Quando scuola e famiglia si danno la mano

“Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo?”. Se lo domandava Gianni Rodari nel Libro degli errori, ma l’argomento non ha mai perso di attualità. Parte da qui la nostra indagine nel mondo della scuola e della famiglia, a caccia di belle storie di cooperazione tra insegnanti e genitori. Siamo andati a curiosare tra i banchi per conoscere i progetti che vengono portati avanti nelle diverse realtà. Sono bellissimi, importanti. E meritano di essere conosciuti e diffusi. Nel momento in cui mamma e papà iscrivono il proprio bimbo a scuola inizia un percorso di responsabilità condivisa che durerà molti anni, non sempre facile e sereno, a volte complesso, perché crescere insieme richiede ascolto, rispetto, collaborazione e fiducia. Per entrare nel vivo di questo delicato argomento, abbiamo chiesto il punto di vista di Susanna Tittonel, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Sant’Antonino di Susa (TO), che fa luce sull’importanza di una collaborazione tra famiglie e scuola. “I genitori devono essere coinvolti nel percorso formativo dei bambini e dei ragazzi, perché occorre l’aiuto di tutti gli adulti per crescere. Spesso i genitori, trovandosi in difficoltà a gestire un ruolo sempre più difficile e faticoso, chiedono aiuto alla scuola. Spesso anche la scuola chiede aiuto ai genitori, perché ci sia coerenza e unitarietà di intenti e di operati. Si chiede aiuto per sostenere i ragazzini nello studio e nell’impegno, per condividere strategie, per comprendere problemi e difficoltà”. La sinergia tra scuola e famiglie è fondamentale da un punto di vista educativo e sociale. La collaborazione può e deve assumere forme diverse, facendo sentire tutti i soggetti coinvolti e diretti verso uno stesso obiettivo.

• Novelli Van Gogh
• Spazio al colore e al verde
• Sant’Antonino Di Susa (TO)

Il primo esempio di buone pratiche di cooperazione tra scuola e genitori arriva proprio dall’esperienza di Susanna Tittonel a Sant’Antonino di Susa. Capita che la scuola chieda aiuto ai genitori per realizzare obiettivi più immediati e concreti, per lo spettacolo di Natale, per i progetti e le iniziative e perfino per migliorare l’aspetto della scuola stessa. Sempre più numerosi sono “i nipoti di Van Gogh” che armati di rulli e pennelli ripuliscono le aule e i corridoi, perché siano lindi e accoglienti. Anche papà e nonni dal pollice verde spesso sistemano il giardino di un plesso, perché i bambini possano giocare in un prato. Sono segnali importanti del forte legame tra scuola e famiglie, del clima positivo costruito negli anni. Di un sentire la scuola come “nostra”, come un bene comune da preservare. “Ormai da due anni – racconta Susanna Tittonel – alla fine dell’anno scolastico, quando la calura estiva avanza e fa sogna- re boschi e onde, gruppetti di volontari si mettono all’opera per ripulire aule e sezioni e renderle colorate per i bimbi nel prossimo autunno. Il Comune paga i materiali, le famiglie offrono la manodopera gratuita e, con l’impegno a eseguire i lavori nel rispetto delle indicazioni di sicurezza, qualche piccolo e grande intervento viene eseguito a regola d’arte”. Esperienze simili coinvolgono scuole in realtà diverse: quest’importante sinergia scuola-famiglia nasce dalla difficoltà economica dei tempi, ma è anche segno di come la scuola, al di là delle critiche che spesso si sprecano, viene realmente vissuta e percepita nel territorio, come uno spazio comune da tutelare e migliorare. “Perché – conclude Susanna Tittonel – per imparare occorre anche entrare in un posto pulito, colorato, accogliente, reso così dall’amore di tanti adulti per i bambini e i ragazzi”.

