Un’indagine da risolvere insieme, per ragazze e ragazzi dagli 8 ai 13 anni, per imparare a verificare le notizie online, da sperimentare a scuola o in famiglia. Il progetto è di Dataninja e il 19 ottobre c’è un webinar per scoprire come usarlo a casa e in classe
Quante volte i nostri figli si imbattono online in una notizia che sembra vera e invece non lo è? E noi adulti, siamo davvero sempre in grado di riconoscerla? Per affrontare il tema senza prediche e senza ansia, Dataninja propone “Sulle tracce della notizia”, un gioco investigativo pensato per far lavorare insieme genitori, figlie e figli. L’obiettivo è imparare a distinguere ciò che è affidabile da ciò che non lo è, e a capire perché certi contenuti riescono a ingannare così facilmente.
Un’indagine da fare in famiglia
Il gioco coinvolge scuole, biblioteche e famiglie ed è pensato per gruppi di almeno due persone, un genitore e un figlio o una figlia, fino a un massimo consigliato di cinque. Servono dai 60 ai 90 minuti, e l’età indicata per i ragazzi va dagli 8 ai 13 anni.
Il materiale si può stampare o usare in versione digitale. Durante l’indagine si impara a verificare una notizia, a capire come circola la disinformazione in rete, perché alcuni contenuti sembrano credibili e quali strumenti aiutano a prevenirla. Prima di iniziare conviene svolgere la “Missione #0”, l’attività introduttiva. Poi si parte con la lettera dell’agenzia investigativa Mis e Dis, che guida i giocatori passo dopo passo. Il gioco si può usare in autonomia a casa oppure in classe: i docenti possono organizzare una sessione condivisa con alunni e genitori, o assegnarlo come compito da fare a casa e poi discuterne insieme.
Lunedì 19 ottobre, dalle 17 alle 18, è previsto un webinar gratuito in cui gli autori racconteranno com’è nato il gioco e come utilizzarlo con classi e famiglie (iscrizione online sul sito di Dataninja).
Chi è Dataninja e cosa fa
Dataninja è una società con sede a Milano, nata da un gruppo di lavoro sui dati e attiva in Europa dal 2012. Oggi si occupa di progetti di formazione e comunicazione per diffondere le competenze digitali, con l’idea di ridurre il divario che separa persone e organizzazioni dal mondo digitale. I suoi servizi comprendono percorsi di formazione in data e media literacy per target diversi (scuole, docenti, professionisti, cittadini), prodotti e kit didattici, contenuti di data storytelling e attività di community building.
Lavora insieme a una rete di partner pubblici, privati e non profit, in ambito educativo, giornalistico e professionale. Tra i suoi progetti c’è “Open Parents”, da cui nasce il gioco: un’iniziativa che coinvolge i genitori per migliorare l’educazione ai media in famiglia, curata da Dataninja insieme a Bomberos Design e finanziata dal progetto europeo REINFORCING. Il gioco è il risultato di un percorso di co-progettazione a cui hanno partecipato oltre 200 tra genitori, docenti ed educatori di biblioteche, con questionari, focus group e prove sul campo.









































