Una vacanza family in montagna? Ci piace!

Ma chi l’ha detto che d’estate la montagna è noiosa? Tra discese volando appesi a cavi d’acciaio, grotte e conigli, mele e land art, pagaiate tra i ruscelli, ponti sospesi nel vuoto e sculture nascoste nel bosco, la patria del divertimento sta tutta a quota mille.

In volo libero

Il volo libero è da sempre uno dei grandi sogni dell’uomo. Per ovviare alla mancanza di ali, l’ingegno ha studiato numerose soluzioni. Una delle ultime in ordine di tempo è il volo giù per la montagna appesi a un cavo d’acciaio. Dopo aver indossato casco e occhiali ci si allaccia a una imbragatura e a un gancio scorrevole. Si controlla tutto e giù: il gancio è appeso a un robustissimo cavo d’acciaio e un sistema di freni permette un “atterraggio” delicato. Si vola per una settantina di secondi circa, a una velocità massima di 140 chilometri all’ora, coprendo 1.800 metri di distanza da una quota di 1.298 metri fino ai 1.040 della stazione di arrivo. Data la particolarità dell’esperienza ci sono alcuni limiti. La statura innanzitutto: chi vola deve essere alto al minimo 145 centimetri e al massimo 200. E poi i pesi, che vanno da 40 a 115 chilogrammi per i voli singoli e da 85 a 155 per quelli in doppio. E non si scappa, perché alla partenza si viene pesati. Per volare su Arcansel non servono istruttori, solo un paio di scarpe comode per il ritorno: dal punto di arrivo della navetta ci sono quindici minuti a piedi. E poi ovviamente abbigliamento adeguato. Arcansel si trova a Frassinetto (TO), all’inizio della Valle dell’Orco. Per raggiungerla, una volta arrivati a Cuorgnè si prosegue per Pont Canavese, da qui si prende la provinciale 46 verso Frassinetto. Tutte le informazioni sono disponibili su http://arcansel.it.

In Lombardia è possibile provare l’ebbrezza del volo sospeso ad Albaredo San Marco, in provincia di Sondrio. Nella piazza principale del paese si trova Flyemotion, associazione che dà la possibilità di volare sull’Aerofune. L’esperienza si svolge su due percorsi, il primo lungo un chilometro e mezzo e il secondo – più ripido, la “picchiata” – di circa un chilometro. Per volare, oltre a vestiario comodo e sportivo, serve l’attrezzatura fornita dall’organizzazione: caschetto e imbragatura. Ci sono dei limiti di peso e statura: per il volo singolo il peso deve essere tra i 70 e i 120 chilogrammi, per il volo in coppia una somma minima di 100 chilogrammi e massima di 180, con altezze minimo di 110 e massimo 220 centimetri. Non è necessario volare con un istruttore: basta appendersi e farsi trasportare dalla gravità. I sistemi di frenaggio sono integrati nel meccanismo. Albaredo San Marco si raggiunge in poco più di un’ora da Milano, attraverso le statali 36 e 38 fino a Morbegno. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.flyemotion.it, su cui è anche possibile prenotare il volo.

Viaggio nel cuore della mela

Un nuovissimo e divertente sentiero ludico ci porta alla scoperta della mela. È AlMeleto, cinque chilometri, due ore e mezza di cammino percorribili a piedi, in bicicletta o in passeggino nella meravigliosa Val Di Non, patria della coltivazione del dolce pomo. Ci troviamo nella frutticoltura Anaune, a pochi chilometri dal paese di Romallo, in un’area che raccoglie tutta la ricchezza naturale e paesaggistica del Trentino. Si parte dal centro del paese, si scende attraverso le campagne, fino alla Pineta, un’area di sosta comoda e attrezzata. Camminando verso San Biagio, sempre immersi tra campagne e meleti, si impara tutto sulle mele: da come si svolge il lavoro dei contadini agli animali e insetti che vivono nei frutteti, dal paesaggio alla sua storia. Si gioca, perché lungo il percorso si trovano enigmi da risolvere e attività che tengono impegnati adulti e bambini. Si ammirano scorci unici e inaspettati. E, per finire, un bicchiere di apfelsaft e una fetta di strudel non ce li toglie nessuno! Per informazioni: www.almeleto.it.

