100 di questi numeri

L’ufficio sonnecchia sotto il brusio del server. Le finestre sono chiuse e le luci spente. La prima a entrare è Elena, di professione giornalista, di ruolo caporedattrice, di lavoro, come la maggior parte di noi, mamma. Le sue figlie entrano a scuola molto presto, per cui è lei ad aprire le finestre e dare il via alla giornata. A ruota, seguendo l’ordine di ingresso delle scuole, arrivano Catia e Luisa, la prima art director, la seconda direttore responsabile. Scordatevi la figura di Anna Wintour ne “Il diavolo veste Prada”. Luisa arriva carica di borse bofonchiando scuse per il ritardo (ho fatto la spesa, sono andata all’anagrafe, la sveglia era impostata sul fuso di Anchorage). Catia, fieramente veneta di nascita, tiene le redini dell’ufficio con ferrea capacità organizzativa (non a caso è ingegnere) e fulmina sorridendo ogni tentativo di scusa. In pochi minuti, più grazie agli sguardi e a una sorta di telepatica empatia, ci aggiorniamo sulle cose da fare.

Alla spicciolata entrano tutti e si attende l’arrivo di Angela, giornalista e social editor, che tra i tanti pregi annovera quello, socialmente apprezzato, di offrirsi per preparare il caffé. Posata la tazzina i fumatori scendono in cortile, un gioiellino nel bellissimo palazzo progettato da Antonelli. Qui le quote rosa, che da GG raggiungono il 95%, intrecciano racconti di pediculosi con proposte di articoli, ricordi d’infanzia con suggerimenti grafici, un ricco gossip con soluzioni tecniche, lasciando esclusi (e un po’ invidiosi) i pochi virtuosi che non fumano.

Il marketing
Una rivista mensile si prepara in tre settimane, perché l’ultima è dedicata alla tipografia e alla spedizione. La prima settimana del mese è il regno incontrastato del reparto marketing. Luciana, Federica, Marta ed Elena (con Letizia in collegamento via Skype da Milano) si siedono al grande tavolo di vetro rosso assieme a Giorgio, general manager, universalmente conosciuto come l’uomo che sa tutto delle problematiche dell’infanzia pur non avendo bambini. Asserragliato dietro complicatissime tabelle di Excel, Giorgio lancia la strategia editoriale. Le nostre cinque Angels, bellissime come solo le ragazze del marketing sanno essere, la valutano e commentano in una riunione fiume. Luciana in primis, storica presenza della casa editrice, che abbina alla professionalità l’esperienza di un maternage ampio, perché l’età delle sue figlie va dai 15 ai 3 anni, per cui vive con un piede nell’adolescenza e l’altro all’asilo nido. Federica, bionda, algida e sorridente, punta a stringere i tempi e rendere produttive le riunioni (Ragazze, ho da fare). Elena “due”, arrivata da poco e con figlie già grandi, sorride ascoltando gli aneddoti che la riportano a tempi passati (Ma sia ben chiaro che son lontana dal voler diventare nonna!). E da Milano, sullo schermo, compare Letizia, bionda, ricciolina, sorridente e con l’accento napoletano di chi la sa lunga. Marta, la cui funzione è trasversale a tutte le mansioni, si è ritagliata di fatto la meravigliosa figura del “motivational manager”. Al termine di qualsiasi incontro, di qualsiasi momento di discussione, pianto, nervosismo, riunione o chiacchierata, conclude con la sua frase tipica: “Va bene così, siamo bellissimi”. E tutti tornano felici alla scrivania.

La redazione
Che poi non è proprio solo un lavoro di scrivania. Ci si immagina i redattori seduti dietro al computer (vero), ma loro si muovono spesso, tra interviste, conferenze, incontri e giornate fuori città. La seconda settimana è il regno della riunione di redazione. Il tavolo rosso viene invaso da ritagli, foglietti, stampe colorate, tazzine di caffè. È un brainstorming a ruota libera su quello che desideriamo comunicare alle lettrici e ai lettori. Di cosa parleremo nel prossimo numero? Quali i trend, quali esigenze, quali suggerimenti, quali novità, quali cose belle da raccontare? Per fortuna le nostre città offrono spunti sempre interessanti. Abbiamo imparato ad amarle, queste città, i loro musei, i locali baby friendly, le biblioteche e le ludoteche, i mercati, i parchi e i giardini. Alla riunione arriva Alice, che è la penna più letta di GG: suoi i post su Facebook e su Twitter, sua la gestione del sito www.giovanigenitori.it, sue le newsletter che vi arrivano sulla posta elettronica ogni settimana. Mario, in forza della minoranza di genere e appassionato ciclista, lancia appelli per la pubblicazione di articoli che stimolino alla riflessione verso stili di vita sostenibili. Elena e Luisa pensano alla parte “leisure”, Marta alla parte green, Angela al baby. Federica F., rocker nell’anima, spinge per argomenti più cool. E quando le idee sono raccolte, arriva Catia che imposta i tempi. La seconda settimana è finita, è il momento dei grafici.

