Attenti alle coach! L’alimentazione ai tempi degli integratori e dei frullatoni

Non avevano tutti i torti le nostre nonne quando dicevano “Se bella vuoi apparire un po’ devi soffrire”. Per essere in forma non esistono bacchette magiche. Servono un’alimentazione sana e del movimento. Più facile a dirsi che a farsi, però, tra figli, lavoro e impegni vari. Una soluzione veloce a questo problema sembrano essere i programmi benessere. Promettono ottimi risultati con frullati e integratori a base di frutta. Ma sarà vero?

I “programmi benessere: cosa sono e come funzionano

I programmi benessere sono proposti da diverse aziende e diffusi tramite la tecnica del network marketing. Il network marketing è un sistema di vendita in cui chi vende è testimonial del prodotto. Ne promuove i benefici che in prima persona ha sperimentato. La vetrina privilegiata è quella dei social network. Le coach, così sono chiamate le venditrici (la maggior parte sono donne), utilizzano i propri canali social per descrivere i benefici dei prodotti. Creano gruppi di discussione in cui invitano gli amici e organizzano incontri on e off line per mostrare i risultati di ciò che promuovono.

Coach dieta o dieta equilibrata come stile di vita?

I rischi di affidarsi a scorciatoie sono molteplici e toccano sia la sfera fisica che quella psicologica. Il principale problema è che con questi programmi si intraprendono vere e proprie diete, senza controllo medico. Con il rischio di perdere peso a discapito della salute. Ancora più grave se ci si affida a questi coach in fasi delicate della vita come la gravidanza e il post parto.

coach dieta

Proviamo a capire con la nutrizionista Francesca De Donà quali possono essere i rischi di una dieta di questo tipo. “Bisogna prima di tutto considerare il significato fondamentale della parola dieta. Imparare ad alimentarsi nella quotidianità è l’arma vincente per essere in salute e mantenere i risultati nel lungo termine. Ricorrere a pasti sostitutivi, beveroni e integratori non è una pratica che si possa attuare per tutta la vita. Il rischio è il classico andamento a yo-yo del peso con tutte le ripercussioni metaboliche del caso”. La dieta, dunque, è un insieme di buone abitudini che vanno protratte nel tempo

Qual è il rischio di affidarsi ai coach?

“Non trattandosi di professionisti, nessuno si prenderà lo scrupolo di chiedere l’anamnesi patologica, indagherà le effettive carenze vitaminiche o farà un’analisi accurata per capire il giusto apporto proteico. Non personalizzare un programma nutrizionale può essere pericoloso! Ancor di più se parliamo del periodo della gravidanza e dell’allattamento in cui i fabbisogni della donna cambiano”. Quando si decide di cambiare stile di vita, è bene far riferimento a persone esperte. coach dieta

Cosa contengono questi prodotti dimagranti?

Pubblicizzati come totalmente naturali e biologici, lo sono poi realmente? “Dipende dal tipo di prodotto” continua la nutrizionista. “Le compresse a base di frutta contengono solo alcuni tipi di vitamine che si possono assumere semplicemente con un’alimentazione varia e completa. Per quanto riguarda i pasti sostitutivi, spesso sono shake a base di proteine in polvere della soia, zuccheri e oli vegetali con aggiunta di miscele di polvere di frutta di semi e germogli, addensanti ed emulsionanti. Ricordiamoci inoltre che la presenza di antiossidanti non sempre vuol dire più salute. Anche in questo caso bisogna valutare la situazione di salute del soggetto e le quantità assunte”. Quindi no alle diete standard e agli integratori presi senza un reale motivo.

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Quando gli integratori possono invece aiutare a sentirsi meglio?

“Un integratore alimentare è un prodotto che integra la dieta fornendo nutrienti di cui si può essere carenti o che è impossibile assumere dall’alimentazione in quantità sufficienti. Se si hanno sintomi particolari dal punto di vista fisico (ad esempio eritemi, caduta di capelli, afte, secchezza della pelle, debolezza muscolare) o mentale (stanchezza, difficoltà ad addormentarsi) è bene rivolgersi al medico o al nutrizionista di fiducia per capire quale nutriente potrebbe essere integrato, magari dopo aver effettuato analisi specifiche”.

Mangiare, una questione di testa

Cibo e mente sono legati in maniera indissolubile. Proviamo a esplorare con la psicoterapeuta Eliana Bruna questo ambito. “I disturbi alimentari sono più una questione di testa che di pancia. Da sempre il nutrimento porta con sé una forte valenza simbolica. Il cibo può diventare fonte di consolazione o rifugio per chi trova rassicurazione nel mangiare”. Alla luce di questo, chi è il cliente tipo di questi programmi? “Potrebbe sembrare una risposta banale, ma i clienti ideali siamo tutti noi. Quasi tutti nelle fasi più delicate della vita tendiamo a cercare nel cibo l’aiuto per sopportare meglio il dolore e la fatica. Passata questa fase, si sente il bisogno di rimettersi in forma ed è qui che iniziano percorsi molto diversi. C’è chi consapevolmente si affida a professionisti e chi, poco motivato, cerca una risposta immediata al bisogno di perdere peso”.

Chi sono i coach?

“Si tratta principalmente di donne che hanno provato il programma e che vengono reclutate per diffonderlo tra le loro conoscenze attraverso i social. Viene fatta una formazione con indicazioni molto precise su cosa dire, come e quando dirlo e su come reclutare nuove clienti facendo leva proprio sui bisogni emotivi. Questo è il concetto chiave per capire come mai questi programmi spopolino nei gruppi di mamme e di persone che vogliono perdere peso. Non ci si concentra sui dettagli tecnici del programma, ma sul fatto che rispondano esattamente a dei bisogni più grandi della nostra forza di volontà.

Le coach sono formate per promuovere al meglio il prodotto. I loro comportamenti sono fintamente empatici. Il messaggio che cercano di passare – sono come voi e vi capisco – serve a far cadere le barriere e creare un clima di fiducia. I profili Facebook e Instagram delle coach dieta vengono ripuliti da tutto ciò che può essere percepito come negativo, per diventare la vetrina perfetta della loro nuova vita. Il rischio che corrono è quello di proporre programmi dimagranti a persone con disturbi alimentari o di salute e di fare danni anche gravi”.

Come possiamo evitare di finire nella rete?

“Questo punto è il più delicato, prima di tutto bisognerebbe imparare a dare al cibo il giusto peso e ruolo nella nostra vita. Dobbiamo imparare a vederlo né come un nemico, né come una bacchetta magica in grado di cancellare i problemi quando ci sentiamo giù di morale. Incominciamo poi a pensare a noi stessi come esseri unici. Questo ci permette di prendere consapevolezza sul fatto che non si possono seguire programmi uguali per tutti. Inoltre siamo sistemi complessi a cui non basta perdere peso per essere felici. È fondamentale convincersi che il cambiamento deve partire da dentro e che gli aiuti vanno cercati da professionisti formati per accompagnarci in modo serio”.

Attenzione dunque, specialmente se si è in una fase della vita delicata e se con noi ci sono bambini o pre adolescenti (spesso questi programmi vengono consigliati anche a loro, poiché definiti totalmente innocui). Il buon rapporto col cibo lo si costruisce giorno dopo giorno, senza scorciatoie o false magie.

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