Il tuo è un bambino sensibile?

Il vostro bambino è un osservatore attento? Non ama le sorprese e i cambiamenti? È molto riflessivo e nota piccoli dettagli nelle cose? Vive ogni situazione con intensità? Allora è probabile che si tratti di un bambino altamente sensibile, come ci spiega Elena Lupo, psicologa e psicoterapeuta, autrice del libro “Il tesoro dei bambini sensibili” (Il leone verde Edizioni). “Le persone altamente sensibili sono il 15-20% della popolazione, in pari proporzione maschi e femmine. Si tratta di persone che reagiscono maggiormente agli stimoli a livello neurologico: è una differenza fisiologica che li porta a provare emozioni in modo più intenso, a essere più empatici, a percepire con maggior consapevolezza i dettagli delle cose. Queste differenze hanno una base genetica ereditaria, se vostro figlio è ipersensibile, è probabile che voi o il vostro partner lo siate. L’ipersensibilità si manifesta sin dalla nascita: sono quei bebè infastiditi da luce, rumori, confusione. I piccoli molto sensibili sono più facilmente sovraccaricati dagli stimoli e spesso rispondono con forti reazioni emotive – che sono meccanismi di autodifesa e protezione dalle iperstimolazioni”.

Una lente di ingrandimento sul mondo

L’alta sensibilità si combina con altre caratteristiche dei bambini e si manifesta in vario modo. Non è sempre associata con caratteristiche quali la timidezza, la fragilità o l’introversione, ma si tratta in genere di bambini molto pensierosi, facilmente distratti dagli stimoli che li circondano. Il risvolto positivo è che hanno una grandissima capacità associativa: riescono a vedere e creare collegamenti tra cose e persone, una caratteristica che emerge già quando sono piccolissimi. Un bambino altamente sensibile sottopone gli adulti a una potente lente di ingrandimento e si accorge di tensioni e conflitti tra i genitori anche quando questi non sono verbalizzati. In una situazione difficile, come un lutto o una separazione, ai genitori è richiesto uno sforzo in più per rassicurarli e aiutarli a vivere questi momenti con autenticità. Inoltre i genitori devono avere un livello maggiore di coerenza interna quando impongono delle regole: se non le sentono davvero, il bambino se ne accorgerà e non le rispetterà!”.

Amore per la natura e gli animali

“I bambini sensibili amano disegnare, costruire e, in generale, sono attratti da tutte le attività creative. Non sono bambini che restano ore davanti a uno schermo, preferiscono costruire con le mani, creare cose nella loro cameretta. Amano la natura e gli animali, per i quali provano un senso di protezione, in particolare i cavalli – e non è un caso, sono i mammiferi più sensibili! Manifestano forme di altruismo volontario che non è buonismo ma deriva direttamente dalla loro empatia: si preoccupano per il mondo, anche per cose lontane. I genitori devono fare attenzione quando li espongono alle notizie sui giornali o in televisione, perché potrebbero provocare angoscia e turbamento”.

Le caratteristiche principali

Il tratto dell’alta sensibilità è stato riconosciuto in uno studio seminale della dottoressa Elaine Aron negli anni Novanta. Da allora sono state svolte molte ricerche sull’argomento, in ambito genetico, neurologico, fisiologico e comportamentale, sia negli adulti che nei bambini. In particolare, la dottoressa Aron ha individuato le caratteristiche che contraddistinguono una persona altamente sensibile, raggruppandole in quattro principali: profondità di elaborazione, tendenza al sovraccarico, emotività ed empatia, attenzione ai segnali sottili. Sul sito della dottoressa Aron, The Highly Sensitive Person, si trovano i test ufficiali (in inglese) che si possono fare per capire se voi o i vostri figli siete altamente sensibili – ma se lo siete lo avete già intuito! Le caratteristiche più specifiche individuate da Elaine Aron sono ventisette e molto varie: dal fastidio per le etichette dei vestiti alla sensibilità agli odori, dal fare domande profonde all’empatia con il dolore altrui. “Una persona ipersensibile non può vedere un film horror, anche se sa benissimo che è tutto finto. Se c’è dolore, il sensibile soffre”.

La calibrazione

Bambini creativi, empatici, meravigliosi insomma, ma più suscettibili alle stimolazioni: qual è il modo giusto di gestire l’educazione di un bambino altamente sensibile? “La parola chiave è calibrazione. I genitori devono trovare il giusto equilibrio tra l’essere iperprotettivi – una tentazione quasi irresistibile di fronte a un bimbo che all’apparenza è più fragile – e l’iperstimolazione, la tendenza a forzarli nel superare i loro limiti. La troppa protezione finisce per soffocare e limitare il bambino, mentre la troppa stimolazione rischia di farli sentire inadeguati. La calibrazione è quel finissimo equilibrio tra protezione e stimolazione. Ogni attività nuova è una grande sfida per un ipersensibile: l’atteggiamento migliore è di portarli leggermente fuori dalla loro comfort zone, ma a piccoli passi. La “forzatura” giusta è quella delle prime esperienze: convincerli a provare una nuova attività, ma se non piace non insistere troppo. Tenendo presente, in generale, che gli ambienti competitivi non sono adatti alle persone sensibili, agli adulti come ai piccini”.

La sensibilità come valore

C’è una differenza tra bambini maschi e femmine sensibili? “In sostanza no, ma la grande diversità risiede purtroppo nelle aspettative sociali e nel tipo di educazione ancora diffuse – speriamo in via di scomparsa! In generale, si accettano caratteristiche di sensibilità nelle bambine mentre dai maschi ci si aspetta un comportamento da ‘duro’. Per questo un bimbo altamente sensibile deve essere seguito con attenzione e aiutato a gestire le possibili difficoltà con il gruppo dei pari, che rischiano di farlo sentire diverso, emarginato, a rischio di bullismo. La famiglia deve riconoscere la sua differenza come valore e rinforzarlo in questa consapevolezza: è un mondo a parte, di intelligenza e sentimento”.
Crescendo, come cambia, come evolve, il tratto dell’ipersensibilità? “Da un punto di vista meramente fisiologico il tratto della sensibilità resta, ma diventando adulti si sviluppano delle strategie di compensazione. Gli uomini, in particolare, si creano una sorta di armatura per mascherare e compensare. Non di rado mi capita in studio che padri venuti per accompagnare un bambino, si sciolgano riconoscendosi nel profilo che tratteggio, commuovendosi. Nello spiegare il comportamento del figlio fanno un salto indietro nel tempo e recuperano la sensibilità per troppo tempo inascoltata”.

www.personealtamentesensibili.it

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