La Pimpa fa la guida al Museo Egizio

C’è un cane che si aggira per il Museo Egizio. È bianco a macchie rosse, ha voglia di giocare e di stare in compagnia dei bambini e, anche se non li dimostra, ha più di quarant’anni. L’avete riconosciuta? È la Pimpa, il personaggio inventato e disegnato da Altan per la prima volta nel 1975 e che adesso diventa protagonista di un’iniziativa che coinvolge il più prestigioso museo torinese. Il progetto si chiama “Luoghi Viventi – Racconti d’autore per musei da vivere” e trae origine da un’idea della Fondazione il Circolo dei Lettori per il Museo Egizio di Torino e per il Musée des Beaux-arts e Les Charmettes di Chambéry, nell’ambito del programma europeo di cooperazione transfrontaliera tra Italia e Francia Interreg – Alcotra. Quella firmata da Altan è una delle nove storie inedite realizzate da altrettanti grandi scrittori che trasformano il percorso museale in un’esperienza nuova. Con il papà della Pimpa ci sono Niccolò Ammaniti e Antonio Manzini, Maylis De Kerangal, GauZ, Nathalie Gendrot, Carlo Lucarelli, Alice Rohrwacher e Roberto Saviano. I loro racconti, con suoni e rumori, saranno ascoltabili tramite una app da scaricare su tablet o smartphone. “La proposta mi è stata fatta dal Museo Egizio – racconta il celebre fumettista e autore satirico – e mi è sembrata una bella cosa. Così ho accettato”.

Chiediamo ad Altan come fa la Pimpa a essere così attuale. “Non saprei dare una risposta precisa. La mia impressione è che i bambini che leggono le storie della Pimpa, in realtà non sono cambiati molto in questi quarant’anni. Forse col tempo stanno diventando sempre più piccoli, ma diciamo che fino ai 5-6 anni non sono molto diversi dai bambini degli anni Settanta”.

Che tipo di sfida è stata portare la Pimpa all’Egizio? “La difficoltà maggiore è legata al fatto che non ci sono immagini o quasi, giusto un paio sulla app, mentre il racconto viene fatto quasi tutto a voce. In questo frangente, è stato prezioso lo staff del Museo Egizio, che mi ha preparato dei percorsi e dei riferimenti precisi: da lì, ho potuto sbizzarrirmi”.

Nell’avventura la Pimpa va a conoscere animali ed esseri fantastici (dalla Sfinge alla scarabea Khep, dalla dea leonessa Sekmeth alla mucca Hathor e molti altri ancora). Per i piccoli visitatori si sviluppa una vera caccia al tesoro. “La mia idea era quella di stimolare i bambini a cercare qualcosa durante il percorso, in modo che la loro attenzione fosse sempre stimolata. Se ci si fosse concentrati sulla semplice spiegazione, si sarebbe rischiato di annoiarli e bloccarne la curiosità e l’interesse”.

Che reazione si aspetta dai piccoli che ascolteranno la sua storia? “Non saprei cosa prevedere (sorride). Dovrei vederli dal vivo. Aspettiamo la prova provata”. Di sicuro, la sua storia sarà un’alleata preziosa per i genitori, che con i bimbi impegnati nella caccia al tesoro potranno godersi il museo con un po’ di calma in più. “Secondo me, anche i genitori potrebbero trovare interessante la storia della Pimpa. È un modo per attirare l’attenzione su elementi e dettagli presenti nel museo che potrebbero tornare utili anche a mamme e papà, che magari sarebbero sfuggiti alla loro visita e invece possono risultare interessanti e sorprendenti!”.

Chi è il papà della Pimpa

Francesco Tullio Altan, più noto semplicemente come Altan, è un fumettista e autore satirico italiano. La Pimpa, la cagnolina a pois rossi dalle lunghe orecchie nasce dalla sua penna nella prima metà degli anni ’70. Nella storia “La Pimpa incontra la Sfinge”, la creatura di Altan è invitata dall’amica Sfinge a fare una visita al Museo Egizio. La lettera è scritta in egiziano e la scarabea Khep aiuta a tradurla. Dice “All’ingresso troverai la mia amica Sekhmet che ti indicherà la strada. Mi raccomando: sii molto gentile con lei”. La visita della Pimpa è a tema animali. Sekhmet infatti è una leonessa che l’avverte: il museo è grande, il cammino è lungo e tanti sono i personaggi che incontrerà. E poiché alla Sfinge piacciono gli indovinelli e gli enigmi, la visita della Pimpa si trasforma in una caccia al tesoro. Primo indizio: cercare un pesce nero.

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