Cibo e biodiversità

Che cos’è la biodiversità? L’immagine che abbiamo è qualcosa di esotico: panda, foche o farfalle colorate, come se si trattasse di un argomento lontano da noi. L’espressione deriva dal termine inglese “biodiversity” e come traduzione alternativa potrebbe avere “varietà della vita”. Biodiversità è la varietà delle forme viventi. Nel corso del proprio ciclo vitale, ogni organismo interagisce con gli altri per adempiere ai suoi bisogni primari: la nutrizione e la riproduzione. Intessendo queste relazioni si origina un intreccio di reti che costituiscono i sistemi viventi. Come la stabilità delle ragnatele è garantita dalla complessità dell’intreccio, così la “resilienza” dei sistemi è garantita dalla diversità delle forme viventi. Si intende per resilienza, in ecologia e biologia, la capacità di ripristinare l’omeostasi, ovvero la capacità di tornare a una condizione di equilibrio turbata da un intervento esterno. La varietà delle forme viventi è dunque alla base della prosperità dei sistemi ecologici. La biodiversità è un tutt’uno con la vita. Cosa c’entra la biodiversità con il cibo? “L’elemento di interazione principale tra l’uomo e le altre forme viventi è il cibo – spiega Ludovico Roccatello di Slow Food -. In qualità di agricoltore l’uomo gestisce il territorio e conosce le connessioni tra gli elementi. Nella storia dell’agricoltura le comunità si sono relazionate e hanno condiviso nozioni apprese dall’esperienza e pazientemente riadattate ai propri contesti. Al tempo stesso hanno condiviso idee, gusti, storie. Questo scambio ha dato origine a un immenso patrimonio di prodotti che vanno dalle piante alle razze animali, dai prodotti trasformati a quelli selvatici che rappresentano la punta dell’iceberg di culture, paesaggi ma anche economie per le comunità”. Questa ricchezza è oggi a rischio: il cambiamento climatico, l’industrializzazione dell’agricoltura e l’omologazione dei consumi stanno compromettendo le risorse della biodiversità. Slow Food è in prima linea per la sua difesa, ma come? “L’Arca del Gusto è il progetto di Slow Food che viaggia per il mondo e raccoglie i prodotti che appartengono alla cultura, alla storia e alle tradizioni di tutto il pianeta. Un patrimonio straordinario di frutta, verdura, razze animali, formaggi, pani, dolci, salumi, un catalogo online che mappa la diversità alimentare del mondo e ne racconta il valore”. C’è qualcosa che possiamo fare in prima persona per salvaguardare la biodiversità? “L’Arca del Gusto invita tutti a far qualcosa per salvaguardare i prodotti che rischiano di scomparire. A volte serve comprarli e mangiarli, a volte serve raccontarli e sostenere i produttori; in alcuni casi, quando i prodotti sono specie selvatiche a grave rischio di estinzione, è meglio mangiarne meno o non mangiarli affatto, per tutelarli e favorirne la riproduzione”. Per saperne di più c’è un sito dedicato: www.fondazioneslowfood.it/arca.

 

 

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