La gita scolastica si fa responsabile

La gita scolastica dovrebbe essere un viaggio d’istruzione. E può -anzi dovrebbe- essere fatta nel rispetto dell’ambiente, delle persone e della cultura del luogo. Ecco perché oggi esiste il turismo scolastico responsabile.

Per noi ex fanciulli ormai adulti, la gita scolastica è un ricordo lontano. Sono giorni di poco sonno e occhiali da sole H24, anche a Praga in inverno. Sono amori sbocciati, litigi per l’assegnazione delle stanze, una colonna sonora cantata fino alla nausea in treno, sul pullman o nella hall di un albergo strappieno. Poi, di sottofondo, la scenografia di una bella città d’arte o di una grande capitale europea. Ma la gita scolastica deve essere anche un momento di incontro, all’essenza. Ecco la proposta del turismo responsabile per le scuole.

Turismo responsabile, cosa si intende

Il turismo responsabile è, secondo la carta di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), il turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile del proprio territorio. Opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori. “In pratica -sintetizza Enrico Marletto, direttore di Viaggi Solidali S.c.s. onlus, Tour Operator di Turismo Responsabile di Torino- è un turismo che non ruota intorno ad un unico interesse (quello del turista), ma a due: quello del turista e quello della comunità ospitante che vive nei luoghi dove il turista è solo di passaggio”.

Perchè il turismo responsabile in gita scolastica

Il turismo responsabile è un turismo di incontro dove si mescolano quotidianamente le visite ai luoghi e gli incontri con le persone. “Quasi 15 anni fa – continua Marletto- ci siamo detti che un viaggio di turismo responsabile poteva diventare anche un’importante esperienza formativa come dovrebbero essere i viaggi di istruzione. Nel tempo, abbiamo dato vita ad un catalogo di viaggi dedicati alle scuole secondarie di primo e secondo grado che spazia dagli itinerari tematici della legalità in Sicilia, ai soggiorni sull’isola di Lampedusa per riflettere sulle migrazioni nel Mediterraneo, sino alla visita delle grandi città cosmopolite italiane ed europee, per scoprirle attraverso lo sguardo degli abitanti e non da semplici turisti”. Viaggi per crescere, per allenarsi a guardare con occhi curiosi e consapevoli il mondo che ci circonda. Senza, ovviamente, rinunciare alla parte ludica e di socialità sbarazzina.

La gita scolastica responsabile per ogni età

Per arrivare all’essenza dei posti, non è necessario avere a disposizione molto tempo e neanche essere particolarmente preparati o grandi. È una modalità di approccio; un punto di vista: è stile. Per questo si può pensare in modo responsabile anche la gita di mezza mattinata nel quartiere intorno alla scuola, o il centro della propria città, fin da piccoli. “Abbiamo proposte diverse per le varie fasce di età”, spiegano da Viaggi Solidali. “Le uscite didattiche Migrantour (tour interculturali accompagnati da migranti) sono passeggiate di mezza giornata che si svolgono in diverse città italiane, adatte a scuole di ogni genere e grado. I viaggi di istruzione di più giorni invece sono pensati per classi delle scuole medie inferiori e superiori e vengono adattati nel programma e nella durata in base all’età dei ragazzi ed alle richieste loro e dei docenti”.

Le proposte

Genova, Torino, Firenze: non solo Acquario, Egizio ed Uffizi. I viaggi nelle città italiane possono essere uno story telling di mare, culture e solidarietà. Il viaggio in Sicilia Occidentale propone un itinerario sulle strade della legalità parlando con i testimoni della lotta alla mafia. A Lampedusa si va alla scoperta dell’isola e dei suoi isolani, per un viaggio sui temi dei mestieri marinari, della salvaguardia ambientale e delle migrazioni. La gita in Sardegna è una proposta inusuale, che passa da Castiadas per parlare di agricoltura e del rispetto ambientale fra nuraghi, agricoltura biologica e mare. Per i più grandi si vola in Irlanda, a Dublino e Belfast: non solo Guinness e Trinity College, ma anche uno special tour per parlare di tematiche ambientali e di indipendentismo irlandese. Infine, ci sono itinerari da fare a piedi lungo la via francigena toscana o all’isola d’Elba accompagnati dalle guide ambientali di Walden.

Ma la gita scolastica più responsabile piace?

“E come se piace!”, commenta Marletto. “A volte la nostra proposta costa leggermente di più rispetto alla gita tradizionale, ma quello che si riceve in cambio è impagabile. Abbiamo lavorato con scuole di tutta Italia ed anche della Francia. Ogni anno cerchiamo di aggiungere una o più proposte”. Il turismo responsabile scolastico piace molto ai docenti, perché in ogni viaggio c’è sempre un contenuto didattico formativo da trattare prima, durante e dopo l’uscita. “Gli insegnanti apprezzano anche il fatto che nei nostri viaggi non si sentono mai soli. La presenza costante durante tutto il viaggio di un coordinatore, oltre ad introdurre con competenza il territorio, ha il grande pregio di essere un importante aiuto nella gestione del gruppo. La cosa più bella però è la risposta dei ragazzi, che si fanno coinvolgere nell’esperienza e che spesso mandano racconti di viaggio che sono un mix di emozioni e meravigliose sorprese”.

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