2014: Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare

Ogni anno le Nazioni Unite celebrano temi specifici per richiamare l’attenzione del mondo su ciò che può aiutare a combattere la fame e la povertà. Il 2014 sarà l’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare, una realtà che riguarda tutti da molto vicino, anche chi vive in città. Per agricoltura familiare si intendono tutte le attività agricole basate su nuclei familiari o piccoli gruppi: sono di fatto le “comunità del cibo” che Slow Food raccoglie in Terra Madre, cioè piccoli produttori, agricoltori, trasformatori, pescatori che lavorano preservando, incoraggiando e promuovendo metodi di produzione alimentare sostenibili, in armonia con la natura, il paesaggio, la tradizione. Sono le agricolture contadine che anche in Italia hanno garantito la produzione locale, la coltivazione delle terre, lo sviluppo stesso delle campagne, mentre l’agricoltura industriale ci appartiene di meno, anche riflettendo sulla storia del nostro Paese e delle nostre tradizioni.
La piccola agricoltura, quella delle piccole imprese e di quelle informali, che forniscono prodotti alimentari per l’autoconsumo e lo scambio non monetario, non ha nessun tipo di considerazione “ufficiale”: non ha sostegni per sviluppare le proprie attività o spazi per la vendita diretta. Viene a volte definita “agricoltura di sussistenza”, un’espressione che nel nostro immaginario è spesso associata alle realtà più povere, ma oggi assume un aspetto nuovo, forte, moderno: è l’economia di chi oggi vuole avere un futuro diverso, di chi pensa alla propria famiglia, alla felicità della propria comunità, all’economia locale. Non ha l’ambizione di conquistare i mercati internazionali, ma ha l’ambizione di vivere bene, di mangiare bene, di vivere in armonia con la natura.
In Italia sono più di tre milioni e mezzo i “piccoli contadini”, di piccola scala, di agricoltura locale a Km 0, familiare, sul cui lavoro si fonda il patrimonio di grande ricchezza e biodiversità delle nostre produzioni agricole. Sono ancora oggi il presidio più sicuro per la salvaguardia dei territori montani e collinari, mantengono il nostro patrimonio locale, naturale e culturale. Oggi queste realtà agricole sono messe in crisi dalle politiche agricole che favoriscono il modello unico dell’impresa agricola a carattere industriale. Si vedono minacciate nella libertà e nel diritto di avere accesso alla terra da coltivare, di scambiarsi i semi, di avere un proprio spazio per vendere i prodotti, di poter sviluppare un’agricoltura sostenibile.
In Italia c’è un percorso interessante promosso da tante piccole organizzazioni contadine, per proporre una legge quadro che riconosca le agricolture contadine come modello socio-economico con norme adatte che oggi non esistono. E tutti noi possiamo fare tanto, in questo anno, per garantire un futuro non solo a loro, ma a tutti noi perché riguarda il cibo che dobbiamo avere il diritto di scegliere. Iniziamo cercando i contadini vicino a noi, compriamo i loro prodotti nei mercati contadini, chiediamo ai sindaci delle nostre città, piccole o grandi che siano, di appoggiare questa legge. Slow Food, insieme anche a tante altre organizzazioni, è con loro. Il Salone del Gusto e Terra Madre saranno dedicati quest’anno proprio all’agricoltura familiare: preparatevi a incontrarli e a conoscere i loro prodotti, a Torino dal 23 al 27 ottobre. Sarà un’esperienza meravigliosa.

[Laura Ciacci]

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