Occhio ai denti

Quando iniziare a spazzolare i denti del proprio bambino? Quando andare per la prima volta dal dentista? Dare il fluoro è davvero importante? Sono tantissime le domande che assillano le mamme riguardo i dentini del proprio piccolo. Abbiamo cercato di fare un po’ di chiarezza con l’aiuto di una dentista specializzata nella cura dei denti dei bambini.

 

L’importanza dell’alimentazione

Partiamo dall’inizio. I denti da latte sono precursori dei denti definitivi e vanno protetti e curati con attenzione per non intaccare le cellule di quelli definitivi. “L’alimentazione corretta è il primo aspetto quando si parla di igiene orale”, spiega la dottoressa Giuseppina Ferrero, odontoiatra infantile e specialista in ortognatodonzia. “L’assunzione dei dolci va limitata, sempre e comunque”. Meglio la frutta: mele, pere, banane. Sono pessime invece le merendine e tutti i dolci confezionati. Pericolosi per i denti ma anche per il peso dei bambini, contengono infatti grassi vegetali nocivi. “Stesso discorso vale per il cibo assunto fuori pasto, i cinque pasti canonici sono più che sufficienti per una corretta alimentazione e per merenda meglio scegliere cibi salati come pane e prosciutto o meglio ancora frutta di stagione. Altro tabù in fatto di alimentazione sono le bibite dolci e gassate. Oltre allo zucchero, già di per sé dannoso, le bibite che contengono gas producono all’interno della bocca acidi che decalcificano lo smalto”. Fra tanti divieti ci sono però anche cibi friendly, prosegue la dottoressa Ferrero “il tè, i pop corn che non sono eccessivamente calorici e puliscono i denti, i cibi ricchi di fibre, come il pane integrale, la frutta e la verdura cruda, la frutta secca, mandorle, noci e nocciole, una sorta di spazzolino naturale”.

… e della pulizia

Anche la pulizia non va sottovalutata. “Idealmente i denti andrebbero puliti ogni volta che si mangia, ma non sempre è possibile farlo se si è fuori casa. Fondamentale è lo spazzolino, più che il dentifricio. Penso alle maestre che talvolta non fanno lavare i denti ai propri studenti perché perdono tempo o sporcano i lavandini con il dentifricio. A scuola basterebbe far spazzolare accuratamente i denti ai ragazzi, rimuovendo la placca, anche senza dentifricio”. Altro grande alleato dei denti per la lotta alla carie è il fluoro, che andrebbe assunto fin dalla nascita prima in gocce e poi in compresse o in chewing-gum. “L’importanza del fluoro dovrebbe essere spiegata dai pediatri ai genitori fin dalla nascita dei bimbi, ma questo non sempre accade. C’è chi sottovaluta l’aiuto che viene dal fluoro – prosegue la dottoressa Ferrero -. Vi sono Paesi, penso alla Svizzera e agli Stati Uniti, dove una efficace e mirata politica di prevenzione ha portato a fluorizzare l’acqua potabile facendo così scomparire la carie”. Ma a che età i bambini dovrebbero iniziare a utilizzare lo spazzolino? “Verso i due anni, due anni e mezzo, quando ci sono i molari, i bimbi potranno iniziare a spazzolare i dentini, lo faranno imitando i gesti di mamma e papà o dei fratellini”. Il loro sarà un gioco, da fare con strumenti nuovi e divertenti: uno spazzolino a forma di delfino e un dentifricio alla fragola. Dal gioco, poco per volta, si passerà alla sana abitudine.“È importante che i genitori accompagnino i bimbi in bagno a lavare i denti sempre – prosegue la dottoressa -, non mi stancherò mai di dirlo alle mamme e ai papà che mi portano i loro figli: solo controllando che la pulizia sia stata eseguita in maniera accurata si sarà certi che la placca sia stata rimossa, che non vi siano residui di cibo. Se si abbandona il bimbo al lavandino difficilmente lui riuscirà a eseguire una pulizia accurata”. Meglio lo spazzolino tradizionale o quello elettrico? “Meglio, tanto per cominciare, imparare a lavarsi bene i denti con lo spazzolino tradizionale, poi si potrà pensare a quello elettrico che comunque non è magico nè è la panacea contro tutti i mali”.

