La città a misura di famiglia esiste. È Valencia

Valencia è senza ombra di dubbio una città a misura di famiglia. Grandi spazi, una mobilità facile, spiagge a perdersi e ottimo cibo. Ecco perché è la meta ideale per una visita coi bambini.

Quando si diventa genitori cambia un po’ tutto, a partire dalla percezione della vivibilità delle città e dalla scelta delle destinazioni per le vacanze. Per i genitori, una città bella e accogliente è una città con grandi spazi, poco trafficata, visitabile a piedi o in bici, con molti parchi gioco, dove mangiare bene e senza troppe preoccupazioni. Quella città esiste: è Valencia.

Il Family tour a misura di bambino

Il modo migliore per iniziare a conoscere Valencia, che sia per un week end o per un periodo più lungo, è il Family tour, promosso da Turiart. Il sabato pomeriggio si parte dalla stazione Nord per un itinerario a metà tra il percorso turistico guidato e la caccia al tesoro. Infatti il tour è pensato proprio per le famiglie che arrivano a Valencia coi bambini, che grazie ad abilissime guide sono accompagnate nel centro della città. Ai bambini viene consegnato un libretto da colorare e scrivere e tanti sono i giochi, gli indovinelli e le curiosità svelate! I tour possono essere bilingue, in spagnolo/inglese o spagnolo/italiano.

Un parco lungo 9 km

Valencia era attraversata da un lungo e grande fiume: il Turia, che è stato causa di diverse innondazioni della città. Dopo la grande piena dell’ottobre 1957, il letto del Turia a sud di Valencia fu deviato lasciando liberi 9 km di terreno che attraversano la città da Ovest a Est, circondando tutto il centro storico. Nel 1986 è stato inaugurato il parco nato sull’antico letto del fiume. È il polmone verde della città, uno dei parchi urbani più grandi della Spagna, un punto di riferimento per i valenciani che lo vivono a tutte le ore, dalla pausa pranzo alla ginnastica del tardo pomeriggio. I giardini sono ricchissimi di aree attrezzate per il gioco o lo sport, di fontane, installazioni e zone relax. Per i bambini non c’è che l’imbarazzo della scelta tra reti su cui arrampicarsi, skate park per i più grandi, giochi bimbi per ogni età e gusto. Imperdibile, per chi viaggia in famiglia, il Gulliver, un immenso parco di scivoli dove i bambini, come se fossero Lillipuziani, scalano e scivolano lungo le dita, i capelli e la gambe di questa gigantesca figura di 70 metri. Nel parco ci sono percorsi riservati alle biciclette, a chi corre e a chi passeggia.

La Città delle Arti e delle Scienze e l’Oceanografico

L’immenso giardino del Turia ospita, poco prima di arrivare alla foce, il complesso architettonico avanguardista della Ciudad de las Artes y las Ciencias, il capolavoro di Calatrava diventato uno dei grandi simboli della città spagnola, con il Palau de les Arts e l’Oceanografico. L’ Oceanografico di Valencia è il più grande acquario d’Europa e riproduce i più importanti ecosistemi marini, ospitando ben 45.000 esseri viventi di 500 specie diverse. Tantissime le attività proposte: tra le novità, il cinema 4D dove è possibile assistere ad ambientazioni e avventure diverse. Qui i sedili si muovono, vibrano, si inclinano, spruzzi di vapore e acqua colpiscono il pubblico all’improvviso, per una vera e unica esperienza multisensoriale. Altra iniziativa particolare è la notte con gli squali per tutta la famiglia!

Museo delle Scienze

Bellissimo per i bambini di tutte le età, il Museo delle Scienze Principe Felipe offre diverse esposizioni interattive sulla scienza e la tecnologia. Toccare e sperimentare sono le parole d’ordine! Le postazioni, pensate per incuriosire e coinvolgere i piccoli ma anche gli adulti, cercano di far conoscere le scienze con un approccio sperimentale e giocoso. Dalla vita degli animali, allo spazio, dal corpo umano alle scienze terrestri, oltre alle esposizioni interattive, sono previsti workshop scientifici. A due passi dal museo, separato da splendidi specchi d’acqua, c’è l’Hemisfèric. Si tratta di un cinema digitale 3D, con un enorme schermo concavo di 900 metri che quasi avvolge gli spettatori. Ogni giorno si proiettano vari filmati, nella maggior parte dei casi documentari educativi, che durano non più di 45 minuti adatti a qualsiasi età.

Il Bioparc

Dal lato opporto dei giardini del Turia, nel parco de Cabecera, raggiungibile in metro ma anche in bici, c’è il Bioparc di Valencia. Oltre 100,000 metri quadri di giardino zoologico che, inaugurato nel 2008, si ispira ai principi della zoo-immersione, con barriere quasi impercettibili che danno ai visitatori la sensazione di camminare in mezzo agli habitat degli animali. Quattro le zone riprodotte: Madagascar con lemuri e fenicotteri; la Savana africana con zebre, leoni, elefanti, giraffe, rinoceronti; la foresta equatoriale e le zone umide con grotte, ippopotami, coccodrilli e tartarughe giganti.