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Mimetizzati nella natura

Premessa: questa escursione si fa in due ore circa: astenersi pigroni. Detto ciò, è una passeggiata bellissima in Valle d’Aosta che inizia in un bosco e finisce in un pianoro con vista meravigliosa. In più, lungo tutto il percorso sono disseminate le piccole e grandi sculture in legno del Museo a Cielo Aperto, realizzate dall’artista valdostano Siro Viérin che ha il suo atelier nel rifugio, punto d’arrivo della gita. Scoiattoli che fanno capolino dal ramo di un albero, funghetti colorati in mezzo al prato, marmotte e cerbiatti che spuntano dietro una roccia: le sculture si mimetizzano nella natura e a volte non si notano neanche. Ma non sfuggono ai bambini, che ne fanno il gioco bellissimo della giornata: chi ne trova di più? Le riusciremo a scoprire tutte? Dalle farfalle al picchio, dalla volpe alla marmotta, le sculture si fanno più grandi e visibili man mano che ci si avvicina al rifugio. Quest’anno ce ne sono una cinquantina in più rispetto alla scorsa estate. Tra una scultura e l’altra si cammina leggero, in un sentiero piacevole che porta al rifugio Mont Fallère, a 2.385 metri di altezza, una bella struttura di recente costruzione in legno e pietra. Il rifugio propone a pranzo cucina di montagna: taglieri di salumi e formaggi, piatti tipici come polenta concia e brasato di cervo, accompagnati da vino valdostano o birre artigianali. Il sentiero parte da Vetan, Saint Nicolas, uscita casello Aosta Ovest – Saint Pierre. Indicazioni più dettagliate si trovano su www.rifugiomontfallere.it.

Tra fantastiche creature

Nell’immaginario collettivo il bosco dà vita a tante suggestioni: luogo oscuro e misterioso, spazio magico del non conosciuto, regno della natura imprevedibile, teatro di favole e racconti. Riscoprire lo Spirito del Bosco è un’occasione per ascoltarne la voce: vi suggeriamo un sentiero particolare e suggestivo che si snoda all’interno della Foresta dei Corni di Canzo, in provincia di Como, una realtà unica per valore naturalistico, biodiversità e bellezza. Collocata nel cuore del Triangolo Lariano, la Foresta offre uno straordinario panorama sul ramo lecchese del lago di Como e sull’Alta Pianura Lombarda. Il sentiero percorre il versante destro orografico della Val Ravella e collega i due alpeggi di Prim’Alpe e Terz’Alpe. Tra angoli naturali suggestivi, installazioni artistiche e sculture fantastiche di legno, si va alla scoperta del bosco e dei suoi abitanti. Alcuni abili scultori, tra cui Alessandro Cortinovis, il primo interprete del sentiero, hanno dato vita a stravaganti personaggi, come lo Gnomo Gnogno, il Saggio del Bosco, la Salamandra, l’Homo Salvadego e i simpatici Spiriti Canterini. Il Sentiero parte dal comune di Canzo, presso la Fonte di Gajum, si snoda per un chilometro e mezzo, è facile, privo di dislivelli e di passaggi difficili, adatto a tutti per un’ora circa di lento cammino. Informazioni su ersaf.lombardia.it.

Sul Ponte Tibetano

Volete percorrere il ponte sospeso più lungo del mondo? Non dovete fare altro che andare a Claviere, a meno di cento chilometri da Torino, sul confine franco-italiano del colle del Monginevro. Qui da alcuni anni è stato costruito, sopra le gole di San Gervasio, un ponte tibetano lungo ben 468 metri. Il ponte è sospeso a qualche decina di metri da terra per tutta la sua lunghezza, che dopo aver attraversato le gole le percorre da poco sotto il paese fino al suo ingresso. Qui è possibile uscire su una breve via ferrata o, in alternativa, su un sentiero che arriva all’ultimo ponte, lungo 90 metri e sospeso a 90 metri dal suolo. Il percorso è a gradini metallici, ovviamente assicurati con una longe da via ferrata che si percorre indossando casco e imbragatura. Dopo aver pagato il biglietto è obbligatorio il briefing per capire i sistemi di assicurazione e il percorso. I minori entrano solo accompagnati da un adulto responsabile. Claviere si raggiunge in auto dall’autostrada A32 fino a Oulx-circonvallazione verso Cesana. L’ingresso al ponte tibetano si trova prima dell’abitato. Informazioni più precise su http://pontetibetano.eu.

