Che bel drone! Me ne comprate uno?

A quattro o sei eliche, di marca o autocostruiti, piccoli come una mano o grandi come una torta di compleanno. Non stiamo parlando di gadget, ma del futuro dell’aviazione. Il loro impatto sulle nostre vite è ancora tutto da esplorare: droni per portare soccorso ai sopravvissuti, droni per consegnare libri acquistati online o per portare la pizza a domicilio, ma anche droni da guerra o da sorveglianza. In attesa di conoscerli e capirli – e comunque prima di demonizzarli – possiamo avvicinarci ai droni assieme ai nostri piccoli, per interrogarci sulle conseguenze della diffusione di una nuova tecnologia.

E allora mettiamo un drone sotto l’albero di Natale, ma prima prepariamoci ad affrontare con i nostri figli alcune questioni.

Primo, i droni non sono giocattoli. Anche quando si parla di “droni giocattolo”, stiamo parlando di oggetti dotati di motore e di parti in movimento che potrebbero rompersi e danneggiare cose e persone. Per carità, stiamo parlando di oggettini piccoli, ciononostante è importante tenere a mente che quando un drone sbatte contro qualcosa, il rischio che le eliche si frantumino (e che finiscano in mille pezzi scagliati ovunque) è sempre presente. Secondo, i droni possono andare anche dove non dovrebbero. Ricordate che si parla di un oggetto che può essere portato dove vogliamo, con implicazioni sul fronte della privacy da non sottovalutare. Dopo aver regalato un drone, è solo questione di tempo prima che i vostri figli chiedano di attaccarci una telecamerina per girare un video da condividere sui social: tenete pronte due parole sul diritto alla privacy.

Terzo, i droni sono a tutti gli effetti degli aerei telecomandati, e in Italia il settore è regolato dall’ENAC. Sul fronte degli usi professionali incominciano a comparire i primi regolamenti e le prime limitazioni. Gli usi amatoriali sono ancora in quello spazio grigio tra il “non normato” e l’illegale. Spieghiamolo ai figli, così non cascheranno dalle nuvole quando ci rifiuteremo di far volare il drone nel bel mezzo di piazza San Pietro.

Quarto, brevetto da pilota. Al Fablab di Torino piace scoprire le nuove tecnologie attraverso il gioco. Ecco perché hanno comprato un bel po’ di droni giocattolo e hanno ricavato un campo di volo indoor per droni, con attività per adulti e bambini di avvicinamento a questo strano mondo. Pronti a volare insieme?

[Davide Gomba e Massimo Potì]

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