TTIP: cos’è l’intesa commerciale Europa – Usa

A che punto è la situazione del TTIP, ovvero il Transatlantic Trade and Investment Partnership, l’accordo commerciale più controverso e dibattuto negli ultimi anni? Il parternariato transatlantico per il commercio e gli investimenti tra Stati Uniti d’America e Europa è in fase di negoziazione dal 2013, ma sembra ancora lontana una sua risoluzione definitiva.

Che cos’è il TTIP?

Lo scopo dell’accordo è alleggerire gli scambi commerciali, attraverso il ridimensionamento dei dazi doganali e l’eliminazione di alcune differenze tra i due mercati. Il proposito è appunto alleggerire, e in alcuni casi eliminare, norme e regolamenti come standard di qualità, omologazioni, regole di sicurezza sanitaria e alimentare, con lo scopo di favorire il mercato e il libero scambio.

L’obiettivo è creare la più vasta area commerciale al mondo, formata da Europa e Stati Uniti, che insieme rappresentano un terzo del commercio globale e la metà del Prodotto Interno Lordo mondiale. Unico rimedio per contrastare il colosso Cina e i mercati emergenti, come India e Brasile. Ma a quale prezzo i governi e i singoli stati dovranno rinunciare a un pezzo di sovranità e soprattutto, quali effetti avrà sui consumatori una tale intesa? Il rischio, secondo i detrattori guidati dal premio Nobel per l’economia Josefh Stiglitz, è quello di diminuire drasticamente le tutele e i diritti dei consumatori, con il pericolo che una eccessiva deregolamentazione possa avere gravi ripercussioni anche sul PIL europeo.

Un accordo controverso

Un punto particolarmente criticato del trattato è quello che permette alle multinazionali di intentare cause per danni, come mancati introiti, ai governi. Nel caso un governo di un paese europeo mettesse in atto legislazioni in grado di causare implicitamente perdite di profitto (si pensi alle norme in materia di sicurezza alimentare o dei farmaci) si vedrebbe chiamato in causa dall’azienda danneggiata. Un provvedimento di tale genere potrebbe avere effetti dirompenti sollevando un evidente problema di democrazia: ogni governo dovrebbe tutelare la salute pubblica dei cittadini e dei consumatori. Alcune organizzazioni indipendenti hanno sottolineato, grazie a modelli econometrici, che il TTIP potrebbe avere effetti negativi anche sull’occupazione, con l’aumento della disoccupazione e la relativa disgregazione sociale. I promotori sono invece di tutt’altro avviso. Per la Commissione Europea e il Governo statunitense il TTIP avrà un effetto positivo su tutta l’economia di questa macro area, con effetti immediati sul breve e lungo periodo, con nuovi posti di lavoro, libera circolazione dei lavoratori in tutte le nazioni aderenti e un PIL in crescita. In attesa che l’accordo veda la luce, la Commissione Europea ha recentemente dichiarato che si arriverà a una bozza risolutiva del testo finale entro l’estate 2016, per giungere alle firme definitive entro la fine del 2016. Nel frattempo continuano le mobilitazioni dei movimenti, numerosi e determinati, che si oppongono a tale intesa commerciale.

[Mario Bettas Valet]

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