Asilo nido e microbioma: i compagni di gioco “pesano” più della famiglia

Una ricerca italiana mostra che, in soli quattro mesi di nido, i compagni influenzano il microbioma: in poche parole, i bambini condividono più batteri intestinali con i coetanei che con i genitori

Un nuovo studio dell’Università di Trento, pubblicato su Nature, apre nuove prospettive sul ruolo della socializzazione precoce nello sviluppo del sistema immunitario. La ricerca rivela infatti che l’ingresso all’asilo nido non cambia solo le abitudini quotidiane dei bambini, ma anche la composizione del loro microbioma intestinale. In appena quattro mesi, i piccoli condividono una parte significativa dei propri batteri con i compagni di gioco, più di quanto avvenga all’interno della stessa famiglia. Una scoperta che illumina il ruolo cruciale della socialità nei primi mesi di vita.

Il nido come “hub” di scambio microbico

La ricerca, coordinata dal team del professor Nicola Segata, ha seguito 43 bambini di circa 10 mesi durante il loro primo ingresso in tre asili nido della provincia di Trento, coinvolgendo complessivamente 134 persone, tra genitori, fratelli, educatori e perfino animali domestici.

Attraverso l’analisi del DNA di oltre mille campioni fecali raccolti settimanalmente, gli scienziati hanno tracciato il movimento dei singoli ceppi batterici. I risultati mostrano che, dopo poche settimane di frequenza, i bambini condividono circa il 20% dei loro batteri intestinali con i coetanei, una quota superiore a quella trasmessa dai familiari.   

Questo scambio, spiegano i ricercatori, è favorito dal contatto quotidiano, dal gioco e dalla vicinanza fisica tipica del nido.

Gli effetti sulla salute e sul sistema immunitario

Secondo gli studiosi, la diversità microbica acquisita attraverso le interazioni sociali può avere un impatto positivo sullo sviluppo del sistema immunitario, ancora immaturo nei primi mesi di vita. L’asilo nido, quindi, non è solo un luogo di crescita emotiva e relazionale, ma anche un ambiente che contribuisce alla maturazione biologica dei bambini.

Lo studio suggerisce un nuovo paradigma: il microbioma infantile non è determinato solo dalla famiglia e dall’ambiente domestico, ma anche — e in modo sorprendentemente rapido — dalle relazioni con i coetanei.

 

 

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