Educazione… cosmica! Spiegare l’astronomia ai bambini

da | 7 Giu, 2021 | Lifestyle, Viaggi

Perché spiegare l’astronomia ai bambini, e dove andare a vedere le stelle negli Osservatori e Planetari più belli d’Italia

Cosa sono le stelle? Quanto è lontano il sole? Se la Terra è rotonda, quelli “in basso” stanno a testa in giù? Verso i 4 anni ecco arrivare le prime domande dei bambini: affascinati dalla luna mai uguale a sé stessa e dagli altri misteri del cielo, mettono alla prova le nostre competenze astronomiche e ci spingono a riportare lo sguardo verso l’altro.

Ma come rispondere ai loro mille perché? Lo abbiamo chiesto a Stefania Varano, coordinatrice delle attività dell’Istituto Nazionale di Astrofisica per equità, inclusione e diversità.

L’astronomia è importante

Perché è importante parlare di astronomia ai bambini sin da piccoli? “Perché è un argomento che stimola la loro curiosità e che può innescare quella voglia sincera di conoscere, chiedere e capire, una voglia che spesso con l’età viene offuscata dalla paura di non essere all’altezza o di non soddisfare le aspettative proprie e degli adulti.

E poi perché l’astronomia è un agglomerato di competenze e conoscenze che può fornire un terreno super-fertile per l’applicazione di conoscenze più astratte, di cui magari difficilmente si riconosce l’utilità e che possono essere viste in un’ottica più ampia e affascinante.”

Come rispondere in modo adeguato ai tanti perché dei bambini?

“Bisogna sempre cercare di agganciarsi alla loro esperienza del mondo per dare un senso vero alla spiegazione che si dà. Per esempio, mio figlio a 3 anni mi ha chiesto perché la luna in cielo a volte è rotonda e a volte no.

Io gli ho detto che certe notti si nasconde nell’ombra della Terra perché si vergogna un po’: un modo corretto, anche se fantasioso, di introdurre le fasi lunari, senza perdere la magia che caratterizza quell’età”.

Imparare insieme

Spesso le domande dei bambini, soprattutto su temi scientifici, colgono noi genitori impreparati. Che fare? 

Non bisogna mai aver paura di dire “non lo so” e soprattutto “scopriamolo insieme!”. Sono convinta che i bambini trovino più piacere nel nostro interesse a cercare le risposte con loro che non a fornirle in modo asettico, soprattutto se non le abbiamo.

Anche perché si corre il grande rischio di fornire una risposta sbagliata, che per loro sarà vera, varrà moltissimo e sarà difficile da scardinare, perché è legata al ruolo infallibile di mamma e papà.

Credo che sia meglio che la fiducia dei nostri figli sia basata sul nostro coraggio di metterci in gioco e indagare, piuttosto che non sulla nostra perfezione o infallibilità.

E poi, il bello della conoscenza scientifica è la ricerca e la scoperta di quello che non si conosce: sarebbe un peccato togliere ai bambini questo gusto, presentando questa conoscenza come statica e immutabile.

Libri, giochi, app, video, gite: quali strumenti sono utili per accompagnare i bambini alla scoperta dell’astronomia?

Ce ne sono moltissimi. Personalmente prediligo gli strumenti che mostrano la natura “sempre in divenire” di questo ambito di conoscenza e ne sottolineano i metodi più che le nozioni, per esempio i giochi e le narrazioni che fanno proprio il senso della ricerca e del piacere di farsi nuove domande a partire dalle vecchie risposte, di sbagliare, aggiustare il tiro e riprovare.

In questo senso, le visite ai luoghi in cui quella ricerca si fa davvero sono sempre un ottimo modo per far “toccare con mano” ai bambini il fatto che la ricerca è fatta da uomini e donne “normali”, che un giorno potrebbero essere anche loro.

Scuola e STEM: insegnare l’astronomia

L’astronomia a scuola: a che punto siamo in Italia? “L’astronomia non è una disciplina curricolare a nessun livello di insegnamento in Italia. O almeno, lo è solo per alcuni temi che, nelle scuole fino alla primaria, sono conoscenze vecchie di secoli che si spingono al massimo fino ai confini del sistema solare.

Secondo me, il modo migliore per introdurre l’astronomia a scuola è invece quello di presentare i temi su cui si sta facendo ricerca proprio adesso, su cui si stanno facendo ipotesi, prove ed errori, introducendo il metodo scientifico più che le conoscenze, perché credo che quella sia la competenza migliore che i bambini possono trarre da questa disciplina.

Quello che facciamo noi all’Istituto Nazionale di Astrofisica è presentarne le meccaniche attraverso la didattica ludica e, nelle scuole dalle medie in su, offrire i casi studio astronomici come applicazioni pratiche (e utili, e anche affascinanti) di conoscenze curricolari come matematica e scienze.”

Ci sono esempi di scuole “virtuose” in Italia che hanno avviato progetti innovativi per l’insegnamento dell’astronomia ai quali anche le altre scuole potrebbe ispirarsi?

“Ci sono esempi di insegnanti curiosi e coraggiosi che provano a inserire l’astronomia nei propri insegnamenti, anche se questa non è specificamente nominata nei libri di testo e nelle indicazioni nazionali, e che tentano di innovare e di sganciarsi dall’esigenza di “completare il programma”, andando piuttosto a caccia di stimoli nuovi e di attività alternative e parallele che possono ispirare e supportare lo sviluppo delle competenze trasversali dei loro studenti, anche attraverso l’astronomia.”

Oggi si parla tanto di materie Stem: cosa hanno a che fare con l’astronomia e che possibilità rappresentano per i bambini?

