Dislessia: un aiuto per leggere

La dislessia è un disturbo che influisce sulla capacità di leggere e scrivere in modo corretto e fluente. Un bambino dislessico fatica a svolgere queste due attività che per molte persone risultano semplici e automatiche e per questo le sue difficoltà spesso non sono comprese.

La dislessia non è un deficit di intelligenza né un problema psicologico o ambientale. Si calcola che in Italia riguardi un milione e mezzo di persone.

Chi è dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando moltissime energie. Leggere non è per lui un’attività spontanea e automatica: ci sono però dei trucchi che la rendono più semplice.

Le linee guida per creare testi dislessia friendly

Il supporto tecnologico è utilissimo. Computer, tablet, stampante e calcolatrice sono, in generale, strumenti di lavoro che facilitano a tutti l’apprendimento e che lo diventano ancora di più in caso di dislessia.

La British Dyslexia Association (BDA) suggerisce piccoli trucchi per produrre eccellenti materiali stampati dislessia friendly. Che sia per la ricerca scolastica o la stampa di un poster da appendere a scuola, per la stesura del tema da leggere in classe o la tesina di fine corso, ecco i consigli per produrre testi chiari, semplici e di facile accessibilità.

Un valore in più per tutti, perché saper comunicare con chiarezza, come diceva Tullio De Mauro (il grande linguista italiano) è un gesto di educazione e di rispetto.

Scegliere il font giusto

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Meglio sempre scegliere font arrotondati che abbiano una buona spaziatura tra le lettere e siano “facili all’occhio”. I più semplici e facilmente reperibili sono l’Arial o il Comic Sans, oppure il Verdana, l’Helvetica, il Tahoma e il Trebuchet.

Meglio evitare font che presentano lettere dalle forme particolari. La dimensione minima per una buona leggibilità sta tra i 12 e i 14 punti.

Quando possibile, preferite la scrittura in lettere minuscole. Scrivere tutto il testo in maiuscolo lo rende meno leggibile e trasmette un senso di enfasi eccessiva.

La carta è importante

Per migliorare la leggibilità, evitare sempre di stampare un testo chiaro su uno sfondo scuro.

La carta colorata, tuttavia, è meglio della carta bianca. Una buona alternativa è la carta color bianco crema. Meglio carta opaca che carta lucida.

Anche il “peso” influisce sulla lettura perché la trasparenza del foglio rende più complicato distinguere i segni. Il peso giusto è quello di 80 o 90 grammi.

Lo stile del testo

In termini di impatto visivo, la presentazione del testo può fare la differenza. Cercate di comporre frasi la cui lunghezza stia fra 60 o 70 caratteri. Frasi più lunghe o più corte risultano difficili da leggere.

Usate una interlinea maggiore tra paragrafi per “rompere” il testo. Mantenete paragrafi corti. Impostate margini ampi per il foglio.

Sottolineare o riquadrare le frasi importanti aumenta l’efficacia della lettura. Il grassetto (Bold) è simile alla sottolineatura e dà importanza alla parola, mentre il corsivo (Italic) facilita la lettura di più parole consecutive.

Meglio allineare il testo a sinistra e suddividerlo in elenchi numerati o puntati, piuttosto che stampare paragrafi lunghi e compatti.

Infine, è fondamentale la spaziatura. L’interlinea raccomandata è di 1,5 righe o di 2 righe (doppia).

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Una scrittura comprensibile

Al di là della presentazione visiva, il modo in cui un testo è scritto ha impatto sul lettore. Frasi lunghe e complicate sono difficili da scorrere e comprendere. Meglio frasi brevi e semplici che contengano tra le quindici e le venti parole.

Anche il punto in cui comincia la frase è importante: meglio a sinistra piuttosto che a destra, come succede quando si comincia un periodo alla fine di un’altra frase. Una disposizione coerente e lineare rende il testo più semplice e comprensibile.

 

Articolo realizzato in collaborazione con Epson

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