“Vorrei un secondo figlio, ma la prima gravidanza mi ha spaventato”

Gentile redazione,

sono una neo abbonata e ho un bimbo di 2 anni e mezzo. Quando è nato mio figlio, ho avuto molte difficoltà: un po’ di depressione dopo la gravidanza, allattamento difficile, senso di inadeguatezza. Vorrei avere un secondo figlio, ma l’idea mi spaventa. Mi piacerebbe poterne parlare con una doula e magari, nell’eventualità di un secondo figlio, poter contare su un aiuto di questo genere. Non so però dove poterne trovare una. Mi potete aiutare? Grazie, Silvia.

Cara Silvia,

per moltissime donne il periodo successivo al parto e alla gravidanza si rivela faticoso a livello fisico e psicologico e, in ogni caso, decisamente diverso da come lo si era immaginato. A parte alcune fortunate che possono contare su nonne giovani e poco ansiose, le neomamme trascorrono molte ore da sole, alle prese con problemi mai affrontati prima (difficoltà di allattamento, ragadi, rigurgiti e coliche, pianti incomprensibili del neonato). A questo si somma la stanchezza per le notti insonni che si accumulano. I neopapà, anche loro frastornati e impauriti dalla novità, non sempre sono in grado di dare una mano alla compagna dal punto di vista pratico o emotivo. In compenso, arrivano critiche e consigli da qualunque parte, spesso non richiesti e nemmeno utili, che confondono e generano irritazione. Nel giro di poco tempo ci si convince che tutte le altre madri sono più brave e capaci. Come è successo a te. Di tutta questa esperienza si può far tesoro per una gravidanza successiva, cercando di prepararsi e prevedendo qualche aiuto. Alle volte è sufficiente abbandonare il mito del “farcela da sole a qualunque costo”, per trovare soluzioni di buon senso e di facile realizzazione. Per esempio può essere funzionale accettare l’aiuto di qualche parente che si offre per le faccende domestiche o, se non si amano ingerenze pericolose, ingaggiare una colf. Un’amica disponibile o una baby sitter ci può permettere qualche ora di meritata distrazione, per andare dal parrucchiere o fare una passeggiata in centro. Senza sensi di colpa, perché staccare la spina e occuparsi di altro che non siano pannolini e biberon fa bene a noi, ma fa bene soprattutto al bambino che godrà di una mamma più rilassata. Fondamentale è non rimanere sole troppo a lungo: frequentando altre mamme si tocca con mano che tutte hanno gli stessi dubbi e le stesse paure e una bella chiacchierata smonterà la maggior parte dei problemi. Una scelta da fare con cura è quella del pediatra: diciamo che ci deve “ispirare” almeno un po’, perché sarà compito suo aiutarci nell’affrontare i primi problemi di cura e di salute del neonato e, se ci si intende, tutto è più facile. Ricordiamoci che, se non ci soddisfa, il pediatra può essere sostituito. Se si hanno esigenze specifiche legate all’allattamento o a una particolare fragilità emotiva, ci si può rivolgere ai consultori pediatrici e familiari che organizzano gratuitamente gruppi di sostegno all’allattamento (gli indirizzi sono rintracciabili presso l‘Asl di appartenenza). Esistono associazioni private gestite da ostetriche, da educatrici o da mamme esperte che seguono la donna prima e dopo la gravidanza, con particolare attenzione all’aspetto psicologico. Si tratta di risorse a pagamento che, in genere, propongono un “pacchetto” di assistenza da concordare a seconda delle esigenze. In Francia e nei paesi anglosassoni esistono associazioni ed elenchi ufficiali di “doule”, parola greca che significa “colei che serve la madre”, cioè donne molto esperte che supportano la mamma prima, durante e dopo il parto, soprattutto con interventi naturali, come i massaggi e l’aromaterapia. Le doule promuovono l’allattamento al seno e sostengono la coppia dei genitori dal punto di vista emotivo. In Italia la figura della doula non è riconosciuta professionalmente e pertanto non esiste un albo professionale cui fare riferimento, ma puoi capire se c’è chiedendo alle altre mamme. Ultimo ed essenziale consiglio: circondiamoci, per quanto possibile, di persone positive e rilassate, quelle che ci fanno sentire una buona mamma anche se ogni tanto sbagliamo, semplicemente perché nessuno meglio di noi conosce il nostro bambino. Non ascoltiamo chi – in un modo diretto o subdolo – ci critica o ci svaluta, chi dà consigli non richiesti o ama instillare dubbi anche quando tutto procede per il meglio.

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