Una giornata ipogea

Volete fare un viaggio al centro della terra? Visitate una grotta! Le Grotte di Bossea si trovano all’interno dell’omonima Riserva Naturale. La loro esplorazione risale alla metà del XIX secolo, e la prima apertura al pubblico avvenne nel 1874: sono state le prime grotte turistiche italiane. Le visite guidate sono condotte da guide speleologiche e prevedono, oltre all’accompagnamento per il percorso (lungo nel complesso circa 3 chilometri, con poco più di 100 metri di dislivello) l’introduzione a diversi argomenti, tra cui la stazione scientifica esistente all’interno, creata per studiare il mondo ipogeo. Si trovano tra la provincia di Cuneo e la Liguria e sono raggiungibili in auto, partendo da Torino, lasciando l’autostrada A6 a Mondovì e proseguendo per il Col di Nava. Informazioni su www.grottadibossea.com.

Giù per il fiume

Se non avete paura di bagnarvi, siete inossidabili e irrestringibili, potete darvi al rafting, vale a dire provare la discesa lungo le rapide dei torrenti montani a bordo di gommoni, ovviamente accompagnati da istruttori. La Valle Stura di Demonte, che si estende da Borgo San Dalmazzo (a pochi chilometri da Cuneo) fino ai duemila metri del Colle della Maddalena, ospita un centro rafting dove è possibile provare l’ebbrezza di sfidare le correnti fluviali. La KE Rafting ha la sua base nella bassa valle. Il rafting è la sua attività principale, ma assieme a questo ci sono altre possibilità per scendere lungo il fiume, come il kayak (solo per gli adulti però). Al rafting per famiglie possono partecipare i bambini a partire dai 6 anni, a cui viene consegnata (come agli adulti) l’attrezzatura adatta: giubbotti di salvataggio, muta, casco. Ovviamente è indispensabile la presenza di un adulto accompagnatore. A tutti, oltre all’attrezzatura viene consegnata una pagaia: un pochino bisogna remare, anche se si è in discesa. E dopo il briefing di rigore tutti giù in acqua! Sono possibili due percorsi, uno di 8 e uno di 18 chilometri. E una volta arrivati in fondo al percorso… no, non si risale a piedi, c’è un minibus che ci riporta alla base. Informazioni su www.kerafting.it.

Se la parola “canyon” vi fa pensare solo a Bip Bip e Wile Coyote, non sapete cosa è il canyoning o, meglio, il torrentismo. Si tratta di una disciplina sportiva che consiste nella discesa di gole scavate e percorse da piccoli corsi d’acqua. Si percorre senza imbarcazioni (canotti o kayak) e con l’eventuale ausilio di strumenti tipici della speleologia e dell’alpinismo: corde, ancoraggi fissi, imbragature (oltre naturalmente a caschi e abbigliamento adeguato). Il torrentismo può diventare uno sport estremo se le gole che si scendono sono complesse, con salti d’acqua alti e abbondanti, ma può essere anche una pratica affrontabile da persone alle prime armi, ovviamente con le dovute cautele e con l’accompagnamento di guide esperte. In Italia gli unici professionisti che, per legge, possono accompagnare dietro compenso le persone su percorsi montani sono le Guide Alpine titolate. Tra le attività che propongono c’è anche il torrentismo. La Val Bodengo, una valle laterale posta all’inizio della Valtellina, dispone di gole adatte a essere percorse anche da principianti. È qui che si organizzano le discese, anche per famiglie. Chi lo fa? Valbodengo canyoning (www.valbodengo.com); l’Associazione Guide Valchiavenna (www.valchiavenna.com) e Alto Lario Guide (www.altolarioguide.com).

