Compiti per le vacanze: i metodi di studio migliori durante l’estate

La fine della scuola è per i bambini, di solito, sinonimo di vacanze e divertimento. La mattina ci si sveglia di buon umore, ci si sente più felici e rilassati perché le attività hanno una tabella oraria meno rigida.

Se mamma e papà vanno a lavoro, i bambini trascorrono il loro tempo nei campi estivi o in compagnia di un parente o di una babysitter.

Tra relax e divertimento, però, spuntano alcuni doveri che i ragazzi devono assolvere, anche durante le vacanze.

Agli studenti, seppure a riposo, è chiesto di dedicare un po’ del proprio tempo ai compiti per le vacanze.

Compiti per le vacanze

Oltre alle polemiche sulle affermazioni del neo ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, che sostiene l’importanza dei compiti estivi, come ogni anno ci troviamo ad assistere alle dispute sui compiti di genitori e insegnanti.

Difficile capire da che parte stia la ragione. Nel mezzo?

I sostenitori dei Compiti sì credono che le vacanze estive siano una pausa troppo lunga senza compiti per le vacanze e che questi, appunto, possano essere utili a ripassare quello che i bambini hanno appreso durante l’anno scolastico.

Lo schieramento dei Compiti no, al contrario, sostiene che i bambini abbiano diritto al meritato riposo dopo un anno di studio. Di questo abbiamo parlato qualche tempo fa con l’intervista a due genitori che ci hanno espresso le loro motivazioni favorevoli o contrarie ai compiti a casa.

Visto che a decidere di assegnare o meno i compiti per le vacanze non siamo noi genitori ma sono gli insegnanti, dobbiamo trovare il modo migliore per supportare la scelta educativa di maestri e professori.

Come studiare: i metodi di studio migliori

Ma qual è il modo giusto per supportare i propri figli alle prese con i compiti per le vacanze? Una ricerca molto recente afferma che aiutare i figli a fare i compiti li renda insicuri.

Eppure tanti bambini hanno difficoltà a trovare da soli metodi di studio efficaci.

Tra i consigli utili per la fine della scuola, vi proponiamo un decalogo di suggerimenti validi dedicati a genitori e bambini. A scriverlo è la Sipps, Società italiana di pediatria preventiva e sociale.

1. Concedere ai bambini uno stacco iniziale

Almeno i primi venti giorni dopo la fine della scuola i bambini dovrebbero concedersi una pausa dai problemi scolastici.

Questo periodo, che permette un cambiamento delle abitudini, è utile per stimolare nell’organismo la reattività ormonale e l’apparato immunitario.

2. Riavvicinarsi alla scuola con la lettura dei libri

La lettura di libri è di solito un’attività piacevole, che viene avvertita dai bambini come meno coercitiva di stare seduto al tavolo per fare i compiti e gli esercizi veri e propri.

3. Suddividere i compiti in base ai giorni

Ripartite i compiti in base ai giorni di vacanza, cercando di dedicare circa un’ora di tempo al giorno allo studio di diverse materie.

E’ sicuramente essere più efficace e meno stancante delle famose “abbuffate di compiti”.

4. Rendere i compiti meno noiosi

Cercare di rendere i compiti di matematica e di grammatica simili a giochi a quiz può essere utile e divertente.

5. Bilanciare i tempi della giornata

Scandire la giornata dando spazio alle diverse attività, tra le quali sia i giochi in casa che quelli all’aria aperta, è sicuramente più rilassante e piacevole, sia per i ragazzi che per i genitori.

6. “Si” al sostegno, “no” alla sostituzione

Il supporto di un genitore può essere utile laddove il figlio non capisca il compito che deve eseguire.

Il bambino tuttavia deve essere consapevole delle proprie capacità e responsabile dell’esecuzione dei compiti assegnati.

7. Organizzare dei gruppi di studio

L’organizzazione di gruppi di studio con compagni, amici o vicini di casa può essere un’espediente utile per studiare e socializzare insieme.

8. Il momento giusto per lo studio

Ogni bambino dovrebbe scegliere il momento in cui preferisce dedicarsi allo studio, in risposta alle proprie inclinazioni e gusti personali.

C’è chi preferisce “prima il dovere e poi il piacere”, chi invece non riesce a pensare allo studio se non dopo qualche ora di svago.

9. Dove studiare

È preferibile studiare in un luogo tranquillo e lontano da qualsiasi tipo di distrazione. Di questo avevamo parlato anche nel nostro articolo “Impariamo a fare i compiti“.

10. Usare le vacanze come soggetto delle ricerche

Nel caso vengano assegnate ricerche a soggetto libero, i genitori possono suggerire di fare una relazione su un animale, una pianta o un luogo della vacanza.

Può essere un modo di provare per il compito maggiore interesse.

Non barare!

Con il supporto delle nuove tecnologie, tra forum, chat e social network è diventato ancora più semplice per i nostri figli trovare qualcuno disposto a “passare i compiti”.

Tuttavia come genitori dovremmo forse provare a sostenere di più i nostri figli nello svolgimento dei compiti per le vacanze.

Magari non saremo sempre d’accordo sulla mole o sull’utilità di tutti gli esercizi assegnati, ma supportare gli insegnanti nel loro ruolo educativo è sicuramente la scelta più giusta. Potremo esporre il nostro dissenso al rientro a scuola, nei momenti e nelle sedi opportune.

Ma per ora pensiamo a come goderci il meritato riposo e divertimento, provando a evitare lo stress da compiti per le vacanze.

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