Il parto in casa: il punto di vista dell’ostetrica

Quali sono i vantaggi del parto in casa? Ce lo hanno spiegato le ostetriche del servizio di assistenza a domicilio del Sant’Anna di Torino, che annualmente seguono circa 60 donne in gravidanza.

Intimità senza interferenza

“Il parto è un evento intimo che ha bisogno di un luogo che permetta di esprimere la propria istintività”, ci spiega Giovanna, una delle due ostetriche che assiste a domicilio. “La nascita coinvolge tutti i sensi e rimanere in uno spazio protetto e conosciuto evita interferenze esterne che inibiscono la donna e influiscono sia sull’andamento del travaglio che del parto”.

Rispettare i tempi

In casa si lascia che il percorso proceda nel modo più naturale possibile, non si praticano manovre o stimolazioni, e si rispettano i tempi e le pause di quel parto. “Anche la nostra presenza, continua l’ostetrica, è parziale. Mi piace dire che siamo strumenti per dare alla mamma e al bimbo modo di esprimere la loro forza”.

In casa più sicurezza e forza

Durante il travaglio e il parto la donna è forza attiva, è energia, è vita. L’ospedalizzazione minaccia la fiducia e il protagonismo della donna, che in casa ritrova consapevolezza del suo potere. Avere confidenza con gli spazi dà molta sicurezza e la continuità della nostra assistenza mette la donna nelle condizioni di sentirsi libera, più sciolta”.

Una nascita meno traumatica

E per i bimbi? “I neonati vivono la nascita secondo i loro tempi: loro sanno esattamente cosa fare, come e quando. Il nostro monitoraggio è costante ma mai invasivo. Accogliere il bimbo nel suo ambiente, con la sua famiglia, rende la nascita meno traumatica”.

La paura

E che dire dei rischi che ancora terrorizzano le italiane? “Chi teme il parto in casa non ha fiducia nella natura. La calma e la tranquillità che la donna e il bambino vivono rendono il processo molto più facile, perché spesso i problemi che si affrontano nelle sale operatorie derivano da azioni indotte, che in casa non pratichiamo. Nella nascita naturale anche la sofferenza viene fuori in modo diverso e la difficoltà si manifesta in modo graduale, non in emergenza, e ci lascia tutto il tempo di trasferirci (i trasferimenti sono il 9% dei casi assistiti a domicilio). Poi, è chiaro, noi stiamo parlando di donne sane e in caso di dubbio ci spostiamo in struttura”.

Consapevolezza

Un augurio alle mamme? “Io mi auguro che si possa passare da una medicina di tipo paternalistica e assistenziale a una più consapevole, in cui le famiglie sono libere di scegliere e in cui le loro scelte siano rispettate”.

L’esperienza

Pina, ostetrica in ospedale e mamma, ha partorito la piccola Anna in casa.

Perché? “Ho sempre sostenuto che, in caso di normalità, il posto più sicuro fosse proprio la casa, soprattutto per la salute del bambino. Non ci sono interferenze esterne e si ha un maggiore controllo, lontano da un sistema che quasi pretende la paternità del bambino fino alle dimissioni e si sente libero di poter intervenire spesso senza il consenso dei genitori. Per me partorire in casa è stato un ritrovare fiducia nelle mie capacità di donna: mi sono sentita pronta ad essere mamma. E ho sentito la forza della coppia; è stata un sostegno incredibile la presenza del mio compagno, più importante di quella delle ostetriche che mi assistevano”.

A livello professionale è cambiato qualcosa? “La presenza del partner in ospedale spesso è messa in secondo piano, ma dopo la mia esperienza cercherò di allontanare i papà il meno possibile dalla compagna”.

Alcune mamme hanno paura di essere abbandonate dopo il parto in casa.. “L’assistenza dopo la nascita è costante è personalizzata. Ti senti protagonista al centro delle attenzioni delle assistenti. Non è necessario il confronto con altre neo mamme immediatamente dopo il parto, si resta concentrate sul proprio mondo, e se proprio se ne sente l’esigenza ci sono tutti gli spazi per farlo fuori”. Cosa ti senti di dire alle donne in attesa? “Il luogo della nascita deve essere quello in cui ci si sente più sicure, senza paura di giudizio. Anche il parto in casa adesso è valorizzabile perché è una scelta e non l’unica possibilità. Dico però di non dare nulla per scontato, di non prendere questa decisione con leggerezza, di non scegliere una struttura perché più comoda o vicina. Bisogna essere consapevoli e scegliere con coscienza. La nascita è un momento intenso, per tutta la famiglia, soprattutto per il neonato da accogliere”.

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