Curve paraboliche in slittovia

Una straordinaria discesa mozzafiato su una pista di bob a rotaia a picco sul Lago Maggiore. Alpyland, sul monte Mottarone, è biposto, ampio e comodo, ancorato a una rotaia e scivola come un dannato attraverso boschi e pendii. Si sale in slittovia: tre minuti prima della corsa in discesa, che in alcuni punti tocca il 30% di pendenza. La velocità non è fissa e ogni viaggiatore può scegliere se affrontare le curve con andamento turistico o con un pizzico di adrenalina. C’è qualche limite di età: i bambini sotto gli 8 anni possono usare la slittovia solo se accompagnati da un adulto o da un bambino di età superiore, sotto i 4 anni non si può salire. Dai 9 in su possono scendere anche da soli. Tariffe e istruzioni si trovano su www.alpyland.com.

Land art: la sintesi del bello

Camminare ammirando 57 opere di land art nazionali e internazionali? In Trentino si può: in Val di Sella c’è il centro espositivo Arte Sella, un parco, in gran parte a ingresso libero, dove percorrere a piedi l’itinerario ArteNatura che sale lungo la valle e termina all’apparizione della Cattedrale di Giuliano Mauri. Cammin facendo si incontrano stupefacenti sculture e installazioni che si armonizzano con l’ambiente circostante, a creare intrecci di rami, foglie e materiali naturali, grandi nidi e animali che si trasformano con il passare delle stagioni, fino a essere riassorbiti completamente nella natura. Il cammino per ArteNatura si effettua in circa 2 ore (3 chilometri), quello per Malga Costa in circa 45 minuti (1 chilometro) e, volendo, si possono anche organizzare visite guidate, partecipare a laboratori a tema o alle numerose iniziative musicali, d’arte e danza qui organizzate. Un mondo meraviglioso, insomma, dove portare i bimbi per disintossicarli e disintossicarci dalla frenesia della città, rieducare al silenzio, al cammino, al rispetto dell’ambiente, della stagionalità e del genio artistico umano. Da sapere: aperto tutti i giorni, dalle 10 alle 17 (alle 18 in primavera, alle 19 in estate), chiuso il 25 dicembre; arrivati in località Val di Sella si lascia la macchina nei parcheggi presso il ristorante Al Legno; numerose le aree picnic lungo il sentiero e alla partenza di ArteNatura ci si può rifocillare anche a Malga Costa al punto ristoro Dall’Ersilia; a Borgo Valsugana è stata istituita un’area di sosta per chi arriva in camper. In alcune zone del parco l’ingresso è a pagamento: 7 euro adulti, 4 euro da 11 a 16 anni, gratuito fino a 10 anni e disabili. Arte Sella si trova in Val di Sella, a Borgo Valsugana (TN). Per informazioni: www.artesella.it.

C’è un coniglio gigante!

C’è un gigantesco coniglio rosa da scalare, in cima al Colletto Fava di Artesina, in provincia di Cuneo. Pink Rabbit è un giocattolone di lana e paglia realizzato nel 2005 dal Collettivo d’Arte Gelitin. Si raggiunge in seggiovia, è mastodontico (raggiunge, disteso sul dorso della montagna, una lunghezza di 50 metri) ed è una vera attrazione anche per i bambini. I Gelitin sono un gruppo artistico con sede a Vienna specializzati in land art, cioè in interventi sul paesaggio. Il Pink Rabbit è ecosostenibile e deperibile, con il tempo si è integrato all’ambiente e poco alla volta si sta deteriorando: le condizioni climatiche, gli animali che si cibano della paglia e gli interventi dell’uomo agiscono sull’opera modificandone l’aspetto iniziale. I visitatori possono salire sul coniglio grazie alle scale, sdraiarsi a prendere il sole sopra, fotografarlo, giocarci. La seconda opera paesaggistica è The Lost Reflection, realizzata nel 2007 da Susan Philipsz. È un’installazione sonora che caratterizza, con il canto, il Bosco del Bontempo. Anche quest’area è raggiungibile a piedi o in seggiovia. E se il divertimento non vi è bastato Artesina offre ristoranti in quota, un bike park, una discesa in bob su monorotaia e il summer tubing per scivolare sui prati con i ciambelloni. Informazioni su www.artesina.it.

[Ugo Finardi, Maddalena Tufarulo, Elena Brosio, Alice Quaglino]

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