pompei e guardatevi intorno. Vedrete le statue di dei, sfingi e faraoni, vasi e bronzi. Conoscerete i miti egizi e seguirete le tappe di trasformazione di Iside in divinità del pantheon romano e l’invenzione di Serapide a partire da Osiride-Api. Entrerete, infine, grazie alle ricostruzioni video in 3D, in due domus pompeiane: quella del Bracciale d’Oro con i suoi affreschi e l’ambiente di giochi d’acqua e quella di Octavius Quartio con il suo arredo scultoreo.

[Simona Savoldi]

Iscriviti alla newsletter

X