Il cubo di Rubik, un gioco bellissimo anche per i bambini

Se ricordate di averlo inscatolato e messo da qualche parte in soffitta, beh, è giunta l’ora di tirarlo fuori per metterlo in mano ai vostri figli: il cubo di Rubik è un ottimo gioco anche per bambini, perché possano iniziare a lavorare, oltre che con con le mani, anche con la logica.

Il Cubo magico

Il celebre rompicapo inventato nel 1974 dal professore di architettura ungherese Erno Rubik per insegnare ai suoi allievi lo studio degli oggetti in 3D si chiamava originariamente Cubo magico; ed effettivamente è la dimensione magica prima di tutto quella che arriva ai più piccoli, ancora incapaci di innervosirsi e spazientirsi di fronte ad un gioco di non immediata risoluzione.

Non solo un gioco: è algebra

Il cubo presenta 9 quadrati di diverso colore su ognuna delle 6 facce, che assumono un unico colore soltanto a composizione risolta. “Il cubo di Rubik rappresenta, mediante un oggetto fisico, concetti dell’algebra astratta come la ‘teoria dei gruppi’”, spiegava Roberto Natalini, direttore dell’Istituto di applicazioni del calcolo Mauro Picone (Iac) del Cnr ad una intervista per Almanacco della Scienza. “Applicando il calcolo combinatorio ai modi di ruotare spigoli e vertici si arriva all’enorme valore di circa 43 miliardi di miliardi di possibili configurazioni. Una serie di algoritmi mnemonici, ottenuti sempre grazie alla teoria dei gruppi, sono stati ideati e studiati da ricercatori delle università e accademie di tutto il mondo”: un vero e proprio rompicapo dunque.

La soluzione esiste

Per la risoluzione del Cubo ci sono molti sistemi, tutti di assoluta valenza matematica. “E’ possibile risolvere il cubo in circa 100 mosse con i metodi più semplici e più lenti -continuava Natalini- o in circa 50 con i metodi da ‘speed-cubing’”; mentre il matematico Tomas Rokicki dell’Università di Stanford dichiarava in uno studio che per risolvere il gioco non servissero più di 20 mosse.
Ci sono diverse guide on line che suggeriscono passo per passo la risoluzione del Cubo, indicando gli algoritmi (sequenze ordinate di mosse che servono ad ottenere un determinato risultato finale) per risolvere i tre strati. In quanto tempo? Il record attuale è di Seung Beom Cho, un ragazzino coreano, primatista mondiale del Cubo di Rubik, risolto in appena 4 secondi e 59 centesimi, ma meglio non farsi prendere da foghe competitive.

Restyle: Rubik in chiave moderna

Esiste un recente restyle in versione Hi-Tech del cubo, una rivisitazione in chiave moderna che ha cercato di rendere più accattivante il vecchio gioco: il Rubik Spark è del tutto simile al Cubo di Rubik, per le dimensioni, i 9 quadratini su ogni faccia e, a differenza di altre versioni virtuali da pc, questo è un cubo in carne e ossa e si tiene in mano per il gioco (la dimensione di manipolazione per i più piccoli è importante quasi quanto quella matematica)! I quadratini, però, sono bianchi e non si muovono individualmente, ma si illuminano. I LED all’interno del cubo si illuminano quando lo si ruota, creando diverse modalità di gioco. Questa nuova versione prevede la possibilità di sfida individuale o multiplayer, oltre a 6 modalità di gioco, 5 delle quali con 26 livelli di difficoltà. Rubik’s Spark vanta una tecnologia innovativa che permette al gioco di essere controllato inclinandolo, girandolo e scuotendolo velocemente: un po’ meno romantico del vecchio cubo magico forse, ma utile se si tratta di avvicinare anche le nuove generazioni a quel rompicapo che ha fatto passare ore e ore in bianco a mamma e papà.

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