La prima visita

E la temuta prima visita dal dentista? “Verso i tre o quattro anni è bene che il bimbo esegua una prima visita, per valutare lo stato della dentizione, eventuali analgesie, la corretta pulizia”. Il dentista scelto sarà probabilmente una persona abituata a trattare con i bambini, capace di spiegare passo passo ogni tappa della visita, facendo accomodare il piccolo paziente sulla poltrona dove potrà testare alcuni strumenti come fossero magici. “Per il bimbo, intimorito forse da quella grande poltrona e da attrezzature per lui nuovissime – precisa la dottoressa – è importante sentirsi trattato come una piccola personcina e non come un caso da analizzare e studiare. Questa è una delle prime cose che un medico abituato a trattare con i bambini sa”. Dopo la prima visita ne potrà seguire una verso i sei o sette anni, quando iniziano a cadere i primi denti e poi, almeno una volta l’anno andrà controllato. “Verso gli otto anni, se necessario, il dentista potrà richiedere una panoramica per far luce sullo stato dei denti definitivi. Ogni caso è a sé. Se ci sono grossi e evidenti problemi di denti, per esempio se il bimbo chiude male la bocca, sarà lo stesso pediatra a indirizzare il bimbo da un ortodonzista.

Ciuccio e dito: nemici dei denti?

E il famigerato ciuccio è realmente così dannoso? La dottoressa Ferrero non ha dubbi. “Sfatiamo il mito del ciuccio. Fino a tre anni è fisiologico e poi i ciucci odierni, anatomici, piccoli e morbidi non creano grossi problemi. Dai tre ai cinque anni sarebbe bene ridurlo, fino a farlo sparire definitivamente. Togliere il ciuccio, oggetto di affetto e conforto, è un passo importante per ogni bambino, va quindi compiuto gradatamente, offrendo al bimbo qualche cosa in cambio. Un piccolo regalo, una coccola la sera prima di dormire, una fiaba della buonanotte”. Fino a che i bimbi tengono il ciuccio bisogna fare molta attenzione alla pulizia. “La carie è causata da un batterio che può essere passato facilmente da mamma a bambino –, spiega la dottoressa – mi capita sovente di trovare bimbi piccoli con carie sui denti da latte, molto probabilmente le mamme mettendo in bocca il cucchiaino, il ciuccio o il biberon trasmettono al proprio bimbo un’infinità di germi, fra cui anche quello della carie, se ne sono affette”. Sempre pensando all’igiene non bisogna dimenticare la manutenzione degli spazzolini. “Non andrebbero tenuti tutti assieme nello stesso bicchiere, un vero ricettacolo di germi – spiega la dottoressa Ferrero -. Quando un bimbo è malato bisognerebbe disinfettare il suo spazzolino dopo ogni lavaggio e tenerlo lontano da quelli del resto della famiglia. Piccoli accorgimenti cui però spesso non si fa caso, passando le malattie da un componente all’altro della stessa famiglia”. Un discorso diverso va invece fatto per il dito, precisa scherzosamente la dottoressa Ferrero “Non ho mai visto adulti con il ciuccio mentre mi è capitato di incontrare ragazzi già grandi che la notte si ciucciano ancora il dito. Quindi meglio prolungare l’uso del ciuccio per poi eliminarlo per sempre piuttosto che passare dal ciuccio al dito”.

Traumi dei bimbi

Altro punto dolente, soprattutto per le mamme di maschi scalmanati, sono i traumi ai denti. “I traumi del viso e della bocca sono frequenti nei bambini e purtroppo nelle scuole c’è poca informazione su come trattarli – dice la dottoressa Ferrero – quando un bimbo cade e batte la faccia o la bocca andrebbe sempre e comunque portato a fare un controllo, potrebbero esserci fratture ossee. Se ci sono traumi importanti il bimbo va portato a fare una visita dal dentista che controlla lo stato dei denti, la mobilità, la vitalità, si assicura che non vi siano denti anche solo parzialmente scheggiati da ricostruire o da limare”. Quando invece i denti si rompono o cadono come bisogna comportarsi? “I denti o anche solo i pezzi di dente sufficientemente grandi – prosegue Giuseppina Ferrero – vanno sempre conservati, immersi dentro la soluzione fisiologica o in mancanza di essa dentro il latte. Un dente lasciato all’asciutto per alcune ore si seccherà e lo smalto si sgretolerà. Il dentista potrà poi riattaccare il pezzo rotto o tentare di reimpiantare il dente caduto, le percentuali di riuscita sono buone”. Sull’argomento ci sono due ottimi siti ricchi di informazioni: www.apeg.it; www.sido.it.

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