Crescere vegan in famiglia

C’è una leggenda di Firenze – racconta Alice – che parla di un bambino e di un leone. Era il 1300 e vicino a Palazzo Vecchio, proprio dove ora c’è via dei Leoni, erano state collocate delle gabbie con alcuni leoni vivi. Un giorno, a causa della disattenzione di un guardiano, una gabbia viene lasciata aperta e un leone riesce a uscire portando scompiglio in tutta la città. Arrivato in via della Ninna si trova davanti un bambino di pochi anni: Orlando detto Orlandino. La mamma del piccolo si mette a urlare terrorizzata e la leonessa, che forse aveva un istinto materno, prende il bambino per la collottola e lo posa delicatamente ai piedi della madre. Orlandino, il bambino fortunato, divenne così un eroe”.

Orlando è un nome di buon auspicio e Alice e il marito Neri, che a Firenze vivono da sempre, hanno voluto chiamare così il loro terzogenito, nato a settembre dello scorso anno. “La cosa divertente è che il primogenito, che ha sei anni, si chiama Leone – ride Alice -. Dei protagonisti della leggenda fiorentina manca solo il nostro mezzano, che invece si chiama Libero”.

La scelta di crescere vegan in famiglia

A ben vedere, però, anche il nome di Libero non è così estraneo alla leggenda di Orlandino: Alice e Neri, i leoni li vorrebbero liberi proprio come quello fuggito dalla gabbia. E non solo i leoni, ma anche le mucche, le galline, i pesci e tutti gli altri animali. La consapevolezza della sofferenza degli animali risale per entrambi agli inizi del loro rapporto. “Ci siamo conosciuti sul lavoro sette anni fa – racconta Alice – abbiamo iniziato a vivere insieme dopo pochi mesi e nell’estate del 2011 , durante un viaggio negli Stati Uniti, ci siamo sposati a Las Vegas. Proprio durante quella vacanza, in California, abbiamo assistito a una scena che ci ha scosso profondamente e cambiato le vite”. “Eravamo su un pontile – ricorda Neri – quando un pescatore pescò una razza e la lasciò cadere accanto a noi. Osservare da vicino gli ultimi momenti di vita di quell’animale ci ha toccato nel profondo così tanto che ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso insieme che non avremmo più mangiato un animale. Dopo qualche mese di vegetarianesimo siamo diventati vegani”.

Al ritorno gli amici e i parenti capiscono la scelta e la rispettano. “Quando siamo con i miei genitori a pranzo mangiamo tutti veg e anche loro hanno ridotto il consumo di carne nella vita di tutti i giorni” dice Alice. Coi genitori di Neri è ancora più semplice: “Erano già vegetariani da molti anni, sono poi diventati vegani – racconta Neri – Insomma, nella mia famiglia aspettavano soltanto noi!”.

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Gravidanza senza carne, svezzamento vegano

Durante la prima gravidanza Alice non mangia carne, ma è solo con la nascita di Leone che decide di diventare vegana. “In questo Neri mi ha anticipata, possiamo dire che la scelta di impostare uno svezzamento vegano è partita da lui. Eravamo però solo agli inizi di questo nuovo percorso e avevamo paura di fare degli errori. Per non sbagliare, ci siamo recati da un noto pediatra nutrizionista vegano che ci ha illuminato, facendoci capire che l’alimentazione vegana non è solo etica, ma soprattutto sana!”.

Comincia così lo svezzamento di Leone, tra pappe e brodini, con l’occhio puntato sulla bilancia per non sbagliare le quantità. “In effetti all’inizio eravamo un po’ fissati – ride Alice – e cercavamo di calibrare tutto al millimetro. Poi ci abbiamo preso la mano e a un certo punto abbiamo fatto metà pappine e metà autosvezzamento”.

Durante la seconda gravidanza Alice è vegana al 100% e quando è il momento dello svezzamento di Libero la famiglia è ormai esperta e non c’è più bisogno di rivolgersi a un nutrizionista per chiarimenti o suggerimenti. Anche durante la terza gravidanza tutto fila liscio come l’olio e ora è arrivato il momento dello svezzamento di Orlando, che non è ancora molto interessato al cibo: gli piace solo la mela grattugiata. “Ma non ne faccio un problema – racconta Alice – so già che prima o poi mangerà quello che gli proporremo. Arrivata al terzo figlio non mi preoccupo più di come bilanciare il cibo: ormai siamo rodati!”.

I tre bambini sono tutti in linea con le tabelle di crescita, pur essendo di corporatura diversa l’uno dall’altro. Leone assomiglia alla mamma, longilineo e agile: si arrampica dappertutto senza paura. Libero è la copia – in versione bionda – del babbo quando era piccolo, più massiccio e già molto forte nonostante non abbia ancora quattro anni. Orlando per ora ha due guanciotte paffute e un sorriso che lascia senza parole.

