Tocchiamo cose sporche, fin da bambini!

La maggior parte dei bambini ama la pioggia perché è bellissimo saltare nelle pozzanghere come Peppa Pig, schizzare, fare le onde e sguazzare producendo rumoracci deliziosi. La maggior parte dei bambini ama cucinare tortine di fango e minestre di erbacce, pasticciare con acqua e farina, scoprire con un brivido di deliziosa eccitazione uno scarabeo o un lombrico. La natura invoglia a “giocare agli scienziati”, osservando e magari sperimentando, a volte anche in modo crudele.

Ma è davvero così? Molti bambini di oggi trovano repellenti gli insetti e gli altri animaletti, dai vermi ai bruchi alle lumache, e si rifiutano di toccare il fango o la terra, a volte persino di “sporcarsi le mani” con la pasta di pane o la pasta frolla (nei laboratori organizzati dalla nostra cooperativa, alcuni chiedono ripetutamente di potersi lavare le mani durante le operazioni di impasto). Non parliamo poi di operazioni come la pulizia delle stalle o la concimazione di orti e campi. Una delle frasi più frequenti in bocca ai bambini moderni è: “che schifo!”. Pronunciata spessissimo, ancora prima di conoscere l’oggetto di tutto questo schifo.

Non è una questione di igiene

Se qualcuno pensa: “Va bene, fa schifo, non c’è niente di male. Semplicemente, cresceremo persone più attente all’igiene”, si sbaglia di grosso. Nonostante gli spot pubblicitari di prodotti chimici che garantiscono “igiene assoluta, come in ospedale” (l’ambiente dove è più frequente contrarre infezioni, tra parentesi), non è né possibile né augurabile che l’ambiente domestico sia “sterile”, cosa che dovrebbe valere solo per le sale operatorie e le camere, appunto, sterili. Le persone con un normale sistema immunitario devono venire continuamente a contatto con i batteri che abitano il loro ambiente e questo vale in particolare per i bambini piccoli, che devono formarsi il sistema immunitario secondario.

Se questo non avviene con il contatto di un “normale livello di sporco” (che include contatti frequenti e affettuosi con gli animali domestici, per esempio) avremo come risultato dei malesseri, dalle disbiosi intestinali (cioè la scorretta formazione della normale flora batterica intestinale) fino alla maggiore incidenza di allergie. Questo non esclude ovviamente il mantenere un ragionevole livello di igiene, per esempio con il lavaggio delle mani prima dei pasti. Ma ma non venti volte al giorno!

Sporcarsi si può e si deve

Secondo elemento: i bambini, fin da molto piccoli, devono poter pasticciare con terra, sabbia, acqua, farina, colla, se possibile insieme ad altri bambini e ad adulti non schifiltosi e non fissati con la pulizia. I genitori che tendono ad avere la mania della pulizia dovranno controllarsi attentamente ed evitare di esclamare a ogni piè sospinto “attento a non sporcarti!” o, peggio ancora, “che schifo!”. Sporcarsi si può e si deve e tutti abbiamo in casa la lavatrice; può invece essere molto educativo abituare i bambini, fin da molto piccoli, a occuparsi del lavaggio e riordino dei loro vestiti.

Anche l’interesse naturale per gli insetti e i piccoli animali della terra va coltivato, possibilmente evitando esperimenti cruenti: al contrario, non è difficile rafforzare il rispetto verso la complessa organizzazione sociale delle api o delle formiche (che non solo “allevano” gli afidi per “mungere” la melata, ma secondo recenti scoperte scientifiche pare abbiano cominciato milioni di anni prima di noi a “coltivare” alcune varietà vegetali, addirittura selezionando le sementi, per creare habitat dove prodursi cibo e ripari).

La cura della vita

Altra cosa importante: sviluppare l’istintivo impulso dei bambini a prendersi cura di piccoli esseri viventi. Può bastare un mini-orto di erbe aromatiche o di fragole o pomodorini (basta un balconcino o persino qualche davanzale), mentre per chi ha il giardino l’ideale sarebbe produrre da soli il compost partendo dagli scarti organici domestici, osservare l’azione dei lombrichi, delle coccinelle (che invece gli afidi li mangiano e per questa ragione sono molto utilizzate nelle produzioni biologiche) o degli insetti impollinatori (api, farfalle, calabroni e così via). Ma anche tenere una piccola arnia (ovviamente con le necessarie nozioni di apicoltura) o qualche gallina, di cui utilizzare il concime e magari anche la funzione di diserbo e disinfestazione dai parassiti (con gli opportuni accorgimenti, è possibile farlo anche nei piccoli orti domestici).

Terra e bambini

Perché è così importante creare legami tra i bambini e la terra? Perché nella nostra cultura, basata sulla supremazia della specie umana e sul nostro presunto diritto di dominare e sfruttare l’ambiente, si è persa completamente la consapevolezza, che invece è solidissima nei popoli indigeni, della nostra dipendenza dall’ambiente e della complessa e delicata rete di interdipendenze che lega tutti i viventi. Il fatto di ignorare completamente i servizi che la natura ci offre gratis (nel capitalismo, solo ciò che ha un prezzo ha un valore!) ci ha portato a una crisi ecologica gravissima che rischia di cancellare la stessa specie umana, oltre a moltissime altre specie che sono già sparite o lo saranno nei prossimi anni. Una crisi in cui altre persone, purtroppo in genere non le stesse che l’hanno provocata, stanno già pagando prezzi altissimi. Se non cambiamo strada rapidamente, presto il conto arriverà anche a noi. Il primo passo è trasformare la nostra visione del mondo e del nostro ruolo nella rete.

[Sandra Cangemi – Educatrice, Cooperativa sociale Praticare il futuro]

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