Pronto soccorso anti-bua

Finisce la scuola e inizia il regno delle contusioni. I bambini estivi sono bestiole scatenate: tra giochi di cortile, altalene, scalate di rocce, spiagge e campi sportivi, il regno della ‘bua’ imperversa e ogni giorno c’è qualcosina da curare. Sapete come intervenire?

Il primo soccorso indispensabile è un piccolo gesto d’amore: il bacino sul dito, la mano premuta sul punto che fa male, l’abbraccio stretto di mamma e papà. La maggior parte delle volte basta questo a far passare il dolore, perché si sa che coccole e carezze fan bene a tutti e ai bimbi in special modo. Per gli scettici, il bacetto sulla bua avrebbe anche una spiegazione scientifica: l’Istituto Pasteur di Parigi ha isolato una sostanza anestetizzante presente nella saliva, l’opiorfina, che dovrebbe essere da tre a dieci volte più potente della morfina, riproducibile in laboratorio e priva del potere di uncinamento degli oppiacei. Ma ci sono mamme che sulla bua mettono la polverina magica, oppure che recitano a memoria lo scongiuro antibibi. E stranamente anche questo fa effetto. A far passare il dolore basta il conforto; solo dopo si potrà pensare a intervenire con ghiaccio, cerotti e pomate. I consigli che trovate sono scritti con l’aiuto della dottoressa Valentina Pastega, specialista in medicina interna e pronto soccorso. Tenete tuttavia presente l’età del bambino: più è piccolo, più è difficile valutare l’entità del problema; per i bambini fino a uno o due anni, una visita in più dal dottore, in caso di dubbio, non farà male. Non siate però genitori superansiosi: le ginocchia sbucciate sono il miglior segnale che il bimbo è in buona salute, corre, salta e vive all’aria aperta.

 

Afta

Da un momento all’altro il bambino non vuole mangiare nulla, nemmeno le caramelle o le piccole schifezze che la nonna gli propina di nascosto. Piange forte e dice di aver male alla bocca. È afta. Si tratta di piccole ulcere alla bocca che si prendono per contagio da un virus, come l’herpes. Possono spuntare su lingua, palato e interno della bocca senza ragioni apparenti. Le afte scompaiono da sole nel giro di una settimana. Per diminuire il fastidio si trovano in farmacia gel o colluttori a base di aloe vera che hanno un’azione meccanica: formano una pellicola protettiva che allevia il dolore.  Se il bambino non vuole mangiare è inutile forzarlo. Ovviamente è meglio evitare tutti quei cibi che aumentano l’acidità della bocca, come agrumi e aceto. Se le afte non guariscono spontaneamente nell’arco di dieci giorni o se si presentano frequentemente è opportuna una visita da un medico.

Bernoccoli

Mai sottovalutare questo tipo di trauma: dopo aver preso un colpo è necessario che il bimbo si riposi un momento. È utile mettere del ghiaccio sulla parte contusa, da tenere però almeno mezz’ora, utilizzando una borsa o un panno leggero per evitare il fastidio del freddo o addirittura una ustione da ghiaccio. Se il bernoccolo è grande, nei tre giorni successivi, si può medicare la parte spalmando una leggera pomata antinfiammatoria, mattino e sera. Se dopo la botta si hanno mancamenti, giramenti di testa, mal di testa forte e diffuso, vomito ripetuto, amnesia o altre alterazioni della coscienza è urgente recarsi al pronto soccorso per scongiurare l’ipotesi di trauma cranico.

Botte 

In caso di contusione occorre mettere del ghiaccio sulla parte interessata, tenendo l’impacco appoggiato per mezz’ora. Importante che il ghiaccio sia messo al massimo nelle tre o quattro ore dopo l’incidente (prima è, meglio è). Il freddo aiuta a ridurre l’ematoma. A casa si può ripetere l’impacco e si può applicare una leggera pomata antinfiammatoria, come quelle a base di arnica, ricordandosi di farlo anche prima di dormire per assicurare un buon riposo. Se non si riesce a muovere bene la parte contusa oppure se trascorso un giorno dolore e gonfiore aumentano, meglio consultare il medico per valutare l’opportunità di fare una radiografia.