L’acronimo STEM sta per Science, Technology, Engineering and Mathematics. Indica tutte le competenze e le conoscenze legate alla scienza che gli studenti incontrano, o dovrebbero incontrare, nel loro percorso di studi.

Sono legate all’astronomia perché l’astronomia le incorpora quasi tutte e può essere usata come banco di applicazione e di prova di quel tipo di conoscenze e competenze.

Con il grande vantaggio di essere affascinante e di generare un’innata curiosità in tutti: quindi l’astronomia può essere uno strumento trasversale molto efficace per avvicinarsi alle STEM e ai metodi della ricerca scientifica.

osservatori astronomici

 

E uscimmo a riveder le stelle…

La bella stagione, i cieli tersi e la ritrovata possibilità di fare piccoli viaggetti anche fuori regione offrono l’occasione perfetta per tornare a scrutare il cielo e le sue meraviglie: ecco una selezione di planetari e osservatori astronomici dove poterlo fare  finalmente dal vivo. 

Civico planetario “Ulrico Hoepli”, Milano

È il più grande planetario italiano, ospitato all’interno di un imponente palazzo degli anni Trenta, nei giardini di Porta Venezia, in pieno centro città. Al suo interno c’è una sala di proiezione di quasi 20 metri di diametro, che può ospitare fino a 375 persone.

Qui viene organizzato un fitto calendario di iniziative dedicato agli appassionati di astronomia di ogni età, con uno specifico programma per i ragazzi e per le scuole. In particolare, i piccoli possono partecipare al Club dei giovani astronomi, scoprendo i segreti dei pianeti e delle galassie.

Dopo mesi di attività online, le visite sono tornate in presenza e sono programmate su base mensile (è necessaria la prenotazione). Informazioni: www.lofficina.eu

Osservatorio Astronomico, Lignan – Valle d’Aosta

Se si vogliono guardare le stelle un po’ più “da vicino”, bisogna farli dall’osservatorio astronomico più alto d’Italia, quello di Lignan, frazione montana della Valle d’Aosta, a oltre 1.600 metri di altitudine. In questo contesto naturale bellissimo, si può scoprire l’attività del cosmo tramite un viaggio virtuale dal titolo “sulle ali di Pegaso”, ma anche a osservare le stelle in una delle dodici piazzole di osservazione attrezzate per scrutare il cielo.

Ricco il calendario di appuntamenti per l’estate (compatibilmente con l’evoluzione della situazione sanitaria): dopo il solstizio d’estate, sono in programma spettacoli al Planetario, il 7° Asteroid Day, martedì 30 giugno, e la 18° edizione della Scuola estiva di astronomia, da lunedì 12 a venerdì 16 luglio, dedicata all’astrobiologia. In agosto non mancheranno le visite guidate notturne, le serate delle stelle cadenti, da martedì 10 a venerdì 13 agosto, e il gran finale della stagione estiva con il ritorno dello Star Party a Saint-Barthélemy, da venerdì 3 a domenica 5 settembre.

lignan

Planetario di Torino

Il Planetario di Torino si trova all’interno del Museo interattivo dell’Astronomia e dello Spazio Infini.To. Organizzato su quattro piani, il museo permette di sperimentare in prima persona le leggi che governano l’universo, scoprendone i segreti in maniera divertente e interattiva. Per poterlo fare anche da casa, il Planetario ha intensificato negli ultimi mesi la sua attività digitale, proponendo un ricco calendario di video, laboratori e attività su uno specifico canale dedicato ai più piccoli.

Esperti animatori scientifici si collegano periodicamente in video in diretta per raccontare gli aspetti più interessanti dello spazio e delle costellazioni e suggerire simpatici lavoretti da preparare a casa. Dal mese scorso sono riprese anche le attività in presenza: il calendario completo e le attività per le diverse fasce di età si trovano sul sito.

Astrovillaggio dell’Alto Adige

Il planetario di Collepietra, in provincia di Bolzano, si trova all’interno del primo astrovillaggio d’Europa. Uno spazio totalmente dedicato gli amanti dello spazio e dell’astronomia, con un percorso di dieci chilometri, il “Sentiero dei Pianeti”, che accompagna gli escursionisti alla scoperta del sistema solare, riprodotto in scala.

Qui anche gli alberghi hanno convenzioni per settimane e soggiorni a tema, e nelle notti limpide basta alzare il naso all’insù per osservare il cielo pieno di stelle.

Planetario di Città della Scienza, Napoli

Il bellissimo parco giochi scientifico Città della Scienza di Napoli, nato per promuovere e divulgare la conoscenza, ha anche un planetario 3D, probabilmente il più avanzato tecnologicamente d’Italia.

Qui vengono organizzati suggestivi spettacoli e show che portano il pubblico in viaggio nell’universo, riproducendo fedelmente la volta celeste e dando la sensazione di volare nello spazio, anche grazie all’utilizzo di un’acustica innovativa e avvolgente. 

Planetario de La Torre del Sole, Bergamo

A Brembate di Sopra, a pochi chilometri da Bergamo, La Torre del Sole è un parco astronomico completo. Al suo interno, sulla sommità della torre principale, c’è un gigantesco telescopio per l’osservazione dei corpi celesti e un planetario con una cupola di proiezione di otto metri di diametro e cinquanta posti a sedere.

Da metà giugno a settembre organizza campi estivi astronomici per bambini dai 6 agli 11 anni mentre sono già riprese tutte le attività di osservazione e divulgazione con un ricco calendario mensile concentrato nei fine settimana. 

osservatori astronomici

 

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