Come scegliere i nostri cibi?

Quando si tratta di scegliere i cibi che ogni giorno mangiamo a casa, dovremmo essere il più possibile curiosi e attenti: sia a ciò che compriamo, sia a informazioni importanti come il luogo di produzione, la stagionalità, la lettura dell’etichetta, il modello produttivo adottato dall’azienda agricola o alimentare. Molti ritengono che sia troppo impegnativo, ma in realtà è solo questione di abitudine e d’altro canto a quale genitore non interessa essere informato su quel che propone a tavola ai bambini?
Un modo sempre più diffuso e intelligente di fare una spesa consapevole è, ad esempio, entrare a far parte di un gruppo di acquisto solidale: oltre ad avere cibo più genuino e buono, si può collaborare attivamente nella ricerca delle aziende agricole a cui rivolgersi e imparare giorno dopo giorno ad acquistare con maggior consapevolezza.
Nell’ottica di educare e guidare in scelte sempre più responsabili, Slow Food ha realizzato una serie di guide di semplice fruizione: “Quando fai la spesa, usa la testa!” e la collana “Mangiamoli giusti”, tutte scaricabili dal sito www.slowfood.it.
In queste guide si trovano informazioni e dati interessanti, non sempre noti a tutti. Ad esempio, per produrre un chilo di carne di manzo si immettono in atmosfera 36,4 chili di CO2 e sono necessari circa 15.500 litri d’acqua e 7 chili di alimenti vegetali: una produzione dunque molto impattante sull’ambiente. E le conseguenze negative di un consumo eccessivo di carne non coinvolgono solo la salute del pianeta, ma anche quella dell’uomo: causano infatti una maggiore resistenza agli antibiotici e un aumento delle malattie legate all’eccessivo consumo di grassi e proteine animali come patologie cardiovascolari, cancro, diabete, ipertensione, obesità. Che fare, quindi? Non è necessario diventare vegetariani; basta consumare meno carne, di migliore qualità, proveniente da allevamenti sostenibili, possibilmente di razze locali. Privilegiare i tagli meno noti, per non sprecare nulla, e prediligere gli allevamenti a ciclo chiuso, che riutilizzano il letame come concime. Si tratta di piccoli accorgimenti, facili da attuare, che se diffusi su larga scala possono portare a cambiamenti significativi dei modelli produttivi in agricoltura.
Naturalmente la riduzione del consumo di carne va di pari passo con una maggior presenza di verdura sulle nostre tavole e, in questo senso, è sempre bene saper scegliere frutta e ortaggi locali e di stagione. Per tornare a conoscere quali sono frutta e verdura di stagione si può consultare la ruota della stagionalità nella guida “Quando fai la spesa, usa la testa!”, da scaricare dal sito Slow Food, stampare e attaccare sul frigorifero!
Sempre in tema di stagionalità, questa vale anche nell’acquisto del pesce e consiste nel non consumare una specie nella sua stagione riproduttiva, nell’attendere che i pesci raggiungano la taglia minima prima di essere pescati. Impariamo ad acquistare pesci dimenticati, evitando di scegliere il solito branzino, la solita orata, ma scoprendo il sugarello, lo zerro, la palamita. Ne avrà un vantaggio l’ecosistema marino ma anche il nostro portafoglio perché i pesci dimenticati sono buoni e costano meno.
www.slowfood.it

 

I criteri per l’acquisto
Tratti da “Quando fai la spesa, usa la testa!”
Preferire prodotti locali e di stagione
Diffidare dei prodotti con liste di ingredienti troppo lunghe e dai nomi incomprensibili
Evitare, per quanto possibile, prodotti con additivi, coloranti e conservanti
Riscoprire i prodotti tradizionali del proprio territorio
Scegliere i prodotti corredati da adeguate informazioni sulle tecniche di coltivazione, allevamento e/o trasformazione
Evitare imballaggi eccessivi o preferire un packaging fatto con materiali biodegradabili o riciclabili per ridurre i rifiuti
Comprare solo il necessario per ridurre gli sprechi

[Davide Ghirardi]

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