Nessun rimpianto e poche difficoltà

Alice e Neri sono contenti della loro scelta e non rimpiangono i tempi in cui mangiavano alimenti di origine animale. “Non abbiamo nostalgia del cibo a base di carne o pesce – spiega Neri -. Credo che dopo tanti anni i nostri gusti siano cambiati e molte cose che prima ci piacevano non ci fanno più gola. Inoltre abbiamo notato che questo cambiamento di dieta ha portato benefici alla nostra forma fisica: non torneremmo indietro per alcun motivo”.
Qualche difficoltà in più c’è forse per quanto riguarda la vita sociale, ma non è mai nulla di troppo complicato. “Gli amici cercano sempre di venirci incontro quando andiamo a cena fuori o ci invitano a pranzo – racconta Alice – mentre se dobbiamo mangiare fuori solo noi cinque scegliamo un locale vegano e possibilmente biologico. In generale abbiamo imparato ad arrangiarci. Se siamo con i bimbi magari siamo noi che ci informiamo prima, chiamando il ristorante per concordare il menu. Abbiamo deciso che ai compleanni facciamo un’eccezione per la torta e lasciamo che i bambini la mangino anche se non è vegana. Comunque ci capitano sempre più spesso compleanni dove chi organizza ci fa trovare cose vegane. Addirittura a un pranzo di compleanno era tutto vegano, nonostante il festeggiato e la sua famiglia non lo fossero”.

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La scuola giusta

Leone frequenta una scuola Waldorf. “L’asilo che abbiamo scelto era già nella mia mente quando Leone era piccolino – racconta Alice -. Sono poi andata a visitarlo e a incontrare la maestre e mi è così piaciuto che non ho visitato nessun altro istituto. Al mattino Leone si alza contento di andare a scuola e non vuole mai saltare un giorno: questo mi dà la conferma che abbiamo fatto la scelta giusta. La scuola ci piace perché c’è molto gioco libero, i bambini stanno tanto all’aperto anche d’inverno, le maestre stanno attente ai ritmi di ogni bambino ed è previsto un inserimento personalizzato. In un mondo che va a mille, qui si prova ad andare più piano e anche per noi genitori è bello riuscire a rallentare un po’. In più è una scuola molto attenta all’alimentazione, segue la rotazione dei cereali come prevedeva Steiner e l’uso di cibi biologici”.

Nell’asilo tutti i bambini hanno un menu vegetariano: comprende molti legumi oltre a formaggio o uova due volte alla settimana, che per Leone vengono sostituiti con altro. “Non mi ha mai detto di avere dei problemi o di sentirsi isolato per questo motivo – dice Alice -. Anzi, spesso gli altri bimbi vogliono mangiare come lui il tofu affumicato! Anche la maestra appoggia la nostra scelta e dopo averci conosciuti è diventata un’amante del lievito alimentare da usare sulla pasta al posto del parmigiano”.

Come si può spiegare la scelta di un’alimentazione vegana a bambini così piccoli? Risponde Neri: “Ai bimbi abbiamo sempre spiegato la nostra scelta in modo trasparente e semplice, dicendo che non mangiamo gli animali. Abbiamo trovato alcuni albi illustrati sul tema, che spesso leggiamo insieme e che i bambini sfogliano anche da soli. Devo dire però che non è difficile parlare di questi argomenti con un bambino, anzi! Per loro è naturale non voler mangiare un animale”.
Leone e Libero cominciano a informarsi sull’alimentazione delle altre persone e per loro è così normale essere vegani che non comprendono il motivo per cui altri hanno deciso di mangiare diversamente da loro. Per il momento non hanno mai chiesto di mangiare alimenti di origine animale e anzi sono loro stessi a chiedere sempre, quando sono fuori casa, se gli alimenti che si trovano davanti sono o meno vegani.

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Il futuro

Qualche mese fa, poco dopo la nascita di Orlando, Alice e Neri hanno voluto far riconoscere il loro matrimonio anche in Italia e il giorno del compleanno di Neri si sono sposati con una cerimonia molto intima a Palazzo Vecchio a Firenze. “Eravamo solo noi cinque – racconta Alice – più i testimoni e poi siamo andati a pranzo in un ristorante, ovviamente vegano. A distanza di tempo, ogni tanto i bambini mi chiedono ‘Ti ricordi mamma quando ci siamo sposati?’ , intendendo tutta la famiglia!”.

Alcuni ci criticano dicendoci che imponiamo la nostra filosofia di alimentazione ai bambini – ammette Neri -. Ma cerchiamo sempre di rispondere con un sorriso: ponendosi nel modo giusto con gli altri si evitano inutili critiche. Quello che vorremmo dare ai nostri figli è un’impronta e un percorso che in futuro possano decidere di seguire”.
“Intanto in questa fase di crescita – aggiunge Alice – l’alimentazione vegana fa bene al loro corpo: nonostante quello che possono pensare i detrattori di questa scelta alimentare, Leone, Libero e Orlando sono bambini vivaci e con energie infinite!”.

A noi – conclude Neri – interessa trasmettere loro il principio del rispetto verso tutti gli esseri viventi e sono sicuro che in qualche modo questo resterà anche quando saranno grandi”.

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