Bambini e autonomia

Gentile avvocato,
ho letto sui giornali un fatto di cronaca riguardante una bimba lasciata a casa da sola per qualche tempo, che aveva attirato l’attenzione dei vicini: quando la mamma è tornata si è trovata accusata di abbandono di minore. La cosa mi ha un po’ sconcertato. Con la bella stagione a volte lascio le mie bimbe (6 e 9 anni) andare a prendere il pane da sole, oppure quando siamo in montagna d’estate le lascio proprio giocare fuori in paese tutto il pomeriggio. Si può fare o c’è un’età al di sotto della quale i minori devono sempre essere accompagnati?
Grazie. Cordiali saluti, Silvia

Gentile Silvia,
L’articolo 147 del Codice Civile statuisce inderogabilmente che il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli. Altro dovere fondamentale, richiamato dall’articolo 2048 del Codice, è quello di custodire e vigilare sui figli. Mentre il primo articolo si sostanzia in un vero e proprio obbligo di sorveglianza, continua e costante, con il secondo si manifesta più che altro un dovere di controllo, meno assiduo. Il dovere di vigilanza si attenua negli anni mano a mano che il minore cresce, matura (sia dal punto di vista psicofisico che intellettuale) e raggiunge la maggiore età: i genitori cioè devono rapportare la loro vigilanza all’età del figlio e al suo carattere, in modo da lasciargli un giusto margine di libertà, sempre che naturalmente non costituisca pericolo per sé o per terzi. Recentemente la Cassazione ha affermato che l’educazione è fatta non solo di parole, ma anche e soprattutto di comportamenti e di presenza accanto ai figli, a fronte di circostanze che possono non essere in grado di capire o di affrontare equilibratamente. E ha aggiunto che tale obbligo aumenta con l’avvicinarsi della maggiore età, perché acquistando la capacità di fare del male tanto quanto un adulto, serbando però l’inettitudine a dominare i propri istinti e le altrui offese che caratterizza l’età immatura, il minore ha particolare bisogno di essere sostenuto, rasserenato e anche controllato.
Venendo al suo caso, di certo lei conoscerà al meglio il carattere e le inclinazioni delle sue bambine: ma è bene sapere che, ove le sue figlie giocando in paese si facciano male o facciano male a qualche altro bambino, lei potrebbe essere considerata responsabile per “culpa in vigilando” a meno che non fornisca la prova di aver fatto tutto il possibile per evitare che il fatto dannoso si verificasse. Per giurisprudenza costante, infatti, i genitori sono chiamati a rispondere dei danni cagionati dai loro figli minori mediante comportamenti frutto di carente o omessa sorveglianza, ovvero carente attività educativa che si manifesta col mancato rispetto delle regole comuni di convivenza civile.

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Giovani Genitori

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