Notre Dame e le altre catastrofi, come spiegarle ai bambini

Notre Dame che brucia, un’immagine su tutti gli schermi che ci ha fatto soffrire. Come spiegarla ai bambini infondendo fiducia e sicurezza?

Notre Dame che brucia, le televisioni, i computer e i telefoni non hanno trasmesso altro per tutta la sera. Le prime pagine dei giornali sono piene delle immagini della guglia infiammata. Immagini che hanno spaventato noi adulti e che sicuramente hanno un grosso impatto emotivo anche sui più piccoli. Da qui il dubbio: come spiegare a dei bambini questi eventi così grandi e drammatici, cercando di tranquillizzarli quando noi per primi siamo spaventati? Con Eliana Bruna, psicoterapeuta, proviamo a capire come parlare in questi casi.

Sentimenti diversi per situazioni diverse

“Per prima cosa serve fare una distinzione. Questi eventi possono essere di due tipi. Può trattarsi di catastrofi, come l’incendio di Notre Dame, un terremoto, uno tsunami o di atti terroristici. Nel primo caso si tratta della natura, o di incidenti ma sono azioni prive di dolo. Nel secondo sono invece azioni compiute dagli uomini, dove subentra la volontà di far del male, da qui la necessità di spiegare ai più piccoli che gli uomini possono essere cattivi. Questa è una distinzione fondamentale anche per gli adulti. Nel caso delle catastrofi i sentimenti prevalenti saranno la rabbia iniziale, che si trasforma poi in tristezza e a volte l’impotenza . Nel caso di attentati invece, a prevalere saranno frustrazione, senso di ingiustizia, talvolta voglia di vendetta. Insomma, sono due stati emotivi diversi, come diversi sono gli eventi che li causano”.

Preservare e accogliere

Come spiegare ai bambini, tranquillizzandoli, se noi stessi siamo spaventati? “La cosa importante è preservare quanto più possibile i bambini da queste immagini, specialmente se sono piccoli sotto i 9 anni. Limitiamo la tv, pc e cellulari e se decidiamo di fargli comunque vedere le immagini, facciamolo non in tempo reale. Bisogna prendersi del tempo per ascoltare le proprie emozioni ed elaborare una narrazione semplice e comprensibile, di ciò che sta succedendo. Per far questo l’emozione va mediata, quindi meglio farlo quando per noi quelle immagini saranno diventate più familiari, senza l’emotività della “prima volta”. Utilizzare poi parole semplici e dirette. Nel caso di Notre Dame una spiegazione così: mentre gli operai lavoravano un filo elettrico è andato in corto circuito, queste sono cose che possono accadere e nella cattedrale in legno ha fatto scoppiare un incendio. Diciamo senza timori di essere tristi, non tacciamo i nostri sentimenti. Detto questo è allo stesso tempo importante spiegare che, passata l’emergenza, ci sarà la ricostruzione. Soffermiamoci su questo senso di speranza, noi sappiamo che tutto ciò che viene abbattuto può essere ricostruito. Quindi diamogli questa possibilità. È vero, può capitare ma da qualcosa di brutto si può ripartire e ricominciare”.

Il lato bello delle cose brutte

Fondamentale è non lasciare i bambini soli con queste notizie nude e crude. È importante elaborarle insieme a loro, parlarne, sviscerale. Sapere che nella storia tantissime cose sono crollate ma poi sono state ricostruite, è importante. Spieghiamogli che possono riprendere a vivere, talvolta più forti di prima. Anche le cose brutte possono avere un senso nella storia di tutti noi. La storia è fatta di questo ed il senso di continuità, di far parte di qualcosa è importantissimo. Le cose possono crollare, ma poi si possono riparare e ricostruire.

 

 

 

 

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