Apro un resort nelle Filippine. E così Marzia ha deciso di partire

Francesco vive con la mamma, Marzia, su un’isola tropicale, un paradiso di mare cristallino, pesci colorati, sabbia bianca e noci di cocco. Un’isola da cartolina, che per loro è casa, è la quotidianità, fatta (come per tutti) di momenti belli e difficili, di gioie e fatiche, vissute però in una natura incontaminata e bellissima, non sempre facile.

La storia inizia a novembre 2013 su Tablas, la loro isola, quando è passato il terribile tifone che tanti danni e tante vittime ha causato alle Filippine. “Per fortuna il tifone ha cambiato direzione quel tanto da non centrarci in pieno – racconta Marzia -. Siamo comunque rimasti senza collegamenti né elettricità per qualche giorno. C’è stato qualche danno al tetto di un cottage e la casa della capra si è capovolta. Franci ha commentato: “Brutto tafun tuto rotto hauso nuni meeh”, ossia: brutto tifone che hai rotto la casa della capretta!”.

Un terreno fronte mare

Ma come ci è finita una giovane donna italiana in un’isola delle Filippine? “Era il 2006 e girovagavo nel sudest asiatico, tra Thailandia e Laos – racconta Marzia -. Ero una viaggiatrice stanziale: viaggiavo, poi tornavo a casa, lavoravo per un po’ e riprendevo a viaggiare. A un certo punto ho iniziato a sentire il desiderio di cambiare vita. Viaggiare non mi bastava più, volevo fermarmi, ma fermarmi in un altro posto. Ho cominciato a guardarmi intorno e sono finita sul sito di un terreno a Tablas, un’isola delle Filippine ancora un po’ selvaggia e poco turistica. Un terreno fronte mare con vista stupenda e costo possibile. Sono partita per vedere l’isola e mi ha conquistato: era bella e verdissima. Anche i filippini mi hanno conquistato con il loro carattere: sono simpatici, ospitali, molto calorosi. Ridono spesso e hanno l’incredibile capacità di prendere tutto dal verso giusto senza prendersi troppo sul serio. Così ho comprato il terreno e sono tornata in Italia per lavorare e mettere da parte i soldi per costruire il cottage, che piano piano prendeva forma nella mia mente. Nella primavera del 2008 sono tornata a Tablas e lì mi sono fermata – sono stata una dei primi expat residenti, ma ora siamo una piccola comunità di quasi trecento persone, tra italiani, norvegesi, tedeschi e tanti pensionati venuti da tutto il mondo a godersi la pace e la tranquillità dell’isola. A costruzione ultimata, nell’agosto, ho inaugurato l’agriturismo con i primi due clienti. E così è iniziata la mia vita stabile sull’isola. Dopo qualche tempo è venuto a vivere sull’isola il mio compagno e nel 2011 sono rimasta incinta: purtroppo il rapporto tra di noi si è rovinato irrimediabilmente proprio nel periodo della gravidanza, ora lui vive a Torino e vede il bambino durante le vacanze”.

Latte al profumo di papaya

Marzia è tornata in Italia al quinto mese di gravidanza perché poco tempo prima c’era stato il disastro di Fukushima, che si trova a soli 2.000 chilometri da Tablas. “Non era chiaro se i venti dal Giappone sarebbero arrivati fino all’isola, così prudenzialmente sono tornata a casa. La nascita di Francesco è stata difficile, con quattordici ore di contrazioni e un cesareo d’urgenza. E anche i primi tempi dopo la nascita non sono stati facili, il piccolo aveva coliche micidiali, non dormiva mai, tanto che nei primi tre mesi ho perso 17 chili. Tutto si è sistemato quando sono ripartita e tornata a Tablas. Pia, detta Yaya, l’amica che mi aiuta nella gestione del resort – e che ora si occupa del bambino quando ho ospiti – mi ha consigliato di mangiare la papaya: mi è venuto un sacco di latte, le coliche sono scomparse e Francesco ha iniziato a dormire benissimo. Il nostro pediatra sull’isola è cinese ed è bravissimo, esperto in malattie locali: qui la tosse e il raffreddore non esistono, in compenso abbiamo dovuto fare tanti vaccini, non solo per l’epatite e il tifo, ma anche per la poliomielite e la tubercolosi che sono ancora diffuse. Le dissenterie purtroppo sono frequenti anche se mettiamo il cloro nell’acqua. Ma non basta, è sufficiente che Francesco si metta le mani in bocca dopo aver giocato nella piazza in paese e di nuovo si ammala. Tanto che ora voglio provare a evitarla per qualche tempo: finchè non sarà cresciuto, giocherà con gli altri bimbi in spiaggia e nel grande prato davanti a casa”.
A parte questo a Tablas siete felici? “Nelle Filippine tutti adorano i bambini e li accolgono spontaneamente, con calore e con tante attenzioni. Ovunque troviamo pannolini e latte in polvere, vestitini e giocattoli, anche nei negozietti minuscoli e più sperduti. Compiuti due anni, Francesco ha voluto andare all’asilo del nostro villaggio ed è contentissimo. L’asilo è una struttura semplice ma c’è tutto, anche il campo da basket e di pallavolo. Le maestre chiedono aiuto per rifornire la scuola di tutto il necessario, così il falegname del paese ha costruito giochi in legno e ogni mamma cucina una volta la settimana per tutti. L’asilo è aperto solo un paio di ore al giorno, si parla in inglese e in filippino. Come tutte le scuole nelle Filippine (che sono tante, il paese ha un tasso di alfabetizzazione molto alto), il nostro asilo si deve autofinanziare e lo fa attraverso serate di beneficenza e raccolte fondi”.

