Cobaby working: quando si va al lavoro con il bebè

Mettere insieme figli e lavoro è impossibile? Prima di rassegnarci, affrontiamo un tema tanto ragionevole quanto rivoluzionario: si può lavorare alla conciliazione (felice) tra lavoro e genitorialità. Si può avere una vita più facile, soprattutto quando si è freelance, oppure si sta rientrando gradualmente al lavoro o ancora ci si sta reinventando professionalmente.

Sono fioriti in pochi anni, un po’ in tutta Italia, i “cobaby working”: uffici condivisi (i coworking) che oltre ad affiancare scrivanie e computer per condividere le risorse aggiungono spazi dedicati ai bambini. Così mamme e papà possono lavorare senza rinunciare ai propri figli e, tra un impegno e l’altro, trascorrere il famoso “tempo di qualità” con i piccoli. Badate bene: non stiamo parlando di salette dalle pareti colorate con cuscini e palline stile centro commerciale, ma di progetti studiati con intelligenza per sostenere la gestione quotidiana delle famiglie moderne, per supportare il rientro al lavoro dopo la maternità e per offrire una giusta prospettiva al “gender balance”.

Motivi che spingono a definire questo nuovo modo di lavorare un vero e proprio sistema di welfare alternativo a quello tradizionale, una innovazione necessaria per rispondere ai bisogni di crescita dei bambini e alla ormai imprescindibile esigenza di concicliazione con le esigenze di tempo e flessibilità della categoria, sempre più numerosa, di genitori “imprenditori di se stessi” (meglio conosciuti, per capirci, come lavoratori autonomi, freelance, partite Iva e atipici: tutto quello che un giovane si trova a essere, spesso suo malgrado).

Lombardia: al lavoro con servizi

Piano C a Milano ha il merito di essere il primo coworking italiano pensato per mamme e papà. Offre ai bambini, dalla nascita fino ai 10 anni, una sala di oltre 30 metri quadri sempre aperta in orario coworking (9 – 19) che si può prenotare anche la sera e nei fine settimana. A prendersi cura dei bimbi ci sono una puericultrice e una psicologa. Piano C è nato dall’intuizione di donne-mamme che sentivano la necessità di trovare un sano equilibrio tra famiglia e carriera. Per questo, oltre al “cobaby”, si offrono servizi salvatempo che alleggeriscono le piccole ma indispensabili commissioni quotidiane: convenzioni con la lavanderia, la sartoria, il supermarket, i bistrot o ancora l’estetista di quartiere. www.pianoc.it

Sempre a Milano, il coworking Qf, ovvero “Quoziente Famiglia”, anche in questo caso inventato da due mamme libere professioniste. Al Qf c’è Qbaby, un micronido aperto dal lunedì al venerdì pensato soprattutto – ma non solo – per i figli dei coworker dai 3 mesi ai 3 anni. A pochi passi dalle scrivanie dei genitori sono previste diverse zone a misura di bambino per giocare e fare attività ricreative, per la nanna e la lettura e anche per l’igiene. Queste zone rispondono a un vero progetto pedagogico portato avanti da uno staff di educatori che promuovono “l’autonomia e la libertà del fare di ogni bambino”. In più ci sono attività in inglese e un servizio mensa con menu di stagione. Dopo le 17.30 il Qbaby si trasforma in Qlab, un laboratorio di idee e attività, con servizi rivolti ai bambini fino ai 6 anni: babysitting, laboratori artistici, musica, teatro, corsi di lingua e attività psico-corporee. Nel weekend lo spazio cambia nuovamente veste e offre attività definite “help family”. E per non lasciare spazi vuoti, è disponibile anche per feste di compleanno e pigiama party. www.qbaby.it

