Detrazioni figli 2026: cosa cambia per le famiglie

Nuovo tetto a 1.000 euro per le detrazioni scolastiche, sport e servizi extra. Ecco cosa si può scaricare e come ottenere il rimborso

Le novità del Modello 730/2026 portano un piccolo ma significativo sollievo ai bilanci familiari: il tetto delle spese scolastiche detraibili sale da 800 a 1.000 euro per ogni figlio. Un cambiamento che riguarda non solo le rette, ma anche mensa, gite, servizi extra e molto altro. Ecco cosa sapere per non perdere neppure un euro.

Il nuovo tetto e quali sono le spese per la detrazione

L’aumento del limite detraibile a 1.000 euro per alunno permette alle famiglie di ottenere un rimborso massimo di 190 euro (19% della spesa). La detrazione è piena fino a 120.000 euro di reddito, poi si riduce progressivamente fino ad azzerarsi oltre i 240.000 euro. Il beneficio riguarda tutte le scuole non universitarie, statali e paritarie: infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado. Per chi ha più figli, il tetto si moltiplica: due figli = 2.000 euro di spesa detraibile. La detrazione può essere caricata su un solo genitore o divisa tra entrambi, purché coerente con chi ha sostenuto la spesa.

Il nuovo tetto funziona come un “contenitore unico” che raccoglie molte voci spesso dimenticate: mensa scolastica e assistenza al pasto, pre-scuola e post-scuola, scuolabus, gite, visite culturali, viaggi d’istruzione, tasse di iscrizione e frequenza, contributi scolastici (innovazione tecnologica, edilizia, ampliamento dell’offerta formativa) e assicurazione studenti.

Restano invece esclusi: libri di testo, cancelleria, zaini, materiale scolastico. Gli abbonamenti ai mezzi pubblici seguono un limite separato (250 euro). Per gli studenti con DSA, la detrazione del 19% per strumenti compensativi e sussidi informatici non rientra nel tetto dei 1.000 euro.

Come ottenere il rimborso: documenti, tracciabilità e Quadro E

Per non perdere la detrazione, ogni pagamento deve essere tracciabile: carte, bancomat, bonifici, PagoPA, MAV. La mensa è la voce più delicata: serve una certificazione annuale del Comune o della società di ristorazione, oppure ricevute che riportino il codice fiscale dello studente. Chi riceve rimborsi tramite welfare aziendale deve ricordare che le due agevolazioni non si sommano: si può detrarre solo la parte non coperta dall’azienda. Da marzo, le attestazioni sono disponibili sui portali scolastici tramite SPID o CIE. Nel Modello 730/2026, le spese vanno inserite nel Quadro E, righi E8–E10, codice 12. È necessario conservare tutta la documentazione per cinque anni, in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate.

 
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