La musica come strumento di inclusione

da | 11 Nov, 2021 | Lifestyle, Persone

Barrios Orquestados è un intervento musicale che aiuta il benessere e la comunità

Esiste un un progetto senza scopo di lucro nato alle Canarie e oggi esportato anche altri paesi, come in Honduras, Cile e con la prospettiva di arrivare in Uruguay. Si chiama Barrios Orquestados – quartieri in orchestra – nato per portare la musica nei quartieri più marginali, dove le persone faticano ad accedere alla cultura. 

La musica che crea rete

“Barriosorquestados.org collabora con molte associazioni che si occupano di inclusione delle fasce più deboli” spiega Barbara Biscaglia, coordinatrice della produzione del progetto, italiana e residente a Gran Canaria da due anni. “Tra queste ci sono anche alcune famiglie di migranti che ogni anno approdano sull’isola dal continente africano: Gran Canaria infatti, è un luogo di prima accoglienza, proprio come Lampedusa in Italia”.

Nella pratica, il progetto organizza corsi di musica per tutti nelle scuole dei quartieri più marginali, dove la cultura sembra un bisogno non fondamentale: corsi di strumento, canto, apprendimento musicale in generale e movimento del corpo. La musica è quindi inclusione integrazione.

Grazie agli incontri musicali, tutti assolutamente gratuiti, i bambini frequentano la scuola con maggiore stimolo, sono seguiti anche in altri ambiti e il progetto coinvolge anche le loro famiglie. 

Non ci si limita solo alla formazione musicale: sono previsti altri interventi, come la partecipazione a iniziative culturali e artistiche, corsi di lingua inglese applicata alla musica e una formazione generale dell’individuo per dare spazio a sensibilità, creatività e capacità di lavorare in gruppo.

“Il coinvolgimento delle famiglie è fondamentale. Permette di entrare in contatto con i bambini, approfondire la relazione e offrire un supporto anche in altri ambiti. La musica non è il fine, ma lo strumento per raggiungere benessere, inclusione e per fare comunità. Non si tratta solo di un intervento musicale, ma soprattutto di sviluppo sociale”.

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Un metodo esclusivo

Violino, viola, violoncello, contrabbasso, flauti, clarinetti, sassofoni: sono questi gli strumenti utilizzati dal progetto. Oltre ai gruppi di coro e alla danza. “La metodologia utilizzata è originale e particolare: include il rilassamento, i movimenti del corpo, la voce. Prima di prendere in mano uno strumento, si impara la musica con il corpo: i bambini apprendono i ritmi senza studiare il solfeggio. L’intonazione delle note si esprime con il corpo. Anche la voce ha un ruolo importante, ogni pezzo viene cantato prima di essere suonato”.

Quello ideato da José Brito, fondatore di Barrios Orquestados, è un metodo speciale che sta viaggiando attraverso molti paesi e che si diffonde altrove mediante la formazione agli insegnanti che arrivano da tutto il mondo. 

“Oltre ai paesi dell’America Latina in cui sono partiti progetti simili di cooperazione internazionale, sono sempre di più le realtà provenienti da paesi lontani, come l’India, che chiedono di collaborare”.

Una vera orchestra di bambini

“Oltre ai corsi organizziamo anche eventi e concerti in cui si esibiscono le diverse orchestre formate da bambini e ragazzi – racconta Barbara -. Siamo stati invitati diverse volte a Madrid anche in eventi formali e conosciuti. Ora ragazzi e insegnanti possono ricominciare a portare in giro la loro musica. A dicembre saremo tutti a Ginevra, invitati dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, che ha mostrato molto interesse verso i risultati raggiunti”. Un traguardo importante che emoziona.

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