Oggi, giornata di mobilitazione studentesca, grazie alla segnalazione degli studenti del Convitto Nazionale Umberto I di Torino facciamo chiarezza sulle richieste dei ragazzi: dalle scuole da ristrutturare all’educazione sessuo-affettiva, dallo stop ai progetti con le aziende belliche al dialogo con le istituzioni
Oggi, 30 ottobre, le piazze di diverse città italiane si riempiono ancora di studentesse e studenti. Nei giorni scorsi i racconti delle proteste hanno spesso privilegiato gli slogan, i cortei e le occupazioni. Per questo, grazie alla segnalazione delle studentesse e degli studenti del Convitto Nazionale Umberto I di Torino, vogliamo portare chiarezza su quelle che sono le richieste dei ragazzi oggi, riportando le ragioni della mobilitazione così come le espone il Collettivo del Convitto.
Dall’assemblea all’occupazione
Tutto è cominciato il 9 ottobre. Dopo le mobilitazioni avviate in altri istituti cittadini, gli studenti del Convitto si sono riuniti in un’assemblea generale. La partecipazione è stata alta e ha portato a un confronto con la rettrice e alla concessione di una giornata di autogestione per il martedì successivo. Nei giorni seguenti, dopo una discussione tra pari, i ragazzi hanno scelto l’occupazione come forma di protesta.
Durante l’occupazione si sono svolte attività autogestite e incontri con esperti, tra cui avvocati e membri di associazioni culturali. L’obiettivo, spiega il Collettivo, era trasformarla in un’esperienza formativa, con momenti di informazione e confronto sui temi al centro delle mobilitazioni cittadine. In questo modo le studentesse e gli studenti hanno potuto decidere in modo consapevole se partecipare al corteo del 16 ottobre. L’occupazione è finita, ma per il Collettivo la mobilitazione prosegue.
Le ragioni della protesta
Alla base della protesta ci sono diversi motivi:
- la scarsità di risorse destinate alle scuole e le condizioni degli edifici scolastici;
- la precarietà del personale, le cattedre vacanti e il divario salariale;
- l’opposizione alla presenza di aziende belliche nei percorsi di formazione scuola-lavoro, come nel caso di Leonardo S.p.A., e alla normalizzazione della cultura della guerra nelle scuole;
- il dissenso verso le ingenti risorse pubbliche destinate al riarmo europeo;
- la critica alle politiche del Ministero dell’Istruzione e del Merito, giudicate insufficienti a rispondere ai bisogni di studenti, docenti e personale ATA.
Su quest’ultimo punto, il Collettivo cita in particolare tre temi contestati: il limite del 30% per gli alunni di cittadinanza non italiana, le disposizioni sul consenso informato in ambito scolastico e la filiera formativa 4+2.
Le cinque richieste
Dalle ragioni della protesta nascono quindi cinque richieste concrete:
- Educazione sessuo-affettiva e relazionale in tutte le classi. Percorsi obbligatori, condotti da professionisti, per promuovere il rispetto e contrastare la cultura patriarcale e la violenza.
- Ristrutturazione degli edifici scolastici in condizioni fatiscenti.
- Un piano straordinario di assunzioni del personale scolastico, per superare la precarietà e coprire le cattedre vacanti.
- Stop alle collaborazioni con aziende belliche nei percorsi di formazione scuola-lavoro a cui gli studenti sono tenuti a partecipare.
- Una politica di dialogo e collaborazione che coinvolga studentesse e studenti nelle decisioni sul loro futuro.
“Non siamo una generazione indifferente”
Per i ragazzi l’occupazione è nata dall’esigenza di rompere il silenzio, far sentire la voce dei giovani e rendere la scuola un luogo di dialogo, confronto e resistenza. Le mobilitazioni sono state anche un’occasione di condivisione e presa di parola, che ha mostrato la coesione della comunità studentesca e la volontà di costruire un futuro che li rispecchi. Alla base di tutto c’è il desiderio di raccontare il mondo dal proprio punto di vista, senza essere definiti da chi non vuole ascoltarli né comprenderli. Il cambiamento, scrivono gli studenti, è iniziato e andrà avanti finché non arriveranno risposte e conquiste concrete.










































