Latte vaccino italiano: una filiera sempre più controllata

Negli ultimi 20 anni, gli enti regionali hanno messo in atto grandi progressi tecnologici in grado di aumentare i parametri relativi a igiene e sicurezza della filiera del latte vaccino

Nuove tecnologie entrate in stalle, caseifici e soprattutto laboratori di analisi regionali garantiscono oggi alti standard nella gestione nel controllo di qualità del latte vaccino.

Un’attenzione particolare è data alla massima igiene di operazioni come mungitura, stoccaggio, trasporto e lavorazione del latte con mantenimento della catena del freddo costante.

I controlli igienico-sanitari sono aumentati e la quasi totalità di latte vaccino, formaggi e altri derivati sono garantiti dagli enti regionali di ricerca e controllo.

Associazioni come ARAP (Associazione Regionale Allevatori del Piemonte) analizzano milioni di campioni all’anno provenienti dagli allevamenti bovini a loro associati, oltre 1200 solo in Piemonte.

Secondo gli obblighi previsti dalla legge infatti, anche sui prodotti lattiero-caseari viene effettuata un’analisi microbiologica del latte utilizzato.

Le associazioni regionali analizzano ambienti di lavoro, utilizzo dell’acqua e presenza batterica.

Benessere dell’animale uguale a qualità del latte vaccino

In alcune regioni, come il Piemonte, il latte prodotto dagli allevatori viene pagato sulla base della qualità del prodotto, calcolata utilizzando parametri fissi. 

“Gli allevatori sono invitati a tenere alto lo standard relativo alla gestione e alla cura dell’animale” racconta Daniele Giaccone di ARAP “cercando il più possibile di prevenire patologie che influiscono negativamente sulla qualità; tra queste la mastite della mammella o patologie batteriche e virali possono alterare intere partire di latte”. 

Sempre più rilevante è l’attenzione agli alimenti ingeriti  dagli animali, la qualità dei quali influisce notevolmente sulla qualità del latte che producono.  

Alimentare gli animali con foraggi di alta qualità – freschi o insilati -, migliora notevolmente il contenuto nel latte di acidi grassi favorevoli per la salute umana. 

Studi eseguiti in diversi Paesi europei, hanno concluso che il latte ottenuto da animali che si alimentano prevalentemente con foraggi di alta qualità presenta profili più favorevoli per la salute umana, considerando la tipologia di acidi grassi contenuti e il rapporto Omega-3/Omega-6.

Al contrario, un sistema foraggero di scarsa qualità porta ad avere un latte più povero dal punto di vista qualitativo, più ricco di acidi grassi saturi, meno favorevoli per la salute, e meno grassi insaturi e Omega-3.

La ricerca non si ferma

Le attività di ricerca degli enti regionali collaborano oggi con le principali università italiane e ospedali. Lo scopo è quello di portare avanti insieme progetti innovativi in grado di sostenere allevamenti e allevatori e mantenere alto il livello di qualità del prodotto.

Inoltre, diventa sempre più primaria l’esigenza di sperimentare nuove tecnologie efficaci per la riduzione di emissioni del settore e la tutela dell’ambiente

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