Un Salone sostenibile

L’impatto zero non esiste nelle attività umane. Meno che mai in eventi grandi e complessi come le fiere e i grandi meeting internazionali. Però l’impatto delle attività umane, come dei grandi eventi, si può ridurre, grazie a un giusto mix di innovazione, studio, ricerca e creatività. Slow Food si è impegnata fin dal 2006 a ridurre l’impatto ambientale del Salone del Gusto e Terra Madre, con un lavoro di analisi e progettazione fatto con la consulenza scientifica dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche e del Politecnico di Torino.

I risultati? Contenimento dei rifiuti, compensazione delle emissioni di anidride carbonica, gestione ragionata dei trasporti delle merci, utilizzo responsabile dell’acqua e dell’energia, allestimenti con materiali eco-compatibili, soluzioni innovative per la grafica e la comunicazione. “Dopo quattro edizioni di Salone sempre più eco-compatibile – racconta Franco Fassio, docente all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – l’impatto ambientale è sceso di circa il 65%. Nel 2014 il traguardo si fa più ambizioso, torniamo sotto la lente della ricerca sperimentale per essere nuovamente innovatori. Alla sostenibilità ambientale si aggiungono nuovi scenari di ricerca: la sostenibilità sociale, l’esperienza culturale e sensoriale all’interno dell’evento, l’impatto economico sul territorio e l’accessibilità per persone e aziende”.

Dal 2006 al 2012 il Salone del Gusto è passato da una raccolta differenziata del 16,2% al 59,11%, con una purezza del rifiuto differenziato del 92%. “Questo è stato reso possibile grazie ai partner ambientali come Comieco, Ricrea, Rilegno, Novamont, Verallia e ai volontari di Legambiente, che hanno permesso di ridurre lo spreco pre e post evento. L’allestimento avviene con eco-materiali, come i Greenpallet di Palm che a fine evento tornano alla loro funzione primaria di trasporto merci grazie alla collaborazione di Lavazza, Alce Nero Mielizia, PPG Industries e CTM Altromercato. Altri elementi sostenibili dell’allestimento sono il cartone riciclato e certificato FSC di Sabox e i teli in Evergreen della Dickson Coatings usati per la segnaletica”. Diminuiscono anche i supporti cartacei per le comunicazione, scesi del 77,5% rispetto al 2006, ma contemporaneamente aumenta la loro fruibilità”. Acqua ed energia, con il supporto di Philips e Smat, entrano in nuove modalità di riduzione dei consumi e di accessibilità. La logistica delle merci, grazie a DHL, trova nuove modalità di ottimizzazione e una compensazione finale delle emissioni di CO2”. Per le persone che arrivano al Salone sono state attivate convenzioni con Trenitalia, Gruppo Trasporti Torinesi, ToBike e BlaBlaCar, che offrono uno sconto del 20% sul biglietto di ingresso e garantiscono alla città una migliore viabilità e una minore produzione di emissioni.

“Facciamo tutto questo – dice Fassio – perché abbiamo il sogno di crescere in maniera sostenibile. Per questo chiediamo a tutti, visitatori ed espositori, di trasformarsi in co-organizzatori dell’evento, ovvero attori consapevoli che attraverso il loro comportamento possono determinare la qualità dell’ecosistema”.

Le novità del Salone del Gusto e Terra Madre 2014
• Un percorso guidato per non udenti in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi del Piemonte;
• Attività e servizi del Salone “family friendly” in collaborazione con la rivista Giovani Genitori;
• Baby Pit Stop, seguito dalle ostetriche de La Leche League per mamme con bambini in età da allattamento;
• Colletta alimentare per raccogliere tutti i giorni le derrate alimentari in avanzo, donate a chi ne ha necessità, in collaborazione con il Banco Alimentare;
• Ospitalità per i delegati di Terra Madre offerta dalle famiglie del territorio;
• L’utilizzo del font ad alta leggibilità EasyReading, compensativo per i lettori con dislessia;
• Traduzione di tutte le conferenze in sette lingue;
• Zone di decompressione e di relax per i visitatori;
• Utilizzo di componenti e strumenti ergonomici;
• Il premio Slow Pack, giunto alla quarta edizione, che valorizza gli espositori virtuosi nell’utilizzo di packaging sostenibili.

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