Perché l’inverno non è il vero colpevole dei malanni stagionali: cosa dicono davvero pediatri e immunologi sulla relazione tra freddo e influenza
Anche se noi genitori millenials siamo cresciuti con l’avvertimento “copriti che ti ammali!” e il rimprovero “hai la febbre perchè hai preso freddo!” oggi sappiamo che esistono, purtroppo, virus e batteri che causano influenze e malanni di vario genere. Eppure il retaggio resta, e ogni inverno, con la comparsa dei primi sintomi influenzali, torna la stessa domanda: “È il freddo che fa ammalare?”
Molti genitori limitano le uscite, coprono i bambini con strati e strati di vestiti e temono che un colpo d’aria possa causare influenza o raffreddore. Secondo pediatri e specialisti, però, questa convinzione è uno dei falsi miti più duri a morire. Le evidenze scientifiche raccontano una storia diversa: non è il freddo il vero responsabile, ma una serie di fattori che riguardano soprattutto gli ambienti chiusi e la circolazione dei virus. Lo confermano le analisi dei medici della Società Italiana di Pediatria e le campagne anti–fake news della Fnomceo.
Il freddo non fa ammalare: il mito più diffuso
Secondo i pediatri, le basse temperature non rappresentano un pericolo per la salute dei bambini e non sono la causa diretta di influenza o raffreddore.
I virus respiratori circolano di più in inverno non perché fa freddo, ma perché si passa molto più tempo in ambienti chiusi, spesso affollati dove la vicinanza facilita il contagio; in secondo luogo, le stanze sono troppo riscaldate, l’aria secca che irrita le mucose e l’escursione termica dentro/fuori è spesso eccessiva.
Il vero rischio, spiegano gli esperti, è tenere i bambini troppo al chiuso, non farli uscire all’aria aperta. Con un abbigliamento adeguato, anche i più piccoli possono e devono stare fuori: è più salutare e riduce l’esposizione ai virus.
Ambienti chiusi e aria secca: i veri nemici dell’inverno
Gli specialisti sottolineano che gli ambienti chiusi e surriscaldati sono molto più problematici del freddo stesso. Temperature interne superiori ai 20 gradi, tipiche delle case invernali, creano condizioni poco fisiologiche e favoriscono la diffusione dei virus.
Inoltre, non dimentichiamo che l’aria secca irrita le vie respiratorie, che la scarsa ventilazione aumenta la concentrazione di agenti patogeni e che la vicinanza prolungata facilita il contagio tra bambini.
Per questo i pediatri raccomandano di arieggiare spesso, evitare il surriscaldamento e non temere le uscite all’aperto, che anzi aiutano il sistema immunitario.
Come proteggere davvero i bambini in inverno
Le vere strategie efficaci non hanno nulla a che vedere con cappelli, sciarpe e doppi maglioni. I medici suggeriscono invece comportamenti semplici e basati sulle evidenze:
- vestire i bambini in modo adeguato, senza esagerare;
- farli uscire regolarmente, anche con temperature basse;
- mantenere gli ambienti interni ben ventilati;
- evitare l’uso eccessivo di farmaci da banco, spesso inutili o controproducenti;
- insegnare l’igiene delle mani e le buone abitudini quotidiane.
Il freddo, insomma, non è il nemico: lo sono le false credenze che portano a comportamenti poco salutari. Con le giuste precauzioni, l’inverno può essere vissuto serenamente, senza paura del classico mito del “colpo d’aria”.




















