Granchietti in fuga

L’isola per un bimbo è un paradiso e Francesco cresce felice, tra la natura, il mare e gli altri bambini. “Non voglio crescerlo isolato o in modo troppo diverso dai suoi coetanei che vivono in Italia – prosegue Marzia -. Ma, certo, a casa davanti alla televisione non ci sta volentieri, sono troppe le cose da fare. Nuota già come un merluzzo e il suo elemento è l’acqua: se non lo trovi in spiaggia è probabilmente sotto la doccia – all’aperto, ovviamente. Lui vive nella natura e lì trova i suoi giochi: uno dei suoi passatempi preferiti è la caccia al granchio: ne raccoglie tanti in un secchiello, poi li fa gareggiare mentre scappano verso il mare. Per un periodo è stato ossessionato dalle meduse, le cercava per catturarle e metterle nel secchiello, per fortuna sa già riconoscere quelle innocue. La sua bibita preferita è l’acqua del cocco, quella fresca e squisita che si beve raccogliendo il frutto direttamente dall’albero, ma solo la mattina presto, perché poi si guasta. Qui abbiamo un orticello che fatica un po’, perché il terreno è molto argilloso, una capretta che si chiama Manuela in onore della prima cliente del resort. Franci le porta l’erba la mattina e tra loro è un idillio. A casa mangiamo pesce e riso, ma non ci facciamo mancare la pasta al sugo. Non ne posso fare a meno, preparo la pasta anche a mano e la condisco con il ragù cucinato da noi”.

Una giornata tipica sull’isola dipende dalla presenza o meno di clienti nel resort. “Se non ci sono clienti andiamo insieme in spiaggia, oppure ci vestiamo bene (solitamente viviamo in maglietta e infradito) e ci rechiamo in città a fare la spesacon il pickup, a volte andiamo a pranzo fuori o invitiamo amichetti di Franci a giocare da noi. Quando invece ci sono clienti lo lascio alla tata quasi tutto il giorno: Pia ha una figlia di dieci anni, Vivienne, che è un po’ la sorella maggiore di Franci. Noi quattro viviamo e siamo sempre insieme, come una sorta di famiglia allargata, di cui ora fa parte anche il mio nuovo compagno, pure lui italiano”.

Dove va in vacanza una famiglia che vive in un’isola perfetta per le vacanze? “In Italia! Durante la stagione delle piogge, ad agosto e settembre, chiudo il resort e torniamo in Italia, così Francesco può stare con il papà. All’inizio in città si sente un po’ sperduto, gli manca la vita semplice dell’isola, ma si abitua in fretta. Normalmente passa le sue giornate nella natura, a Torino è attratto da tutto ciò che ha motore e fa rumore, i carretti del mercato, i motorini, i camion. Non so ancora cosa c’è nel nostro futuro: quando sono andata a vivere nelle Filippine non ero ancora mamma, ma ora ogni decisione la prendiamo insieme. Magari tra qualche anno gli verrà voglia di andare a stare in città. Chi lo sa?”.

Buenavista resort

Tablas è una meravigliosa isola tropicale, dove i profumi e i colori della natura sono intensi, il mare è limpido e calmo, ricco di pesci e coralli e la mattina ci si sveglia al canto degli uccelli. Il resort di Marzia è composto da quattro cottage sul mare ed è un luogo incantevole nella sua semplicità. Nell’isola si possono fare gite in barca, immersioni nella barriera corallina e trekking tra cascate, grotte e risaie.

 

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