Quando lavarsi troppo fa male

lavarsi troppo

Sulla maggior testata anglofona del Canada, The Globe and Mail, Sandy Skotnicki, assistant professor in medicina alla University of Toronto e coautrice del libro ”Beyond Soap” scrive: ”Sono dermatologa da più di venti anni e ho notato un’allarmante crescita del numero di pazienti che vengono da me con reazioni cutanee causate da un eccessivo uso del sapone. Vengono sperando che possa prescrivere un prodotto per dare sollievo alla loro condizione dolorosa. Invece gli anni di pratica mi hanno insegnato che la migliore strategia è proprio l’eliminazione dei prodotti. Ridurre l’uso di detergenti e balsami, naturali o non, e riportare la pelle alla situazione che la biologia ha prodotto nel corso dei secoli”.

I danni di un uso eccessivo di cosmetici

L’uso eccessivo di sapone, negli ultimi decenni, sta aumentando i problemi cutanei. La Food and Drug Administration statunitense registra un incremento del 120% delle reazioni cutanee legate all’uso di cosmetici. La Health Care canadese mette l’uso dei cosmetici tra i cinque prodotti che hanno causato più problemi di salute negli ultimi dieci anni. Persino l’eczema, che negli anni ‘40 era quasi inesistente (il 5%) attualmente colpisce il 25% della popolazione giovanile.

La pelle: un organo da proteggere

La nostra pelle – scrive Sandy Skotnicki – è una delle più brillanti invenzioni evolutive. È una barriera sofisticata e selettiva tra il mondo esterno e gli organi interni. Isola i muscoli dalle temperature estreme, tieni fuori i germi nocivi e trattiene cose buone, come acqua e sangue. Abbiamo lasciato a lungo che questo organo portasse avanti indisturbato il suo lavoro. Un secolo fa, una doccia a settimana era considerata più che sufficiente. Oggi la quantità di agenti chimici che applichiamo sulla pelle è di circa cinquanta volte superiore”.

Il business della bellezza

Il problema è che questo aumento dei consumi non è motivato solo dall’igiene. C’è tanto marketing (soprattutto il marketing orizzontale: vendere prodotti dello stesso marchio con gusti leggermente diversi) e somme faraoniche investite dai produttori. Si quantifica a circa due miliardi di dollari all’anno il budget che le aziende destinano a diversificare i prodotti, comprendere i gusti dei consumatori e moltiplicarne i bisogni.

Perchè lavarsi troppo fa male

Per comprendere come acqua e sapone possano danneggiare la nostra pelle, dobbiamo capire come funziona. Il livello esteriore è come un muro di mattoni. Sciacquarsi quotidianamente con acqua calda e sapone può strappare via i lipidi (la malta che tiene insieme i mattoni) e col tempo indebolire le abilità difensive.
La pelle secca aumenta l’esposizione del corpo agli agenti chimici, agli inquinanti e ai germi. E aumenta la probabilità di reazioni agli irritanti e allergeni, molti dei quali risiedono proprio nei prodotti cosmetici, compresi quelli naturali e biologici.

Bio è meglio?

“In realtà, termini come “naturale, bio o organico” hanno poco significato quando si tratta di prodotti di bellezza. Gli ingredienti naturali possono essere irritanti più o meno dei prodotti sintetici, basti pensare a edera, arsenico e antrace, tutti elementi naturali”.
Ciò che la comunità scientifica comincia a comprendere, è che l’applicazione frequente di prodotti cosmetici, in misura inaudita per la nostra storia evolutiva, sta cambiando la tenuta chimica della pelle.

Le ricerche dicono che… lavarsi troppo fa male

Un team dell’università di California studiando il microbioma, cioè l’inseme di batteri che vive sulla pelle umana, ha trovato soprattutto molecole provenienti da residui di cosmetici. È un dato preoccupante, perché la pelle dovrebbe brulicare di batteri microscopici buoni, che giocano un ruolo importante nella lotta continua del sistema immunitario contro le malattie.
I tradizionali saponi con alto pH e i detergenti antibatterici alterano il mix di batteri che vivono sulla nostra pelle. Eliminano i batteri buoni e aprono le porte alla colonizzazione di quelli nocivi.

Differenza tra igiene e pulizia

“È importante conoscere la differenza tra igiene e pulizia – spiega Sally Bloomfield, un’esperta di prevenzione delle malattie infettive su The Globe and Mail –. L’igiene è proteggersi dalle malattie infettive. Lavarsi le mani dopo una lunga giornata nei mezzi pubblici è una pratica d’igiene, buono da fare. La pulizia, invece, è assenza di sporcizia, la sensazione di freschezza e il desiderio di accettazione sociale. La nostra abitudine di fare la doccia con acqua calda e sapone è più una norma sociale che una questione di salute o di necessità”.

I consigli dell’esperto

“Al numero, sempre crescente, di pazienti che vengono in studio – continua Sandy Skotnicki – lamentandosi per la pelle sensibile dico spesso ‘less is more’. Il mio consiglio è: non lavatevi troppo. Quando vi lavate limitate l’utilizzo del sapone alle parti sporche del corpo, come le ascelle e i genitali, non c’è bisogna di ”grattare” tutta la pelle, tutti i giorni, con acqua e sapone”.

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