Creme solari e repellenti per insetti

Arriva l’estate, e con l’estate arrivano creme, pomate, unguenti… Il sole scotta e i raggi UV bruciano la pelle, le zanzare pungono e lasciano il segno. Abbondano i rimedi: per difendersi dalle punture di insetto, dice la nonna, basta l’ammoniaca. In farmacia gli scaffali si riempiono di repellenti per insetti, creme “dopo puntura”, creme solari, creme doposole. Faranno bene? Faranno male? Cominciamo con l’ammoniaca: può danneggiare gravemente gli occhi e, se inalata direttamente, l’ammoniaca concentrata (cioè quella utilizzata in laboratorio) può causare danni anche alle vie respiratorie. Ma per questo basta un po’ di prudenza e di attenzione. Che dire dei contenuti di insetticidi, creme, pomate? Cosa ci sarà dentro? La casa distributrice del più celebre insetticida per uso personale (non lo nomineremo, ma si tratta di quei prodotti che si spalmano o applicano o spruzzano sulla pelle) dichiara di utilizzare attualmente come principio attivo l’Icaridina o KBR 3023, dopo anni di uso della Dietiltoluamide. L’Icaridina, brevettata da una grande multinazionale chimica e farmaceutica di origine tedesca, avrebbe il compito di “interferire specificamente con il sistema olfattivo delle zanzare senza influire sulla salute dell’uomo” (la citazione è letterale). In pratica l’Icaridina è stata valutata dall’OMS (Organizzazione Mondiale per la Salute, WHO secondo l’acronimo inglese) con la conclusione che “per gli usi per cui è intesa, l’Icaridina non pone rischi inaccettabili agli utilizzatori, agli animali trattati o all’ambiente”. Questa formula così circonvoluta vuole dire in sostanza che secondo l’OMS, per quel che si sa, l’Icaridina non è eccessivamente pericolosa. Il che (a mio modesto parere, e col rischio di incorrere nelle critiche di chi produce o commercia insetticidi) non significa che se ne debba usare in quantità “industriali” o senza fare attenzione. Qualsiasi sostanza, anche la più innocua, può diventare pericolosa se usata in modo errato o in quantità troppo grandi.

Per quanto riguarda le creme solari, è difficile sintetizzare in poche parole le caratteristiche di centinaia di prodotti diversi. In linea generale, la crema solare ha il compito di impedire alle radiazioni elettromagnetiche emesse dal sole (principalmente la luce visibile e i raggi Ultravioletti) di raggiungere la pelle in quantità eccessiva, provocando arrossamenti o ustioni. Per fare questo deve avere o potere di assorbimento della radiazione (dato dalla presenza di molecole a catena lunga coniugata, che assorbono la luce UV-Visibile) o frapporre tra luce e pelle una vera e propria “barriera”, insomma comportarsi come una specie di vernice. A questo proposito l’“ultimo grido” in fatto di tecnologia delle creme solari è l’uso di particelle di dimensioni nanoscopiche (tra 1 e 100 nanometri, milionesimi di millimetro) di TiO2, cioè biossido di titanio, un ossido con notevoli proprietà fitochimiche, utilizzato da decenni come pigmento bianco. Il biossido di titanio è innocuo, quindi le creme solari che lo contengono si possono usare con sufficiente serenità, assicurandosi una protezione quasi totale dalla radiazione solare. Con un piccolo vezzo: quest’estate, in spiaggia, al posto del telefonino high-tech, vantatevi di sfoggiare sulla pelle nuda una piccola applicazione di nanotecnologie alla vita di tutti i giorni.

[Ugo Finardi – Chimico, ricercatore CNR]

Il sole fa bene

Siamo talmente bombardati da informazioni sul pericolo dei raggi solari, che spesso ci dimentichiamo che il sole fa bene, anzi, è necessario per una crescita sana. Sicuramente è meglio evitare di esporre i bambini in spiaggia fino a circa sei mesi di vita (anche se un bimbo appena nato può comunque stare all’ombra nelle ore meno calde). A parte i neonati, l’esposizione alla luce solare porta molti benefici all’organismo. Irrobustisce le ossa: quindici minuti al giorno di esposizione alla luce solare sono in grado di garantire all’organismo la quantità necessaria di vitamina D, che serve a fissare il calcio e il fosforo nelle ossa ed è indispensabile per una corretta crescita scheletrica e per contrastare alcune malattie, come il rachitismo e l’osteoporosi. Rafforza il sistema immunitario: i raggi UV, soprattutto quelli UV-A, incrementano la quantità di anticorpi presenti nel sangue, così l’organismo può difendersi da malattie infettive e virali. Migliora la pelle: favorisce il ricambio delle cellule, la circolazione e il nutrimento dei tessuti e migliora l’aspetto delle pelli affette da acne e psoriasi (in questi casi però una esposizione eccessiva può ottenere l’effetto opposto). Allevia alcuni disturbi: il sole può trasformarsi in una vera e propria cura supplementare per alcune malattie, come il diabete; la depressione (numerosi studi hanno dimostrato il ruolo benefico della luce solare sull’umore) e l’anemia (il sole tende a contrastare alcuni tipici sintomi come la stanchezza cronica, la svogliatezza e la difficoltà di concentrazione). L.T.

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