La spiaggia di Malvarosa e il Cabanyal

Ma c’è un motivo, uno su tutti, che convince le famiglie a visitare Valencia coi bambini: la sua spiaggia. Poco dopo la zona della marina, la spiaggia di Malvarosa è una lunga e larga distesa di sabbia, con un bellissimo lungomare da percorrere a piedi, o in bici e monopattino. Sia nella sabbia che nel prato che costeggia la spiaggia si susseguono aree attrezzate per il gioco bimbi a forma di ippopotano, di barche, tubi per scivolare e reti di corde per arrampicarsi. Ci sono attrezzi per la ginnastica, fontanelle e tante palme. Sul lungomare ci sono diversi bar e ristoranti aperti tutto il giorno. Alle spalle del mare, il quartiere del Cabanyal merita una visita. Il quartiere nasceva come zona di pescatori, indipendente dalla città di Valencia, di cui invece oggi fa parte. Nel Cabanyal si trovano le coloratissime tipiche case basse coloniche, le barracas, dal valore architettonico inestimabile. Verso l’interno si trova il bellissimo e animato mercato coperto, aperto tutte le mattine con banchi di frutta, verdura, affettati, carne e pesce. Oggi il Cabanyal vive una nuova fase: le nuove generazioni, anche in opposizione ad un piano cittadino che ne voleva la demolizione, hanno deciso di riqualificare e far rivivere il quartiere con proposte culturali e artistiche. C’è ad esempio il Teatre El Musical, il teatrino di marionette La Estrella e il festival Cabanyal Intim, in primavera, diffuso nelle case di interesse storico. Da qualche mese ogni sabato mattina, nella zona della marina, si svolgono concertini family friendly con angolo gioco e laboratori per bambini.

Subito fuori porta

Da Valencia è molto facile anche fare qualche giro fuori porta. C’è il bel parco naturale dell’Albufera, a 10 km dalla città, di risaie e boschi, dove rilassarsi per una suggestiva escursione in barca, magari all’ora del tramonto. Questa è la patria della paella ed è facilissimo trovare trattorie dove mangiare nel week end come tradizione. Dal lato opposto, invece, a 3 km verso Nord lungo la spiaggia, si arriva ad Alboraya. La parte sul mare è fatta di piccole casette colorate che si affacciano sul canale, e per questo viene chiamata “piccola Venezia”; mentre nell’interno si sono possono ammirare ancora antiche baracche e fattorie tipiche.

Horchata, churros e la vera paella

Di sicuro visitare Valencia evita ogni tipo di preoccupazione sul cibo, anche per i più piccoli (attenzione invece all’acqua, non sempre è potabile). Questa è la patria della vera paella, e i valenciani sono molto gelosi della ricetta originale di pollo, coniglio, taccole e fagioli bianchi grandi; tutto il resto è “riso con” ma non paella. Si dice che proprio i valenciani abbiano lanciato una petizione per far cambiare l’emoticon di whatsapp che disegnava la paella con le cozze! Oltre agli ingredienti, il segreto per capire se la paella è autentica e non solo un menù per turisti è uno: la paella si mangia solo a pranzo. Diffidate dunque dai menù serali con paella. Tutto il riso valenciano, con pesce, carne e frutti di mare è buonissimo e un piatto comodo e completo per i bambini. Altra prelibatezza è la horchata con i churros, di cui la città viene invasa nel periodo de Las Fallas. La horchata è una bibita a base di chufa (un piccolo tubero), acqua e zucchero. I churros invece sono i tipici dolci fritti a bastoncino da mangiare ricoperti di zucchero o affogati nel cioccolato.

Feste a Valencia

Per gli italiani che si trasferiscono a Valencia c’è una cosa che risalta immediatamente: la quantità di feste e ricorrenze! Per i bambini però ce ne sono due particolarmente belle. A marzo si celebrano Las Fallas, una celebrazione che unisce tradizione, satira e arte, molto sentita ai valenciani e per cui arrivano turisti da tutto il mondo. L’origine de Las Fallas si trova in un’antica tradizione dei falegnami che, celebrando l’arrivo della primavera, nella notte del 19, bruciavano davanti ai loro laboratori i pezzi di legno (i parot) di scarto. A poco a poco, aggiunsero a questo fuoco purificatore vecchie cianfrusaglie e stracci, umanizzando in questo modo i parot fino a diventare dei ninots che oggi animano la città in una festa lunga 19 giorni. È difficilissimo spiegare il valore e lo svolgimento de Las Fallas e alcuni momenti sono forse troppo caotici per i più piccoli, ma l’atmosfera che si respira è incredibile. L’altra festa spettacolare per i bambini è il Festival Internazionale degli Aquiloni: due giorni, nel periodo di Pasqua, per ammirare aquiloni a quattro cavi, statici, giganti, acrobatici e il volo multiplo. L’aquilone però è da mettere in valigia tutto l’anno, non ve ne pentirete!

Come arrivare e come muoversi

Valencia è collegata benissimo con tutti i principali aeroporti internazionali, sia con compagnie di bandiera che low cost. Dall’aeroporto si raggiunge il centro città comodamente con la metropolitana. Per chi intende passare lungo tempo a Valencia e in Spagna può pensare di viaggiare in nave con auto a seguito fino a Barcellona (GNV effettua il passaggio da Genova con destinazione finale Tangeri). Per gli spostamenti interni, la rete di metro, tram e bus serve benissimo tutta la città. Esistono carte prepagate per avere uno sconto sui biglietti e i bambini non pagano fino ai 6 anni. Ma Valencia è soprattutto una bici bike friendly, ideale per spostarsi pedalando, grazie alle sue dimensioni, ai tragitti piani e al suo centro storico dove i veicoli a motore non possono superare la velocità di 30 km all’ora. La città fa parte della Rete di città amiche della bicicletta, ha più di 156 chilometri di piste ciclabili, ora anche per monopattini, e si arriva davvero ovunque.

 

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