I vaccini, facciamo il punto

È sempre un argomento delicato, quello dei vaccini per i bambini. Negli anni abbiamo assistito a grandi dibattiti e ormai il livello di informazione è tale che, quando arriva il momento della vaccinazione, i genitori sono colti da attimi di apprensione. Il bambino appare così piccolo e indifeso che qualsiasi atto medico viene vissuto come una sorta di aggressione. Senza schierarsi a priori pro o contro, facciamo il punto della situazione. Il vaccino è una sostanza iniettata all’interno dell’organismo umano con lo scopo di prevenire l’insorgere di malattie potenzialmente pericolose e trasmissibili. È, in particolare, composto dallo stesso virus o batterio attenuato responsabile della malattia che si vuole evitare di contrarre. Il nostro sistema immunitario si attiva producendo anticorpi contro questi elementi patogeni, che userà per combattere un eventuale attacco del virus negli anni successivi. In Piemonte i vaccini pediatrici si dividono in due classi: prioritari e altri. Rientrano tra i prioritari quelli contro il morbillo, la rosolia, la parotite, la polio, il tetano, la difterite, la pertosse, l’epatite B, l’haemophilus influenzae. I vaccini prioritari sono disponibili gratuitamente presso i servizi vaccinali e la famiglia di ogni nuovo nato riceve una lettera dall’Asl con l’invito a recarsi per la somministrazione.

Il primo anno
Al primo anno di vita del bambino sono proposti i vaccini contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite virale B, meningite da haemophilus. Questi sei sono contenuti in un unico vaccino detto “esavalente”, che assieme a quello contro la meningite da pneumococco sono praticati in tre dosi, al terzo mese, al quinto e all’undicesimo. Per difterite, tetano, pertosse è previsto un richiamo al sesto-settimo anno di vita e un secondo richiamo intorno ai quindici anni. Richiami decennali sono poi raccomandati per difterite e tetano.

Il secondo anno
I vaccini contro morbillo-parotite-rosolia e contro la meningite da meningococco C sono praticati fra il tredicesimo e il quindicesimo mese di vita. La seconda dose di vaccino contro morbillo-parotite-rosolia viene praticata a sei anni, mentre quella per il meningococco a sedici anni. In piemonte i genitori sono liberi di scegliere se vaccinare o no il loro bambino. Chi sceglie di non sottoporre il figlio ai vaccini sarà invitato a un colloquio informativo sull’importanza dell’immunizzazione, dopodiché sarà libero di portare avanti la sua scelta.

Le controindicazioni
Esistono effetti avversi alla vaccinazione? Generalmente i vaccini sono ben tollerati e non causano disturbi, talvolta tuttavia possono provocare reazioni fastidiose ma temporanee quali rossore o gonfiore nel punto di inoculo, febbre, agitazione o sonnolenza. Gli effetti collaterali più gravi, come lo shock o alcune manifestazioni neurologiche, sono meno frequenti delle possibili complicanze provocate dalla malattia. Purtroppo non esiste una verità assoluta su ciò che è giusto o non è giusto fare e ogni genitore deve valutare insieme ai professionisti della salute qual è il comportamento più corretto per il proprio bambino e la propria famiglia.

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Giovani Genitori

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