Emilia: lavorare nel verde

Nel cuore verde dei Giardini Margherita, il più conosciuto e frequentato dei parchi pubblici bolognesi, c’è un’oasi per l’infanzia a dir poco mozzafiato. Kw Baby è ospitato all’interno dello spazio di coworking Kilowatt nelle serre rigenerate dei Giardini ed è aperto a bimbe e bimbi da 0 a 6 anni. Quello che lo rende unico è la sua vocazione naturale, l’attenzione all’educazione all’aria aperta e alla sostenibilità ambientale. È un’iniziativa sperimentale e innovativa, frutto di un percorso di coprogettazione con genitori, educatori e pedagogisti, in costante dialogo con le istituzioni locali e l’Università. leserre.kilowatt.bo.it/kwbaby

Toscana: accoglienza e formazione

L’accoglienza di una casa e la funzionalità di un ufficio, questo trovano i genitori nel coworking Co-Stanza di Firenze. Gestito dall’Associazione Co-Cò, lo spazio offre opportunità di scambio e condivisione con attività ludico-didattiche per bambini e percorsi di crescita professionale e personale per gli adulti: consulenza psicologica e pedagogica, sostegno alla genitorialità, supporto alla creazione di micro-progetti per la conciliazione di vita e lavoro e percorsi di orientamento sociale e professionale. Il pacchetto “coworking + baby” dà la possibilità di affittare una scrivania o un ufficio e di usufruire del servizio babysitting per bambini dai 6 mesi nell’area baby dedicata. E dopo il lavoro, perché non seguire i corsi sulla vita da genitore, come quello dedicato ai neopadri e uomini “in attesa”, quello sul massaggio neonatale, quello sul babywearing o sull’alimentazione complementare? www.spaziocostanza.it

Roma: ospitalità e servizi

A Centocelle c’è L’Alveare, coworking con spazio baby aperto a bambini e bambine dai 4 ai 36 mesi. La mattina e fino alle 16 i genitori usufruiscono di un servizio educativo coordinato da educatrici professioniste, mentre nel pomeriggio e durante i weekend lo spazio ospita attività e incontri di varia natura – teatro, inglese, manualità, psicomotricità, massaggio infantile – oltre a essere disponibile per eventi e feste di compleanno. Anche qui, come a Piano C Milano, sono attivi “servizi salvatempo” come la spesa a domicilio, i gruppi di acquisto solidale, il take away, la tintoria e la stireria. www.lalveare.it

Basilicata: l’incubatore di sogni

Tra i suggestivi Sassi di Matera c’è Casa Netural, un coworking definito “incubatore di sogni”. A disposizione di mamme e papà c’è una stanza giochi per i bambini assistiti da una babysitter. Vari e utili i servizi offerti: la fascioteca dove imparare a usare i diversi supporti ergonomici portabebè, la pannolinoteca (la prima della regione) dove toccare con mano i diversi tipi di pannolini lavabili e noleggiare un kit per testarli, prima di un eventuale acquisto. Ma il coworking per famiglie Netural Family è anche altro: è un modello replicabile in tutte le città. Le sue ideatrici – tre donne, amiche e mamme – offrono consulenze su tutto il territorio. Destinatari i privati e gli enti pubblici che vogliono trovare soluzioni innovative per rispondere ai bisogni delle nuove famiglie, considerando la genitorialità un evento sociale e momento di crescita personale e professionale. Un servizio di “mentoring” è dedicato alle neomamme, per aiutarle a capire come strutturare percorsi di miglioramento personale, come aggiornare le proprie competenze, valorizzare i talenti e trovare finanziamenti per le proprie idee. www.neturalfamily.com

Nel resto d’Italia

Spuntano come funghi, i coworking per genitori. Lab Altobello a Mestre, Officine On/Off a Parma, Spazio Mad a Palermo, Comama a Bari. Da Nord a Sud offrono servizi sempre più professionali per rispondere a esigenze specifiche. Senza contare che, a livello imprenditoriale, funzionano. Aprirne uno, dove manca, può essere una buona idea.

[Serena Carta]

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