Bruciature

Parliamo di piccole ustioni superficiali, di primo o secondo grado (cioè arrossamenti o ustioni con vescica), come quelle che ci si formano toccando il forno, una pentola o l’acqua bollente. Bisogna mettere immediatamente la parte ustionata sotto acqua fredda, mantenendola umida e fresca a lungo. Controproducente usare qualsiasi altro prodotto, compreso olio d’oliva, farina e persino pomate, soprattutto nelle prime 24 ore. Se si forma una bolla sulla pelle non va fatta esplodere, per evitare rischi di sovrainfezioni. Dipende tuttavia dov’è la bolla, quanto è grande ed estesa: una vescica sul piede può essere dolorosa, e allora si può bucare con un ago di siringa sterile. La zona ustionata può essere protetta con una garza leggera, finché la vescica scompare spontaneamente, in genere entro due o tre giorni. Se la bolla peggiora o fa infezione, meglio andare dal medico.

Dito schiacciato

Dolorosissimo incidente che accade ai piccini in mille situazioni, perché porte, finestre e cassetti sono sempre in agguato. Evitare di muovere il ditino finché il dolore non diminuisce. Mettere il ghiaccio. Se l’unghia è tutta blu e ve la sentite, potete bucarla (addirittura due volte) per far defluire il sangue che è causa di dolore e potrebbe provocare il classico spiacevole effetto secondario, che è perdere l’unghia. L’operazione tuttavia fa un male cane, non fatelo se non è assolutamente necessario e se non ve la sentite. In caso di dolore continuo e acuto, dopo sei ore si può andare al pronto soccorso.

Febbre

Capita per mille motivi ed è una reazione benigna e naturale dell’organismo. Fino a 38 gradi di temperatura (misurata per via cutanea, cioè con il termometro sotto l’ascella) non conviene dar nulla. Oltre si possono usare farmaci antifebbrili come il paracetamolo. Dosi e intervalli dipendono dal peso e dall’età e sono indicati sulla confezione. Se la febbre è alta, si può abbassare con impacchi freschi sulla fronte: questo rimedio va applicato soltanto se si è dato un antipiretico, altrimenti la temperatura tenderà a rialzarsi nuovamente e questo contribuirà ad aggravare il disagio del bambino. È importante stare a riposo (non necessariamente a letto, basta non fare sforzi fisici), bere e non coprire il bambino in maniera eccessiva se non mentre la febbre sale, quando vengono i brividi. Non svegliare il bambino per dargli l’antipiretico: il sonno aiuta a combattere l’infezione. Rivolgersi al medico se dopo tre giorni la febbre non scende spontaneamente.

Graffi, tagli e sbucciature

Una piccola ferita superficiale smette di sanguinare in pochi minuti. Per limitare la vista del sangue, si può premere il taglio con un dischetto di cotone o meglio di garza che non si attacca alla pelle. Lavare la ferita con sapone e acqua corrente fredda, soprattutto se la ferita è sporca. Attenzione però se la ferita sanguina molto, perché l’acqua accelera il deflusso di sangue. Per evitare infezioni, pulire con un disinfettante. Vanno bene l’acqua ossigenata o la soluzione iodata (Betadine). Non usare l’alcool, che è un antisettico perfetto per la pelle sana, ma sulle ferite è irritante. Lasciare asciugare e mettere un cerottino o una benda, ricordandosi di cambiare medicazione ogni giorno. In caso di forte sanguinamento, evitare assolutamente il laccio emostatico: si può bendare, ma la benda deve essere larga.

Mal di gola

Il rimedio più antico e innocuo è bere una bevanda tiepida con il miele, che grazie all’effetto balsamico ed emolliente allevia il bruciore. Le cause del mal di gola possono essere virus o batteri: inutile quindi somministrare un antibiotico senza prescrizione del medico, che è l’unico in grado di capire qual è la vera causa. È importante stare al caldo, perché il freddo è nemico della gola. Facile che ci sia una perdita di appetito: in questo caso non bisogna sforzare il piccolo a mangiare. Se al male si associa febbre persistente, consultare il medico.

Mal di orecchio

Capita frequentemente e fa male, con un dolore acuto e insistente, che si accentua se si mangia, se si deglutisce e se si sta in posizione sdraiata. È abbastanza frequente come conseguenza di un raffreddore, per il catarro che ostruisce la tuba di Eustachio, cioè il canale che collega l’orecchio alla gola. Anche i bagni di mare o in piscina possono causare un’otite esterna, ossia una infiammazione della cute che riveste il condotto uditivo esterno. Si può dare un po’ di paracetamolo che ha azione antidolorifica. Se non migliora in 24-48 ore e anzi si accompagna a febbre o fuoriuscite di secrezioni, meglio consultare il medico. Evitare nel modo più assoluto di mettere gocce nell’orecchio senza prima aver fatto una visita medica.

