MUSE Trento: la scienza divertente

Progettato da Renzo Piano, il MUSE si trova nella periferia di Trento lungo il fiume Adige, facilissimo da raggiungere con mezzi pubblici grazie alla vicinanza con il treno e a soli due passi (davvero!) dal centro storico che si offre al visitatore con vie pedonali, palazzi storici affrescati, edifici religiosi imponenti e un impressionante castello-museo. Va considerato, in questa cittadina civilissima, che chi ha la Trentino Guest Card può usare gratuitamente i trasporti pubblici.

Innanzitutto la città. Non avrebbe senso andare a visitare un museo, per quanto eccezionale, senza dedicare almeno un momento alla città che lo ospita. Trento è facile da girare, poiché il centro storico raccoglie la maggior parte delle attrazioni e lo si può visitare tranquillamente a piedi godendo della tranquillità di una cittadina dal respiro già montano, senza essere veramente in quota (siamo a 200 metri di altitudine). Tra i must immancabili c’è piazza Duomo, dominata dalla mole dell’edificio sacro di stampo romanico e circondata da edifici dalle facciate dipinte. Le vie pedonali del centro, da percorrere a passo lento alla scoperta di dettagli, chiese, palazzi, dipinti nascosti e negozi tipici. Il Castello del Buonconsiglio è un maniero imponente che fu sede dei principi-vescovi a partire dal 1255, trasformato da antica fortezza medioevale a dimora rinascimentale. Oggi si possono visitare le sale affrescate e una collezione archeologica. La passeggiata lungo l’Adige segue la ciclopista della Val d’Adige, da percorrere nel verde (tra l’altro, con la ciclopista si può raggiungere Bolzano in 59 km e con soli 60 metri di dislivello). Il Dos Trento, la collinetta che domina la città, offre un superbo punto panoramico ed è raggiungibile a piedi. Il Monte Bondone, a quota 2.000 metri, si raggiunge con una funivia che parte dalle rive dell’Adige.

Ed ecco il MUSE. La dicitura corretta è: Museo delle Scienze. Attenzione: delle scienze, al plurale, perché qui si parla di tecnologia, di scienze naturali e di temi legati al presente e, soprattutto, al futuro. Sette piani, ognuno dei quali da scoprire a passo lento, toccando e sperimentando: considerate di trascorrerci almeno un paio d’ore, ma probabilmente anche di più, immersi nella sperimentazione. Al piano terreno, dopo biglietteria, bar e shop, comincia subito la meraviglia, perché il cuore della struttura è completamente cavo e, attraverso tutti i piani, ospita scheletri di ogni genere, dalla balena al gipeto, in un colpo d’occhio che può creare quasi una vertigine. In questo piano si trovano due ambienti: la Palestra della Scienza, destinata ai più grandi in cui è possibile provocare un vortice d’acqua, studiare la dinamica delle carrucole, tentare l’equilibrio o stendersi su un letto di chiodi (e trovarlo più comodo di uno di palline di legno, davvero!). E poi Maxi Ooh!, destinato ai visitatori da 0 a 5 anni, che vengono accompagnati per mano alla scoperta della scienza partendo da ciò che sanno fare: annusare, toccare, guardare. Di piano in piano, scendendo prima al seminterrato, si sale letteralmente, al paradiso, passando dalla preistoria più antica con fossili e ricostruzioni di scheletri di dinosauri a uno stupendo filmato che rappresenta la crescita di un albero e fa capire come noi, grandiosi “homo sapiens”, in realtà siamo solo gli ultimi arrivati in questo lungo, lungo viaggio della vita sulla terra. Si passa quindi alla serra con l’ambiente tropicale in cui annaspare per l’umidità e scoprire che gli uccelli lì dentro sono veri. Quindi eccoci faccia a faccia con gli uomini preistorici e, se si è fortunati, si può curiosare dietro i vetri per guardare gli scienziati al lavoro perché i laboratori sono a vista! E poi si aprono centinaia di cassetti curiosando tra le collezioni, ci si siede a un tavolo girevole lanciandoci una pallina che va tutta storta, si passa alla geologia, alla biodiversità ambientale inserita in un labirinto in cui si viene guidati dal fischio della marmotta e, in uno spazio riservato a bimbi di 4 – 9 anni, si scopre il bosco con tutti i sensi: tatto, olfatto, vista. Si tocca una parete di ghiaccio (vero) e si confrontano le attrezzature dei primi alpinisti con quelli attuali. L’ultimo piano è rappresentato dalla terrazza, per avere una vista sull’ambiente reale che circonda il MUSE, un colpo d’occhio dall’alto su Trento, Doss Trento e il Monte Bondone. Oltre alla visita libera c’è la possibilità di essere guidati alla scoperta dei vari piani (meglio prenotare perché è a numero chiuso). Durante il fine settimana ci sono lab e spettacoli scientifici della durata di circa trenta minuti (compresi nel biglietto d’ingresso, non è richiesta prenotazione).
IL MUSE – Museo delle Scienze si trova in corso del Lavoro e della Scienza 3 a Trento. Tel. 0461 270311www.muse.it

[Annalisa Porporato e Franco Voglino]

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