Che cosa sono le crisi di rabbia, come si manifestano, come riconoscerle e prevenirle
Le crisi di rabbia dei nostri bambini e bambine iniziano a manifestarsi in genere intorno ai 18 mesi, e spesso si tratta nello specifico di crisi di stress. Come genitori, oltre a riconoscerle, è importante aiutare i piccoli ad attraversarle, osservare in modo più profondo quello che accade in questi frangenti, cercando di capire il messaggio che vi si nasconde dietro.
Opposizione e autonomia
Le crisi emotive intorno ai 18 mesi si fanno più intense e sono spesso collegate all’acquisizione progressiva di autonomia e indipendenza. Bambine e bambine cominciano a sentirsi più padroni di sé e iniziano a esprimere maggiormente la loro individualità. Attraverso il NO esprimono la propria volontà, la propria individualità, il proprio desiderio di avere potere sulla loro vita. Ma non solo: i piccoli si sentono ripetere da noi adulti la parola NO molto spesso – secondo le statistiche circa 200 volte al giorno. Non c’è dunque da stupirsi se iniziano anche loro a utilizzarla di frequente.
Nei primi anni di vita, il modo in cui bambini e bambine affermano la propria identità passa inevitabilmente attraverso l’opposizione. Per distinguersi dagli adulti e comprendere chi sono, sentono il bisogno di contrapporsi: è una fase naturale di crescita, in cui emergono autonomia e indipendenza. Inoltre, questa ricerca di sé si accompagna anche al desiderio di soddisfare i propri bisogni. Quando tali bisogni non vengono accolti o compresi dagli adulti, i bambini reagiscono spesso con comportamenti oppositivi, manifestando rabbia e frustrazione.
Inoltre, può accadere che le nostre richieste siano eccessive e che pretendiamo da loro comportamenti non adeguati all’età. Ad esempio, pensiamo che un bimbo di due o tre anni debba condividere facilmente i suoi giochi, o che un piccolo di diciotto mesi debba stare a tavola composto e mangiare correttamente con le posate. Va anche ricordato un altro punto fondamentale: i bambini (e non solo loro) trovano rassicurazione nella regolarità e nella ripetizione quotidiana. L’imprevisto, infatti, mette a disagio persone di ogni età. Quando si presentano eventi nuovi o la situazione appare instabile, i più piccoli possono sentirsi sopraffatti e reagire con crisi di rabbia che esprimono la loro confusione.
Crisi di rabbia e body budget
Il body budget – bilancio corporeo – è il nostro serbatoio affettivo. Noi tutti abbiamo una quota di energia, non infinita purtroppo, che possiamo utilizzare per far fronte alle esigenze della quotidianità. Quando il nostro body budget si esaurisce siamo in difficoltà nell’affrontare le sfide del giorno. Ai bambini e alle bambine accade la stessa cosa, anche se le loro sfide sono differenti.
Il dispendio energetico al quale devono far fronte per imparare è alto. E poi si muovono molto e il movimento chiede energia.
Il loro bilancio energetico tende a prosciugarsi soprattutto nelle ore del tardo pomeriggio o verso sera, proprio come accade agli adulti. Questa condizione ha un peso rilevante: quando i piccoli dispongono ancora di energia, si mostrano più collaborativi, sereni, adattabili, ben disposti verso le relazioni, pronti ad apprendere e aperti al dialogo con noi. Al contrario, quando le loro risorse si esauriscono e il serbatoio è vuoto, possono manifestare comportamenti di opposizione, rigidità e talvolta aggressività.
Spesso, quindi, quelli che noi chiamiamo “capricci” sono in realtà crisi di stress causate dall’esaurimento del body budget.
Il concetto di bilancio corporeo aiuta molto a capire quando i comportamenti si disorganizzano: i bambini non lo fanno apposta, non ce l’hanno con noi, non ci vogliono far arrabbiare, non ci sfidano, non ci provocano, non sono oppositivi. Sono semplicemente molto stanchi.
I segnali da cogliere
Esistono diversi segnali che ci aiutano a capire quando il bilancio corporeo di un bambino è esaurito. Fra questi si possono notare atteggiamenti oppositivi, una forte insistenza, parlare senza sosta, irritabilità, ipermotricità, rigidità muscolare, tendenza ad interiorizzare le emozioni, scatti di aggressività, ma anche movimenti impacciati e difficoltà momentanee nella coordinazione motoria. Prestando attenzione a queste manifestazioni, possiamo riconoscere i momenti in cui stanno terminando le energie e sono più vulnerabili a crisi di rabbia o stress. In pratica, quando i comportamenti dei piccoli segnalano un serbatoio affettivo vuoto, possiamo intervenire per prevenire ed evitare che lo stress venga aggravato da fattori esterni come eccessivo rumore o stimoli sensoriali intensi.
Lo stress può essere anche causato dalle sfide ambientali, emotive e relazionali che bambini e bambine devono superare ogni giorno. Così come da fatiche legate alla carenza di sonno, scarso movimento, eccesso di tempo sugli schermi.
Prevenire vuol dire elaborare un percorso educativo che tenga conto di quanto abbiamo rilevato attraverso l’osservazione. È fondamentale anche soffermarci sul nostro stato personale. Se noi adulti ci troviamo a corto di energie, sarà difficile sostenere i momenti di rabbia dei bambini, perché non disponiamo della forza necessaria per accompagnarli e aiutarli. Prendersi cura di sé è essenziale: concediamoci tempo e spazio per recuperare, così da poter offrire ai nostri figli e figlie il migliore approccio educativo possibile.
Strategie utili
Quando osserviamo un comportamento chiediamoci qual è il bisogno di nostro figlio o di nostra figlia in quel momento. Cosa sta cercando di comunicare?
A volte i bambini disregolano, per esempio, in orari particolari, in ambienti rumorosi o dove sono presenti molte persone. Per prevenire le crisi di rabbia, è utile sapere come riempire il loro serbatoio affettivo, dopo aver soddisfatto i bisogni primari come mangiare, bere e dormire.
Come riempire il body budget?
Per esempio, attraverso il direzionare le scelte e porre domande che propongano al massimo due alternative. Diamo per scontato che una certa cosa si faccia, ma lasciamo la scelta su come farla, in modo che il bambino senta di avere un potere decisionale. “Giovanni adesso usciamo. Vuoi mettere prima la sciarpa o il cappello?”.
Anche evitare i ricatti è importante. Spesso diciamo: “Se mangi tutto allora ti dò il dolce”. Proviamo con: “Quando hai finito la cena possiamo mangiare il dolce”. Può anche essere utile affidare al bambino dei compiti, responsabilizzarlo. E poi creare delle routine prevedibili con tempi distesi, favorire il movimento, ove possibile all’aria aperta e a contatto con la natura, agire sulla respirazione consapevole, dare spazio all’espressione artistico-creativa, cantare e ascoltare la musica, ridere insieme, leggere un albo illustrato, farsi le coccole sul divano.
Pur non essendo possibile riconoscere e prevenire ogni crisi di rabbia, possiamo imparare a osservarle con uno sguardo differente, evitare di chiamarle capricci e comprendere che sono un modo per comunicare la loro condizione interiore.
Infine, quando anche noi disregoliamo, alziamo la voce, sgridiamo, è importante riparare la relazione con il bambino, la bambina, e riconoscere di aver esagerato, recuperando la sintonia del rapporto. Mostriamo loro che le relazioni si possono “aggiustare” aumentando il senso di affidabilità e di tenuta del legame affettivo.




































