Bambini all’aria aperta anche d’inverno

“Non esiste tempo cattivo, ma solo vestiti inadatti”. È un detto svedese di cui i genitori dei paesi del Nord Europa hanno fatto una regola di vita. Certo, va detto che se le famiglie “nordiche” non fossero un po’ elastiche, i loro bambini finirebbero per passare dieci mesi all’anno in ambienti chiusi. Però molti genitori italiani, troppo ben abituati dal fantastico clima mediterraneo, tendono a farsi spaventare al minimo accenno di maltempo: bastano un po’ di pioggia o di neve o anche solo il normale freddo invernale per indurre un sequestro di bambino dentro casa. E se si esce, lo si fa solo seppelliti di maglioni, sciarpe e giacconi imbottiti.

Ma è proprio vero che il freddo fa ammalare? E in particolare è vero che provoca raffreddore, influenza, infezioni delle vie respiratorie, cioè le malattie definite appunto “da raffreddamento”? “Diciamo che il freddo può contribuire a peggiorare un’infezione di tipo influenzale già in corso, – risponde Filippo Salvini, pediatra all’ospedale San Paolo di Milano – ma di per sé certamente non fa male ai bambini e alle persone in genere. Semmai è la convivenza stretta con molti individui in ambienti chiusi che favorisce la circolazione dei germi e quindi il contagio, in particolare per quanto riguarda le malattie delle prime vie aeree, ma anche le infezioni gastrointestinali, provocate principalmente da virus. Perciò stare all’aperto è molto meglio, possibilmente non troppo coperti. L’attività fisica in ambienti aperti, naturalmente il meno inquinati possibile, rinforza il sistema cardiovascolare e fa bene anche dal punto di vista psicologico. Inoltre va tenuto presente che, soprattutto per i bambini, entrare in contatto con germi non patogeni, come può accadere per esempio in campagna o comunque nel rapporto con gli animali, stimola uno sviluppo del sistema immunitario più ampio ed efficiente”.

 

L’aria aperta è medicina

“Quando ero piccolo io, sia in famiglia che a scuola i bambini venivano mandati fuori con qualunque tempo e certo non si ammalavano più di oggi – rincara un altro pediatra, Alberto Baracchi -. Alcuni decenni fa, quando ancora non avevamo gli antibiotici, l’esposizione all’aria aperta era considerata una terapia fondamentale proprio per combattere le malattie respiratorie, tanto che gli ospedali e i sanatori avevano grandi finestre che venivano aperte in qualsiasi stagione, mentre i malati venivano tenuti il più possibile in terrazza o in giardino. L’abitudine al movimento all’aperto in ogni stagione favorisce l’allenamento di cuore e polmoni e del sistema muscoloscheletrico, ossigena il cervello e con l’andar del tempo crea una maggiore resistenza alle variazioni climatiche. Basta evitare di coprirsi troppo per evitare grandi sudate”.

Dunque, il fatto che raffreddori, bronchiti e influenze si verifichino soprattutto d’inverno non significa che la temperatura esterna ne sia la causa. Al contrario, è proprio soggiornare a lungo in ambienti sovraffollati e molto riscaldati che facilita la trasmissione di malattie causate principalmente da virus e in misura minore da batteri: il che non significa che tutte le persone esposte si ammaleranno, perché molto dipende dalle condizioni generali dell’organismo e in particolare del sistema immunitario, dal fatto di essere già entrati in contatto con quel microrganismo e quindi aver sviluppato anticorpi specifici e così via. Dunque, non è mai stato dimostrato che il freddo sia di per sé causa di malattie: a parte, in condizioni estreme, l’assideramento e il congelamento, che ovviamente sono un’altra cosa. Oppure, al limite, una congestione o un torcicollo. Al contrario, abituarsi fin da piccoli a stare all’aperto, in ambienti poco inquinati, a qualsiasi temperatura (escludendo semmai il caldo intenso) è un’ottima misura preventiva, perché si allenano e irrobustiscono il sistema cardiocircolatorio, i muscoli e le articolazioni. Importante anche evitare di coprire troppo i bambini. Ricordiamoci che si muovono molto più di noi e quindi si scaldano di più. Inoltre devono imparare a capire da sé se hanno freddo o caldo.

 

Diamo retta ai bambini

Molti bambini adorano la pioggia, la neve e il freddo. Amano slittare lungo i pendii innevati (ma anche soltanto fangosi), fare battaglie a palle di neve, sguazzare nelle pozzanghere come Peppa Pig. E se non li condizioniamo con le nostre ansie, continueranno ad amarlo per molti anni.

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