Family act: assegno ai figli e nuovi benefit per famiglie

Approvato dal Consiglio dei ministri, il Family act prevede un assegno universale, contributi per nidi e asili, paternità più lunga e indennità per le mamme lavoratrici. Congedi anche per i colloqui con gli insegnanti

Il Family act è un insieme di misure pensate per sostenere la genitorialità, contrastare la denatalità, favorire la crescita dei bambini e la conciliazione tra vita quotidiana e lavoro,. Contiene vantaggi per le madri lavoratrici e altre novità interessanti. Inoltre semplifica e unisce strumenti già esistenti, per cui non sarà necessario rincorrere bonus che esistono un anno sì e un anno no.

È un disegno di legge delega: dovrà essere approvato dal Parlamento, dopodiché il Governo dovrà scrivere i Decreti attuativi: solo in quel momento diventerà effettivo. Se, come sembra, si procederà includendo l’assegno universale per ogni figlio, il provvedimento va approvato entro il 30 novembre 2020. 

Protagoniste del Family act sono le ministre Elena Bonetti (famiglia) e Nunzia Catalfo (lavoro). In attesa dei decreti attuativi (entrerà in vigore tra alcuni mesi), ecco in sintesi gli aspetti del nuovo disegno di legge.

Assegno universale

Dal settimo mese di gravidanza si percepirà un assegno mensile, fino al compimento del diciottesimo anno di età di ciascun figlio. Per i figli disabili non sussistono limiti di età.  L’assegno sarà erogato in denaro o come credito d’imposta, da utilizzare in compensazione. Per ogni figlio successivo, l’assegno subirà una maggiorazione del 20 cento.

La somma dell’assegno non è ancora definita, ma circolano ipotesi: 240 euro per ogni figlio fino a 18 anni, tranne che per i figli disabili.

Congedi parentali

Ogni genitore ha diritto due mesi di congedo parentale per ciascun figlio. Madri e padri non potranno “cedersi l’un l’altro” il congedo. 10 giorni di congedo sono obbligatori per i padri alla nei primi mesi di nascita del figlio, indipendentemente dallo stato civile del genitore lavoratore (vale quindi anche per le coppie di fatto).

Ai congedi si aggiunge un permesso retribuito, di almeno 5 ore nell’arco di un anno scolastico, per seguire i colloqui con gli insegnanti dei figli

Sono introdotte nuove modalità flessibili nella gestione di congedi, compatibilmente con le esigenze del datore di lavoro.

Incentivi al lavoro femminile

Le madri lavoratrici riceveranno dall’Inps una indennità integrativa del 30% della retribuzione per il periodo in cui rientrano al lavoro dopo il congedo obbligatorio. Le spese per servidi di baby sitting diventano deducibi in base all’Isee.

Ci sono incentivi per i datori di lavoro che stabiliscono modalità di lavoro flessibili e i genitori con figli di età inferiore ai 14 anni può essere riconosciuto il lavoro agile. 

Le donne lavoratrici godranno di una modulazione graduale della retribuzione nei giorni di astensione in caso di malattia dei figli.

Infine, una quota del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, è destinata a sostenere l’avvio di start up femminili, con un accompagnamento per i primi due anni.

Autonomia e protagonismo giovanile

Per i genitori di figli maggiorenni che frequentano l’università, ci sono detrazioni per l’acquisto dei libri universitari e per il contratto di affitto di abitazioni necessarie alla frequenza scolastica.

Un sostegno alle giovani coppie (minori di 35 anni) arriva attraverso agevolazioni fiscali per l’affitto della prima casa.

Infanzia

Nell’ambito del riordino delle misure di sostegno per i figli a carico, si prevede un contributo per il pagamento delle rette di asili nido e scuole materne, fino al 100%, nonché l’assegno di natalità, cioè l’ex bonus bebè.

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