L’arte dell’architettura in 20 mostre

Cos’è l’architettura? Arte, secondo Le Corbusier. Ma anche visione e, addirittura, innovazione. L’arte dell’achitettura è un fenomeno da guardare con occhi diversi durante la XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano che torna, dopo vent’anni di assenza, con il tema “21st Century. Design After Design”.

Venti sono le mostre in programma fino al 12 settembre e venti, anche, le sedi: dal Palazzo della Triennale alla Fabbrica del Vapore, dall’HangarBicocca al Politecnico, dal Campus della IULM al MUDEC, dal Museo della Scienza e della Tecnologia a BASE Milano, dal Palazzo della Permanente all’ex Sito Expo, dal Museo Diocesano all’Università degli Studi di Milano, dall’Accademia di Belle Arti di Brera al Grattacielo Pirelli, fino alla Villa Reale di Monza, sede storica delle prime Mostre Internazionali.

Non aspettatevi solo bozzetti, foto e modellini in scala. Nello spazio Pirelli HangarBicocca, per “Architecture as Art” i progetti architettonici sono in scala 1:1 da attraversare e toccare come spazi emotivi. E allora addentratevi nel reticolo di bambù sospeso tra i vasi piantumati. Attraversate la foresta di tubi metallici che pendono dal soffitto e producono suoni per un’esperienza uditiva straniante. Sedetevi sulle grosse balle di carta riciclata pressata che formano una sorta di scalinata per sentirvi come in un’agorà. E, infine, percorrete lo stretto e angusto corridoio bianco per interagire con le morbide pareti di tessuto.

I confini sono mutevoli nella realtà urbana contemporanea, come sottolinea anche la mostra “City After The City” sul futuro dell’idea di città. Nell’area di Expo Milano 2015, che diventa per l’occasione “Experience” si entra in un paesaggio fatto di immagini e suoni, evocativo di un nuovo orizzonte. Preparatevi a camminare in un prato, tra i platani, in un giardino acquatico e in un orto planetario composto da novemila piante, tra erbe aromatiche e ortaggi di ogni specie. Il percorso iniziatico alle esposizioni parte proprio dalla natura. Guardate, poi, l’immagine dei movimenti degli orti urbani e confrontatela con il continuo movimento della pelle della città espresso dalla street art. Perdetevi nelle fotografie, nei dipinti e nelle immagini satellitari proiettate sul pavimento e provate a orientarvi tra i mutevoli confini geopolitici del globo dei planisferi di Alighiero Boetti.

Oltre al concetto di città, alla XXI Esposizione Internazionale della Biennale si parla anche di opere e di oggetti che accompagnano l’esistenza quotidiana. Non stupitevi per il metro, la matita e la scopa esposti in mostra, perché la vita quotidiana è organizzata intorno a oggetti, apparentemente banali, ma fondamentali per vivere. “La logica dell’approssimazione, nell’arte e nella vita” al Palazzo della Permanente è proprio un’esperienza multisensoriale che definisce una sorta di percorso all’interno dell’approssimazione in un gioco di riflessi tra opere d’arte vere e proprie – di Duchamp, Manzoni, Pomodoro, Basilico, tra gli altri – e oggetti, comuni e di design, che porta al paradosso della perdita di confini.

Se volete continuare a esplorare le eccellenze del design italiano, dirigetevi al Palazzo della Triennale per la mostra “Brilliant! I futuri del gioiello contemporaneo” sull’arte orafa, con oltre 50 esemplari che hanno come protagonista il collier e per “Stanze. Altre filosofie dell’abitare”, l’esposizione dedicata ai grandi maestri e ai progettisti che hanno fatto la storia dell’architettura degli interni italiana del Novecento. Attraversate gli ambienti: ogni spazio è stato progettato da un autore diverso che ha messo in scena la propria “filosofia dell’abitare”. Ci sono stanze che diventano una somma di corridoi, camere da letto dalla forma d’uovo, la più perfetta e ancestrale, e case che sembrano mini rifugi; stanze attrezzate con un sistema d’arredo connesso in rete e abitazioni/prigioni dove è facile perdersi nella voragine di una decorazione optical. Nelle altre sale del Palazzo della Triennale si può scoprire “La Metropoli Multietnica”, percorrere una storia del design italiano al femminile in “W. Women in Italian Design” o, addirittura, degli utensili in “Neo Preistoria – 100 Verbi”, riscoprendo il lungo cammino che collega gli strumenti dell’Età della pietra alle moderne nanotecnologie.

Innovazione tecnologica e artigianato si incontrano nella mostra “New Craft” alla Fabbrica del Vapore, una rassegna di prodotti e processi divisi per tema: biciclette, stampa letterpress, gioielli, vestiti, mobili, protesi, acciaio e legno con al centro un grande tavolo da lavoro dall’iconica forma a “X”.

[Simona Savoldi]

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