Capricci in auto

Gentilissima educatrice,

sono la mamma di un bambino di tre anni, Riccardo. Riccardo è un bambino come tanti, simpatico, un po’ furbo, ogni tanto capriccioso ma nella norma. Ultimamente, però, sta facendo un capriccio un po’ insolito, che non riusciamo a capire e non sappiamo come arginare. Quando facciamo un qualsiasi tragitto in macchina, arrivati a destinazione si rifiuta di scendere, non vuole andare da nessuna parte e fa delle scene per restare in macchina. A cosa attribuire questo comportamento? Come possiamo cambiare questa situazione?

Molte grazie e tanti saluti, Silvia

Cara Silvia,

le motivazioni che spingono i bambini come Riccardo a esprimere il loro disappunto tramite i “capricci” posso essere molteplici. Spesso emergono dal semplice bisogno di attenzione, in altri casi invece nascono da un effettivo disagio e a volte sono frutto di paure che gli adulti faticano a comprendere. I bambini utilizzano la modalità del pianto incontenibile e apparentemente ingiustificato perché comprendono che nella maggior parte dei casi è vincente. Il genitore, l’adulto in genere, solitamente di fronte a questo comportamento fa trasparire la sua fragilità, perché è spinto dalla necessità di placare il pianto e il più delle volte finisce con l’assecondare la volontà del piccolo. Ovviamente, nulla di più sbagliato! Questo finisce con il creare ripetitività nel comportamento; il bambino infatti ha ottenuto ciò che voleva e l’adulto non solo non ha compreso la motivazione del capriccio, ma probabilmente ha assecondato un atteggiamento che finirà con il presentarsi nuovamente e con sempre maggior frequenza. Nel caso di Riccardo la specificità del momento in cui lui esprime il suo disappunto mi fa pensare che sia la conseguenza di una paura del piccolo legata molto probabilmente al non sapere: il bambino arrivato a destinazione non sa cosa attendersi, cosa succederà e magari a volte neanche dove si trova. Questo può anche essere legato a qualche esperienza negativa che ha vissuto dopo un tragitto in macchina. Provi a risalire alla prima volta che il capriccio è avvenuto e a pensare a cosa era accaduto alla fine del viaggio. Questo può darle una prima spiegazione del perché. Compreso il perché, rimane da fare la cosa più complicata: fermare il comportamento sbagliato. Le suggerisco di anticipare a Riccardo, nel momento in cui salite in macchina, dove state andando e perché. Durante il viaggio lo stimoli proponendogli giochi semplici che possano divertirlo, ad esempio cercare dei colori negli oggetti o nelle persone che incrociate nel tragitto oppure ripetere filastrocche o canzoncine che Riccardo conosce. Quando vi trovate vicino al punto di arrivo spieghi al piccolo che il viaggio in macchina è quasi terminato e che il gioco che avete intrapreso potrà proseguire nel viaggio di ritorno solo se lui si comporterà bene, insomma se non farà nessun capriccio prima di scendere dalla macchina. Questo catturerà la sua attenzione distogliendolo dalle sue paure e lo motiverà a superare il momento critico in breve tempo.

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