Mal di pancia

È il classico male che non si capisce mai da cosa ha origine. Colpo di freddo, colpo di caldo, virus, batterio, un alimento particolare, una bevanda, lo stess, il viaggio in macchina… tutto può essere causa di mal di pancia. Bisogna ricordare che i bambini piccoli non sanno localizzare con facilità dove fa male e spesso la pancia è considerata il centro di tutto. I dolori possono anche essere sfoghi di origine ansiosa ed emotiva. Non ci sono rimedi standard: bastano relax, massaggino, coccole, scongiuri e formule magiche. Anche appoggiare un piccolo gong sulla pancia del bambino e suonarlo delicatamente aiuta: le onde sonore hanno un effetto tranquillizzante. Ovvio che se il dolore è acuto e straziante, oppure c’è febbre, si va all’ospedale a controllare l’appendice.

Raffreddore

Prima cura: caldo e riposo. In seguito tisane calde, suffumigi con bacinella di acqua due o tre volte al giorno. Evitare sbalzi di temperatura, bevande fredde e antibiotici, visto che il raffreddore è causato da virus e non da batteri. Quando il bimbo dorme applicate sulla zona intorno al naso una cremina rigenerante e protettiva, così lo sfregamento del fazzoletto darà meno fastidio. Se si aggiungono disturbi come tosse forte, febbre persistente o mal d’orecchio, serve il parere del medico.

Sangue dal naso

Contrariamente a quel che si fa di solito, quando si perde sangue dal naso ci si deve piegare in avanti, come si fa quando si vomita. Questa posizione aiuta a far uscire il sangue ed evita che torni indietro. Per fermare il flusso, basta premere con le dita per alcuni minuti la radice del naso. Si può mettere del ghiaccio tra naso e fronte: il freddo favorisce la coagulazione. Se il fenomeno si ripete due o tre volte al mese è meglio consultare uno specialista. Il sangue sembra sempre tanto e fa impressione, ma è difficile che se ne perda così tanto da rischiare un’anemia o altri disturbi.

Scottatura solare

È da trattare come una qualsiasi ustione di primo o secondo grado (vedi bruciature). Bisogna raffreddare la parte troppo esposta al sole con acqua fredda. Si possono applicare e riapplicare le creme doposole che si trovano in farmacia. Se il dolore è forte o per garantire il riposo notturno, si può dare un po’ di paracetamolo.

Spina

Che sia vegetale o animale (come la spina dei ricci di mare), l’unico rimedio è toglierla. Animo, pazienza e capacità di consolazione sono indispensabili. Tranquillizzate il bambino, mettetegli se possibile a bagno la parte contusa per ammorbidire la pelle, immobilizzatelo in quattro e fate quel che potete per toglierla. Ricordatevi di disinfettare dopo l’intervento: l’ideale sono bagni in acqua tiepida con Euclorina un paio di volte al giorno. Acqua e sale, contrariamente a quel che dice la nonna, non servono a niente.

Storta

Applicare un tampone di ghiaccio per mezz’ora ogni sei ore, nelle prime 24 ore. Le pomate antidolorifiche locali servono a poco, piuttosto aiuta il riposo e la capacità del bambino di autoregolarsi: se la caviglia fa tanto male, difficilmente avrà voglia di correre. In caso di forti dolori o se la zona si gonfia tanto, dopo 24 ore si può pensare di fare dei raggi. Nei bambini in generale le distorsioni sono meno gravi che negli adulti. In caso di storta in montagna o altre situazioni critiche, si può immobilizzare la parte con quel che si ha a disposizione (un pezzo di legno e un fazzoletto): male non fa.

Zecca

Si prende passeggiando in mezzo all’erba, fa schifo ed è pure pericolosetta, ma niente panico. Sedetevi tranquilli e cercate di soffocarla con l’olio (in ospedale usano altre sostanze, per esempio l’etere). Afferratela con una pinzetta e ruotate in senso antiorario, stando attenti a togliere il rostro. Consultare il medico, soprattutto se compare un eritema a cerchio intorno alla puntura o anche se si verificano episodi inspiegabili di febbre, anche a un mese di distanza dalla puntura.

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