Che fatica questi compiti!

Buongiorno,
sono la mamma di Federico che fa prima elementare. Pur essendo il primo anno di scuola, i bambini sono oberati di compiti, al punto che certe volte non si riesce a far nulla il fine settimana, perché bisogna stare a casa a farglieli fare. Capisco che i bambini devono imparare a studiare in autonomia e capisco certamente l’utilità dei compiti per certi bambini – come lo è il mio – che faticano a stare dietro ai compagni più bravi. Vorrei protestare, anche perché siamo solo in prima e non oso immaginare come sarà gli anni successivi. Però sono poco diplomatica e temo un possibile conflitto con le maestre. Non vorrei che avesse un riflesso negativo sull’esperienza scolastica di mio figlio. Meglio farlo sudare e star zitta o affrontare la questione?
Grazie e saluti, Anna


Carissima Anna, la prima elementare è senza dubbio un anno difficile, in particolare per i bambini, ma anche per i genitori. I bambini si misurano con nuovi ritmi di lavoro, più intensi rispetto a quelli della scuola dell’infanzia, con richieste maggiori di attenzione e concentrazione, con nuovi compagni e insegnanti con cui entrare in relazione. Le famiglie, accompagnando i figli in questo percorso in salita, sentono la loro fatica e sicuramente vorrebbero alleviarla, ma in quale modo? Ogni team di insegnanti gestisce i compiti a casa in maniera differente, in genere dosando la quantità di lavoro in base all’età dei bambini e alla capacità di attenzione di cui sono capaci. In prima tuttavia anche gli insegnanti hanno bisogno di tempo per conoscere i loro alunni e per comprendere le loro potenzialità e/o difficoltà. Se ti sei resa conto che realmente il tempo che come famiglia dovete dedicare ai compiti supera la soglia consentita togliendo spazio per il gioco e lo svago la cosa migliore è parlarne con gli insegnanti. Loro stanno iniziando adesso a conoscere tuo figlio, probabilmente non sanno quello succede a casa vostra il sabato e la domenica. Chiedi un colloquio e parla serenamente con loro, raccontando come tuo figlio affronta le attività, sono certa che accoglieranno le tue perplessità e ti aiuteranno a trovare una soluzione. Se vuoi aiutare il bambino nel suo percorso scolastico devi fidarti dei suoi insegnanti: non sono dei nemici da affrontare, sono degli educatori con cui collaborare. Dovete fare squadra se volete condurre il bambino al traguardo, è quindi necessario giocare a carte scoperte. Non serve attaccare; piuttosto è meglio domandare, chiedere, comprendere. Non esitare a porre le domande che ti premono: “In quale tempo secondo voi i bambini dovrebbero portare a termine i lavori assegnati?”, “Come famiglia come possiamo aiutare il bambino ad affrontare i compiti nella maniera corretta?”. Sono certa che apprezzeranno la vostra apertura e vi suggeriranno nuove e diverse strategie di lavoro. Potrai scoprire con sorpresa che per gli insegnanti non esistono bambini bravi e non, ma bambini che in modo diverso, con il loro e il vostro aiuto, cresceranno e impareranno a conoscere il mondo.

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