Babywearing è bello… se sai come farlo!

da | 11 Giu, 2021 | Lifestyle

Come scegliere il supporto adatto? E come usarlo nel modo corretto? Guida completa al babywearing 

È una pratica antichissima, che tuttavia è andata perdendosi nella nostra cultura e solo recentemente è stata riscoperta: il babywearing, ovvero il portare i bambini con la fascia, il marsupio o altri supporti ergonomici.

Ma come scegliere quello più adatto? E come imparare a usarlo nel modo corretto? Ecco allora tutto quello che c’è da sapere sul portare i bimbi con Virna Benzoni, puericultrice ed educatrice perinatale, specializzata in babywearing.

Perché portare i bambini 

Portare i bimbi in un supporto porta bebè ha una doppia valenza, di carattere emotivo e psicologico, ma anche molto pratico. Da una parte, favorisce l’attaccamento genitore/bambino e il senso di contenimento e quindi di sicurezza del neonato, ne stimola lo sviluppo corporeo e sensoriale e ha un forte potere calmante.

Dall’altra, permette a mamma e papà di essere sempre presenti per il bebè, ma anche di potersi muovere, di avere “le mani libere” per sbrigare piccole faccende, lavorare o anche solamente occuparsi di un fratellino o una sorellina.

Non a caso molti genitori si avvicinano al babywearing in occasione della nascita del secondo o terzo figlio quando, portando in fascia il neonato, hanno comunque la possibilità di giocare e dedicare le giuste attenzioni ai bambini più grandi. 

Da quando si può portare 

Se non ci sono particolari situazioni legate a parti difficili o avvenuti con taglio cesareo, si può portare sin dai primi giorni di vita. Il contenimento garantito dalla fascia, sia sul piano fisico che emotivo, rappresenta uno spazio protetto, una sorta di continuum tra la vita nella pancia della mamma e quella al di fuori.

Ed è proprio per questo che i bambini in fascia tendono a tranquillizzarsi: lì, tra le braccia di mamme (e papà), avvolti dal tessuto, ritrovano il calore e il contatto che hanno sperimentato nei mesi precedenti e del quale hanno grande bisogno.

Anche per la mamma portare sin da subito il proprio bimbo o la propria bimba può essere di grande aiuto: la vicinanza è il modo migliore per iniziare a ri-conoscersi attraverso un contatto “pelle a pelle” e per sentirsi più “efficace” nel rispondere al bisogno di vicinanza che tutti i neonati hanno.

Non a caso, la “marsupioterapia” è molto usata nelle terapie intensive neonatali per favorire l’attaccamento e stimolare lo sviluppo dei bimbi prematuri. In realtà, si può iniziare a usare la fascia sin dalla gravidanza.

Esistono, infatti, delle particolari tecniche di legatura del pancione che aiutano ad alleviare il senso di pesantezza, a sostenere la schiena e a prendere confidenza con la fascia.

E il papà?

Il babywearing non è solo cosa da mamme: tutti possono portare: nonni, zii, babysitter, educatrici all’asilo. Per i papà, soprattutto, può essere un’esperienza bellissima sia per entrare da subito in un contatto più diretto e intimo con il proprio bambino sia per vivere in prima persona l’esperienza di contatto strettissima sperimentata dalla mamma durante la gravidanza.

Un consiglio? Trattandosi di una cosa molto personale, la possibilità di portare il piccolo o la piccola di casa per figure diverse da mamma e papà è bene che sia condivisa sempre prima con i genitori.

portare in fascia

Che differenza c’è tra fascia e marsupio

Si può portare con molti supporti diversi, ognuno rispondente sia a una diversa fase di crescita sia alle esigenze specifiche della famiglia.

I due supporti principali sono la fascia lunga, nelle due versioni elastica, in maglina, per i primi mesi di vita, e tessuta rigida, utilizzabile dalla nascita e per tutto il percorso (si può portare finché si desidera, anche fino ai due anni di età e oltre) e il marsupio.

La fascia è più “coccolosa” e capace di adattarsi alle caratteristiche posturali di un neonato, il marsupio, più pratico e veloce da indossare, è però più strutturato.