La grafica è tutto!
La terza settimana è il regno di Catia, Cinzia, Chiara e Simona. Consegnati i testi, da dietro gli schermi dei potenti Mac che le nascondono agli sguardi dell’open space, le quattro grafiche cominciano l’impaginazione in un criptico bisbigliare di frasi come “usa l’algoritmo dicotomico”, “scegli fra il prugna e il mandarino”, “trasforma da RGB in CMYK” e “qui ci vuole la bacchetta magica”. Cinzia e Chiara (due delle giovanissime di redazione, appassionate, brave e creative) interrompono di quando in quando la seria routine con stacchetti musicali a base di Fedez, Modena City Ramblers e System of a Down.

Quando il lavoro è a buon punto, è Cinzia che lancia l’idea del pranzo. Si mangia in redazione, di nuovo al tavolo rosso. Entusiasti della pizza versus patiti dei noodle, un paio di persone a dieta che a rotazione si mortificano davanti a un’insalatina scondita, numerosi vegetariani e un vegano tendente crudista formano una tavolata sempre ricca di chiacchiere non banali. È il momento del confessionale, dei racconti del giorno prima, delle storie di fidanzamenti e dei problemi di cuore. E sì, perché GG è un perfetto campione statistico del mutamento della famiglia contemporanea. Separazioni turbolente, partner distanti, coppie affiatate, tradimenti e riconciliazioni, incontri su chat e fughe d’amore: non ci facciamo mancare nulla. E tanto si parla di bambini. Sono loro la nostra ispirazione, il vero motivo per cui GG è nato e continua a esistere. I primi son stati Maddalena, Margherita e Viola. Aris è nato insieme al primo numero, Irene e Sara poco dopo. E poi Alice, Camilla e Greta, Asia e Christel, Isabella e Lorenzo, Letizia e Beatrice, con cui abbiamo testato tanti ristoranti, visitato musei e parchi, sperimentato ricette e fatto gite che poi abbiamo consigliato agli altri genitori. Poteva andargli peggio, in effetti. Quando le scuole sono chiuse la redazione si trasforma in ludoteca: i nostri bambini conoscono a memoria i libri negli scaffali e i giochi negli armadi, c’è una grande cesta di travestimenti e non manca mai la merenda.

In tipografia
Il giorno della chiusura è un momento particolare. Si va in stampa tra poco – pochissimo – e ci sono mille cose da sistemare. La scelta della copertina è il momento clou. C’è chi vuole un camaleonte verde, chi è di umore sognante e preferisce tutto azzurro e rosa, chi si ricorda del numero di marzo 2007 che aveva una copertina simile. Ci raccogliamo dietro il computer di Catia. Dieci proposte grafiche scaldano la discussione, ci piacerebbe pubblicarle tutte. Ma bisogna scegliere e dobbiamo farlo in fretta, perché Gianna, ex insegnante di italiano, non ha perso l’abitudine di correggere i testi (e bacchettare chi sbaglia un congiuntivo). Inizia la lunga, precisa, attenta fase delle bozze. Un giro di correzioni, un secondo giro. Ultimi ritocchi.

E arriva il momento dell’ok si stampi. Entra in scena Fabiana, che gestisce la contabilità ed è la precisione in persona. A lei il compito di tirare le somme economiche del grande lavoro corale che ha costruito il giornale.

Bilancio positivo: la nostra piccola casa editrice è un’oasi felice. Nata da un’idea e cresciuta grazie all’impegno, molto più che lavorativo, di tutte e tutti, vive l’orgoglio di essersi inventata un lavoro e (cosa non banale) di essere riuscita a portarlo avanti per dieci anni (e 100 numeri!). Ma non ci vogliamo prendere il merito. Il successo di GG è dovuto principalmente a voi, lettrici e lettori, mamme e papà che ci avete seguito, incitato, scritto, promosso, sostenuto. Che avete creduto in noi, che avete letto queste righe, che avete abbonato gli amici a ogni nuova nascita. Che vi siete uniti alla catena di amore iniziata con i nostri bambini e arrivata fino ai vostri. Facciamo del nostro meglio per crescerli bene. E queste piccole pagine mensili sono il modesto contributo che possiamo (e desideriamo!) donarvi per una vita più ricca, più giusta, più bella e più felice.

Questo centesimo numero di GG, come tutti, è dedicato a Luca, socio fondatore, anima della redazione e indimenticato amico.

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