• S(Drammatizziamo)
• Miti greci alla scuola D’Azeglio

Alla primaria Roberto D’Azeglio di Torino i bambini della II B lo scorso anno hanno potuto vivere a 360 gradi l’esperienza teatrale come spazio di sperimentazione e condivisione con i compagni. “Attraverso la drammatizzazione – racconta l’insegnante Felicita Caldarulo – la classe è diventata via via cosciente di essere un gruppo, capace di esprimersi di fronte a un problema o a un argomento di comune interesse”. Il progetto si è articolato in una prima fase tecnica, dedicata all’esercizio su corpo e voce, e in una seconda fase tutta rivolta al momento creativo. Ai primi giochi di fiducia e sintonia per liberarsi da inibizioni e reticenze, sono seguiti giochi di travestimento e di mimica, in cui i bimbi hanno potuto sperimentare la ricchezza espressiva del volto e della voce. Nel secondo quadrimestre, via libera al momento creativo dell’improvvisazione. Spazio alla mitologia, dai Titani alla nascita di Zeus, con lettura e rielaborazione grafica in sequenza. E poi, prove di drammatizzazione con il gioco dei ruoli, in cui ogni bambino ha scelto quale personaggio interpretare, inventando e giocando sul ruolo, aggiustando il proprio punto di vista in base alle osservazioni critiche dei compagni. I dialoghi dei bambini sono frutto di improvvisazione. Per alcune scene, come la nascita dei Titani e la lotta fra questi, i Ciclopi e gli dei, l’insegnante ha suggerito l’uso di un lenzuolo e di lampade che creassero un gioco di ombre tale da ingigantire i duellanti. Cosa può esserci di più interessante, stimolante e divertente di lavorare fianco a fianco con i bambini? Nulla. “Quando mi è stata offerta questa opportunità sono stato sommerso da dubbi e perplessità – dice Roberto Enrietti, uno dei papà coinvolti nel progetto – perché mai avevo lavorato con 25 bambini di 7 anni. E invece l’esperienza che ho potuto vivere difficilmente riuscirò a dimenticarla. Quanta energia, quanta vivacità, quanto entusiasmo e, soprattutto, quanta passione hanno saputo dedicare a questo progetto! Per nulla spaventati dalla dimensione della scenografia, sei metri di lunghezza per un metro di altezza, hanno capito che l’unione fa la forza e, a rotazione, hanno tutti contribuito al progetto, realizzando il fondale con un paesaggio a metà tra il lunare e il terrestre così come potevamo immaginarla all’inizio del mondo”. L’allestimento scenico è stato realizzato con l’aiuto dei genitori, così come la costruzione degli oggetti necessari e delle maschere rappresentative. I bambini hanno dipinto sfere di polistirolo per rappresentare i pianeti e il sistema solare. Il progetto teatrale si è concluso con una rappresentazione in presenza dei genitori e ha riscosso un caloroso consenso, con la soddisfazione di tutti.

• Qua la mano amico mio
• Insieme tra flamenco e difesa della lince
• Scuola materna Casa del Sole Torino

I bambini di questa bella scuola materna, immersa nel verde, si sono cimentati in un progetto di scoperta reciproca di storie e tradizioni. Maestre e famiglie hanno cooperato permettendo a tutti, non solo ai bambini, di fare un viaggio tra storie e costumi, musiche e cibi da ogni parte del mondo. “Nella nostra sezione sono presenti sette famiglie straniere – racconta l’insegnante Teresa Cimalando -. Ogni famiglia è stata invitata a passare una mattinata a scuola per presentare il suo paese e le abitudini, i costumi, il cibo, le feste, la lingua, la religione”. E i bimbi? Una raffica di domande e curiosità, condita da risate e moltissimo entusiasmo. Si sono vestiti con il kimono giapponese e hanno mangiato con i bastoncini. Hanno ballato il flamenco e pensato all’ambiente, scoprendo che la lince iberica è in via di estinzione e ha bisogno d’aiuto. I bambini hanno fatto dei disegni e tutti insieme hanno scritto una lettera, che è valsa a tutti loro il titolo di “Ambasciatori per l’Italia per la difesa della lince” da parte dell’omonima associazione. Ogni famiglia ha portato e condiviso le sue tradizioni: le famiglie marocchine hanno insegnato a scrivere i cognomi in arabo e hanno proposto canzoni e preghiere. I genitori rumeni hanno fatto scoprire la festa di primavera e le loro danze. I francesi hanno insegnato bellissime canzoni. È stata un’esperienza più che positiva, i bimbi si sono sentiti veri protagonisti, i compagni fortunati di aver arricchito il loro bagaglio culturale e gli adulti hanno potuto condividere questi momenti bellissimi. Una cosa è certa: quando la collaborazione tra famiglie e scuola c’è, si vede e si sente, forte e chiara. Volete raccontarci la vostra esperienza?

[Marta Vitale Brovarone]

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