L’aspetto fondamentale? Entrambi devono garantire una posizione ergonomica, ovvero devono rispettare le caratteristiche fisiche del bimbo portato. In particolare, devono sostenerlo in modo adeguato nella colonna vertebrale e garantire una divaricazione fisiologica delle gambe, affinché resti comodamente seduto nel supporto.

Non solo la fascia

Oltre alla fascia e al marsupio esistono molti altri supporti, più o meno strutturati: mei tai (una via di mezzo tra fascia e marsupio), fascia ad anelli (ideale per portare i bimbi sul fianco), onbuhimo (un marsupio senza cinturone sulla pancia, perfetto per le mamme che portano il proprio bambino mentre sono in dolce attesa).

Non solo: quello dei supporti babywearing è un vero e proprio mondo fatto di materiali, dimensioni, tessuti e colori di ogni tipo. Per questo, è bene essere informati per scegliere quello che meglio risponde alle esigenze specifiche di ogni famiglia.

Portare è bene, ma portare bene è meglio 

Se è vero che il babywearing può rappresentare un modo speciale per prendersi cura del proprio bebè, è altrettanto vero che bisogna praticarlo in sicurezza seguendo una serie di semplici “regole” che garantiscono il pieno rispetto della fisiologia sia del piccolo che del genitore.

Per questo, per esempio, alla nascita il bebè viene portato sul davanti, “cuore a cuore”, nella posizione di massima protezione dagli stimoli esterni, e poi, seguendo la sua crescita e la sua curiosità verso il mondo, sul fianco e quindi sulla schiena.

In tutti e tre i casi sappiamo che il bambino è messo bene in fascia o nel marsupio se è nella posizione naturale che assumerebbe tenuto in braccio o sulla schiena anche senza porta bebè. 

Ma… respira?

È la domanda che più si sentono rivolgere le mamme e i papà canguro: la risposta, ovviamente, è sì! Portare bene e in sicurezza significa anche imparare che la posizione giusta in fascia è quella che lascia libere le vie aeree.

Questo significa che il viso del bimbo deve essere sempre ben visibile, deve rimanere uno spazio di circa due dita sotto al suo mento e il torace deve essere sostenuto. Bisogna fare attenzione anche a non usare un abbigliamento eccessivo per non correre il rischio di surriscaldare il piccolo.

Lo stesso discorso vale anche per eventuali “cadute” dal supporto porta bebè, impossibili se si esegue la legatura nel modo corretto. 

Come imparare a usare la fascia 

Il modo migliore per imparare è farsi aiutare da una figura formata a farlo. Proprio perché per molti decenni in Occidente i bambini non sono stati portati, al contrario di quello che avviene da sempre in altre culture, come quelle africane, asiatiche o del Sud America, si è interrotta la trasmissione di saperi popolari su questa pratica di accudimento che di solito avveniva da donna a donna.

Per questo motivo, oggi esistono delle figure che hanno studiato il babywearing sia sul piano teorico che pratico e che possono aiutare i genitori nella scelta dello strumento più adatto per loro e nell’insegnamento del suo utilizzo.

Nella competenza del professionista che segue la famiglia sta anche la capacità di trovare soluzioni specifiche: nel babywearing non dovrebbero esserci regole ferree, se non quelle legate alla sicurezza, ma la possibilità di adattare le soluzioni offerte dal portare alle necessità di ogni famiglia. 

Una fascia per due 

Una cosa forse poco conosciuta è la possibilità di portare anche due bambini contemporaneamente, gemelli o di età diversa, utilizzando particolari tecniche.

Portare non è obbligatorio 

Ci sono genitori che portano il proprio bambino fino ai tre anni di vita e oltre e quelli che usano la fascia per fare la spesa o in casa, quelli che usano il marsupio solamente in montagna e quelli che non comprano neanche il passeggino.

Come ogni cosa che ha a che fare con l’accudimento dei bambini il babywearing è una delle possibilità a disposizione dei genitori (e, a ben vedere, tutti i genitori portano e lo fanno con le proprie braccia). Solamente mamma e papà sapranno cosa è meglio per loro e per il proprio bimbo o la propria bimba.

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