Prepariamo da soli i regali di Natale?

Fare da sé i regali? Quante obiezioni ci saltano subito in mente! Chi ce l’ha il tempo? E dove va a finire la sorpresa? E poi i bambini, gli adolescenti e anche tanti adulti vogliono regali ben precisi, cose viste nelle vetrine o nella pubblicità, mica la presina fatta all’uncinetto dalla nonna! Tutto giustificato, certamente. Però… pensate a quanto tempo utilizziamo per andare in giro a cercare regali. Lo stesso tempo può essere investito per produrre da sé almeno alcuni doni, con meno stress e più soddisfazione, a patto naturalmente di dedicarsi ad attività che ci piacciono. Inoltre, i regali “su ordinazione” non necessariamente sono i migliori: un dono può essere l’occasione per far scoprire all’altra persona gusti, passioni o interessi che non sapeva di avere. Naturalmente, occorrono doti di intuito ed empatia.

I regali autoprodotti sono unici, originali e hanno un contenuto affettivo molto forte. Per i nonni, per esempio, un oggetto fatto dai nipotini, anche se non perfetto, vale sicuramente di più di un oggetto acquistato. Certo, per produrre regali che vengano apprezzati c’è bisogno di un po’ di fantasia, un certo gusto, una certa dose di manualità e di competenza: nulla che non si possa acquisire con il tempo e l’esercizio. Teniamo comunque presente che il regalo autoprodotto è l’elogio dell’imperfezione, non facciamoci scoraggiare.

Possiamo cominciare con qualcosa di molto semplice, basta pensarci per tempo: un vasetto di pesto fatto con il basilico coltivato sul balcone, i funghi sottolio o la marmellata di castagne confezionati usando quanto raccolto nelle scampagnate dell’autunno. Una casetta per le bambole costruita utilizzando scatole di scarpe richiede certo un po’ di tempo, gusto e capacità manuale, ma sicuramente piacerà molto a una bambina o a un bambino di 4 o 5 anni, e avrà il grande merito di poter essere ampliata e modificata dal bambino stesso, insegnandogli qualche semplice tecnica di costruzione. La pasta di legno, di mais o di sale offrono il grande vantaggio di poter creare ogni genere di personaggi e ambienti: tronchi cavi abitati da gnomi, quadri tridimensionali con personaggi delle fiabe che si staccano e utilizzano per fare il “teatrino”. Chi non ha grandi abilità manuali ma possiede immaginazione può orientarsi in altre direzioni: un racconto, ben scritto e illustrato, con una copertina studiata con cura, che per esempio abbia come protagonista il bambino destinatario, può essere un regalo indimenticabile e carico di messaggi affettuosi per un figlio o un nipotino. Naturalmente, chi è bravo con ago e filo, con i ferri da maglia, con gli attrezzi da falegnameria o in cucina non ha bisogno di suggerimenti per sbizzarrirsi.

Come regolarsi invece con i piccoli, che in genere non hanno grandi capacità manuali? Per cominciare, c’è una grande risorsa a misura anche di manine: il disegno. Quasi tutti amano disegnare e la produzione artistica dei più piccoli è molto apprezzata da nonni e zii. Una bella cornice, un disegno su misura, le prime parole scritte sono un ricordo prezioso oltre che un bellissimo regalo. Se invece si vuole tentare qualcosa di più complesso, il primo consiglio è migliorare la manualità con l’esercizio, cominciando da produzioni molto facili che permettano ai piccoli di familiarizzare con attrezzi da disegno, forbici, taglierini, colla, scotch e altri materiali. Questi lavori richiedono ovviamente tempo. Ma la capacità di immaginare e di vedere, per esempio, in uno scatolone una casa o in una bottiglia una barca, dipende in buona parte dall’allenamento. È importante partire da tecniche semplici: un tappo di bottiglia, opportunamente lavorato e dipinto, diventa fiore o gioiello; scorze d’arancia secche si trasformano in originali collanine o orecchini. Su Internet si trovano infiniti esempi di oggetti prodotti con materiali di riciclo. E man mano che crescono l’età e l’abilità, si può aumentare la complessità dell’opera. Il gusto e i desideri del destinatario devono ovviamente stimolare idee e capacità dei piccoli produttori.

Già il fatto di discuterne e poi di lavorarci insieme è un atto educativo importante e un’esperienza di intimità e piacere, a patto che non sia appesantita da ansie da prestazione. Dedichiamo ore a inventare, dipingere, cucire e modellare. Sono momenti dolcissimi che ricorderemo con nostalgia e tenerezza. Questo è, in sé, già un bellissimo regalo.

[Sandra Cangemi – Educatrice, Cooperativa sociale Praticare il futuro]

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